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Cartelle esattoriali, ora avrete 6 mesi di tempo per pagare

Cartelle esattoriali, ora avrete 6 mesi di tempo per pagare: si passa da 150 a 180 giorni dalla notifica dell'avviso di pagamento, vediamo perché e come funziona.

di The Wam

Dicembre 2021

Quando riceverete una cartella esattoriale avrete sei mesi di tempo per pagare dal giorno della notifica. Un emendamento alla legge di Bilancio ha prolungato ulteriormente i tempi che già erano stati portati a 150 giorni (5 mesi).

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Questo provvedimento riguarda naturalmente le cartelle esattoriali per le quali non è stata chiesta la “sanatoria” con la Rottamazione Ter e il saldo e stralcio. Nel loro caso, come vedremo, è stata ufficializzata una mini proroga: ma non si andrà oltre il 9 dicembre (se consideriamo i cinque giorni di tolleranza fino al 14). Ne parleremo dopo.

Cartelle esattoriali: scadenza 180 giorni

Soffermiamoci sui sei mesi concessi per il pagamento delle cartelle esattoriali dopo la notifica del titolo esecutivo.

Questo provvedimento riguarda di fatto tutte le cartelle esattoriali che sono state notificate dopo il 31 settembre 2021, quando è finita la sospensione imposta dal governo all’Agenzia delle Entrate per la pandemia da covid.

In quei 180 giorni il contribuente che si presume moroso potrà chiedere la rateizzazione o saldare il debito contenuto nella cartella esattoriale.

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Cartelle esattoriali: in sei mesi si paga o si rischia il pignoramento

Solo dopo sei mesi l’Agenzia delle Entrate – Riscossione potrà inviare gli avvisi e le procedure di riscossione. Per capirci potrà iniziare le azioni di pignoramento, sui conti correnti o sui beni del debitore.

La decisione del governo di prolungare il termine tra la notifica della cartella esattoriale e l’inizio, di fatto, dei pignoramenti, è stata dettata anche da una scelta logica: l’Agenzia delle Entrate, dopo aver bloccato per mesi l’invio delle cartelle esattoriali, si ritrova ora con un bel po’ di arretrati.

Cartelle esattoriali: la sospensione

E questo nonostante l’azzeramento delle cartelle esattoriali che risalgono al periodo tra il 2000 e il 2010 per importi che non superano i 5.000 euro e sono a carico di contribuenti che hanno un reddito inferiore a 30.000 euro.

Cartelle esattoriali: l’arretrato in arrivo

L’ente riscossore ha anche valutato di non inviare tutti insieme gli avvisi di pagamento.

Ma comunque da settembre sta procedendo con l’invio di un milione di atti al mese. Non sono certo pochi. E il ritmo si manterrà costante. Forse per anni.

Allungare i termini per il pagamento delle cartelle esattoriali da 60 giorni a 180 significa dunque dare respiro a chi riceve una o più cartelle esattoriali magari a distanza ravvicinata.

Ma non solo. L’Agenzia delle Entrate avrà anche più potere e le scadenze allungate sono un piccolo aiuto al contribuente moroso.

Cartelle esattoriali: più potere all’Agenzia

L’ente riscossore infatti avrà questi vantaggi per recuperare le somme non versate:

Cartelle esattoriali: miniproroga per la sanatoria

Oltre al prolungamento dei termini per il pagamento delle cartelle esattoriali, il governo ha stabilito in modo ufficiale la miniproroga per il pagamento delle rate relative alla Rottamazione Ter e al saldo e stralcio.

Erano in scadenza oggi (30 novembre), si potranno pagare entro il 9 dicembre (il 14 se si contano anche i 5 giorni di tolleranza). L’emendamento è stato approvato dalla commissione Finanze del Senato.

La questione riguarda le cartelle che sono state sospese per un anno e mezzo, su decisione del governo, durante l’emergenza covid. Da settembre l’Agenzia delle Entrate ha iniziato a inviare delle richieste di pagamento.

La decisione era stata anticipata anche nei giorni scorsi. Si puntava ad avere uno slittamento dei versamenti più lungo. Un obiettivo probabile sembrava il 31 dicembre. Ma non è stato possibile. C’era anche chi puntava alla fine dello Stato di emergenza.

Il governo ha detto no per ragioni di Bilancio: punta a ricevere quei pagamenti entro la fine del 2021.

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