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Cartelle esattoriali azzerate dopo 5 anni

Cartelle esattoriali azzerate dopo 5 anni: è stato previsto nel decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri che riordina il sistema dlela riscossione. Vediamo cosa significa, come funziona e come e per chi è stata estesa la possibilità di rateizzare i debiti con il Fisco.

di The Wam

Marzo 2024

Cartelle esattoriali azzerate dopo 5 anni: lo prevede la bozza del decreto legislativo che riordina il sistema della riscossione. Decreto che è stato approvato l’11 marzo dal Consiglio dei ministri. Non è l’unica novità, è stata infatti prevista una più ampia rateizzazione per chi vuole rientrare dai debiti con il fisco. Vediamo nel dettaglio. (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Cartelle esattoriali azzerate dopo 5 anni: dal 2025

C’è una svolta importante per i contribuenti che si trovano a fare i conti con le cartelle esattoriali. Una bozza di decreto legislativo, approvata l’11 marzo dal Consiglio dei ministri, consente di azzerare le cartelle esattoriali che non sono state riscosse entro cinque anni.

Questo cambiamento, che dovrebbe prendere il via dal 2025, mira a riorganizzare il sistema di riscossione, introducendo una procedura automatica per la “discarica” delle quote non riscosse dal cosiddetto magazzino della riscossione.

La nuova misura si applicherà alle cartelle affidate all’Agenzia delle entrate-riscossione a partire dal 1° gennaio 2025. Se non verranno riscosse nel corso dei cinque anni successivi, saranno automaticamente eliminate dal sistema. Si punta a semplificare e alleggerire il carico che grava su cittadini e imprese, spesso sommersi da vecchi debiti difficilmente recuperabili.

Il discarico anticipato: una soluzione per i crediti “impossibili”

Non meno importante è l’introduzione della possibilità di discarico anticipato per quei crediti considerati di difficile, se non impossibile, riscossione. Questa opzione permette all’Agenzia di non dover perseguire tentativi infruttuosi di recupero, alleggerendo il sistema da carichi ormai giudicati irrecuperabili.

Lo scopo è duplice: da un lato, svuotare il cassetto dei crediti inesigibili, dall’altro, restituire agli enti creditori la possibilità di gestire direttamente il ritorno di queste somme, senza che il titolo di debito si estingua.

Ad esempio, nel caso di multe non pagate, il debito tornerebbe in capo al Comune, che avrebbe nuovamente la possibilità di gestirlo. L’Agenzia delle entrate-riscossione, inoltre, può procedere al discarico anticipato delle quote nei casi in cui rileva situazioni come la chiusura del fallimento del debitore o l’assenza di beni suscettibili di essere aggrediti per il pagamento del debito fiscale.

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Cartelle esattoriali, cambiano le procedure

Il decreto legislativo introduce dunque importanti modifiche nelle procedure di gestione delle cartelle esattoriali. Novità riguardano il modo in cui gli enti creditori possono gestire le somme non riscosse una volta che queste vengono discaricate dal sistema di riscossione.

Dopo il discarico, e fino alla prescrizione del diritto di credito, gli enti hanno diverse opzioni per cercare di recuperare i debiti:

  1. Gestire direttamente la riscossione coattiva delle somme.
  2. Affidare la riscossione a soggetti privati tramite una gara pubblica.
  3. Riaffidare il credito all’Agenzia delle entrate-riscossione per un periodo di due anni, se emergono nuovi elementi significativi sul debitore che possano facilitare il recupero del credito.

Questa flessibilità nelle modalità di riscossione ha l’obiettivo di incrementare le possibilità di recuperare i crediti in maniera efficace, permettendo agli enti di adattarsi alle diverse situazioni dei debitori.

Il discarico anticipato e le sue conseguenze

Il decreto prevede anche la possibilità di un discarico anticipato delle cartelle. Questa opzione si attiva se, durante il periodo di affidamento, l’ente creditore identifica nuovi e rilevanti elementi reddituali o patrimoniali del debitore.

In questo caso, può decidere di riaffidare le somme all’Agenzia delle entrate-riscossione, indicando specificatamente i beni del debitore da aggredire per il pagamento del debito. Se anche questa azione si rivela infruttuosa, il discarico è automatico.

La Commissione per la riscossione dei carichi pregressi

Per quanto riguarda i carichi affidati alla riscossione negli anni precedenti fino al 2000, si prevede l’istituzione di una Commissione. Sarà presieduta da un magistrato della Corte dei Conti me avrà il compito di proporre soluzioni legislative per gestire il magazzino delle cartelle esattoriali.

La necessità di questa commissione nasce dal bisogno di razionalizzare la gestione di un volume di debiti che, al 31 dicembre 2023, ammonta a più di 1.200 miliardi di euro, comprensivi di debiti di persone defunte, nullatenenti e non più reperibili.

L’obiettivo è quello di trovare soluzioni efficaci per svuotare questo “magazzino” di debiti arretrati, migliorando così l’efficienza del sistema di riscossione.

Per chi è in difficoltà, rateizzazione più lunga

Un altro punto fondamentale del nuovo decreto riguarda le facilitazioni introdotte per i contribuenti che si trovano in situazioni di difficoltà economica. La normativa prevede infatti l’estensione dei piani di rateizzazione dei debiti fiscali, che diventano più flessibili e accessibili.

I contribuenti che dimostrano di essere in una condizione di “obiettiva difficoltà” possono ora beneficiare di piani di rateizzazione che si estendono fino a un massimo di 120 rate mensili, un aumento importante rispetto alle precedenti 72 rate.

Dettagli sulla rateizzazione estesa

L’incremento del numero di rate mensili è strutturato come segue:

Questa struttura progressiva offre ai contribuenti più tempo per saldare i propri debiti con il fisco, alleviando la pressione finanziaria e consentendo una gestione più sostenibile del debito.

Nuove norme per la notifica delle cartelle

Una modifica rilevante riguarda anche i tempi per la notifica delle cartelle esattoriali. A partire dal 2025, l’Agenzia delle entrate-riscossione avrà l’obbligo di notificare la cartella di pagamento entro 9 mesi dall’assegnazione del debito. È un tentativo di velocizzare il processo di notifica, garantendo al contempo la tutela dei diritti dei contribuenti e la salvaguardia del credito.

Modalità di rateizzazione

Il decreto specifica che la rateizzazione può essere richiesta da quei contribuenti che si trovano in una “temporanea situazione di obiettiva difficoltà”. A seconda dell’importo del debito e della situazione del contribuente, il numero di rate mensili può variare, ma per debiti fino a 120 mila euro è possibile arrivare fino a 120 rate.

Il numero massimo di rate

Per i debiti inferiori o pari a 120 mila euro, la possibilità di rateizzazione varia in funzione del momento in cui viene presentata la domanda. Anche in questo caso, si può arrivare a un massimo di 120 rate mensili. Questa estensione è pensata per agevolare i contribuenti che dimostrano di trovarsi in una “temporanea situazione di obiettiva difficoltà”, offrendo loro maggiore respiro nel gestire i propri debiti.

Rateizzazione e obiettiva difficoltà

Il decreto prevede modalità diverse a seconda che il contribuente dichiari o documenti la propria situazione di difficoltà:

Questa differenziazione tra la mera dichiarazione e la documentazione effettiva della situazione di difficoltà mira a garantire un approccio equilibrato, che tenga conto delle reali necessità dei contribuenti senza però aprire la porta ad abusi del sistema di rateizzazione.

Cartelle esattoriali azzerate dopo 5 anni
Nell’immagine un uomo che strappa con soddisfazione una cartella esattoriale azzerata.

FAQ (domande e risposte)

Quando verranno azzerate le cartelle esattoriali non riscosse?

Le cartelle esattoriali non riscosse verranno azzerate dopo 5 anni dalla data del loro affidamento all’Agenzia delle entrate-riscossione. Questa procedura avrà inizio per le cartelle notificate a partire dal 1° gennaio 2025.

Cosa prevede il decreto per le cartelle esattoriali dal 2025?

Il decreto legislativo prevede che le cartelle esattoriali affidate all’Agenzia delle entrate-riscossione e non riscosse entro i successivi 5 anni siano automaticamente discaricate dal sistema di riscossione. Questa norma mira a semplificare e alleggerire il carico delle pendenze fiscali arretrate.

Qual è la procedura per il discarico anticipato dei crediti difficili?

La procedura di discarico anticipato consente di eliminare dal sistema i crediti considerati di difficile o impossibile riscossione, senza necessità per l’Agenzia di espletare ulteriori tentativi infruttuosi. Questo strumento può essere attivato anche prima dei 5 anni, per esempio, in caso di chiusura del fallimento del debitore o assenza di beni aggredibili.

Come possono gli enti creditori gestire le somme discaricate dopo 5 anni?

Dopo il discarico delle somme, gli enti creditori hanno tre opzioni per gestire le somme non riscosse:

  1. Gestione diretta della riscossione coattiva.
  2. Affidamento in concessione a terzi tramite gara pubblica.
  3. Riaffidamento all’Agenzia delle entrate-riscossione per due anni, se emergono nuove informazioni rilevanti sul debitore.

Come cambia la rateizzazione dei debiti con il Fisco nel nuovo decreto?

Il decreto introduce piani di rateizzazione più lunghi per i debiti fiscali, estendendo il numero massimo di rate mensili da 72 a fino a 120 per i contribuenti in “obiettiva difficoltà”. Questo cambiamento sarà progressivamente implementato dal 2025 al 2031.

Quali sono i nuovi termini per la notifica delle cartelle esattoriali dal 2025?

Dal 2025, l’Agenzia delle entrate-riscossione dovrà notificare le cartelle esattoriali entro 9 mesi dall’assegnazione del carico. Questa norma è volta a garantire un processo di notifica più rapido ed efficiente, tutelando al contempo i diritti dei contribuenti.

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