Cartelle esattoriali azzerate fino a 1500 euro?

Cartelle esattoriali azzerate fino a 1500 euro: l’esecutivo potrebbe elevare la soglia della sanatoria. La proposta della Lega è avallata da gran parte del centrodestra. Si cercano i fondi necessari. Cosa accadrebbe ai debiti più alti. Cartelle esattoriali azzerate fino a 1500 euro: l’esecutivo potrebbe elevare la soglia della sanatoria.

5' di lettura

Cartelle esattoriali azzerate fino a 1500 euro: la maggioranza pensa di estendere la sanatoria. (scopri le ultime notizie sul fisco e sulle tasse e poi leggi su Telegram tutte le news sui pagamenti dell’Inps. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp e nel gruppo Facebook. Seguici anche su su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Era stata prevista in origine per le cartelle, fino al 2015, con un importo limite di 1000 euro. Ora si spinge per far salire quella soglia: sono stati preparati degli emendamenti alla legge di bilancio in discussione in Parlamento.

Su questo argomento puoi anche leggere un pezzo sulle cartelle esattoriali annullate che verifica se ci sono anche le multe e il bollo auto; in un post sono segnalate anche tutte le scadenze per la tregua fiscale; e infine abbiamo verificato quali sono le cartelle esattoriali nulle perché l’avviso è arrivato in ritardo.

Cartelle esattoriali azzerate fino a 1500 euro: pressing del governo

È soprattutto la Lega a sostenere questa estensione della sanatoria, il governo non si è ancora pronunciato. Il dubbio riguarda le risorse necessarie per questo provvedimento. Al momento i soldi sono pochi. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti (esponente della Lega) ha già dichiarato che per eventuali modifiche alla legge finanziaria sono a disposizione 400 milioni.

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Cartelle esattoriali azzerate fino a 1500 euro: motivo della scelta

La decisione di alzare a 1500 euro la soglia dei debiti con il fisco che possono essere azzerati è stata proposta per un motivo preciso. È ormai ben noto che il 93% delle cartelle esattoriali in sospeso sono ormai del tutto inesigibili. Continuare a impegnare personale e risorse dell’Agenzia delle Entrate per tentare di incamerare, con scarse possibilità, debiti di piccolo taglio costituisce un inutile spreco di tempo e di denaro. Oltretutto questa attività impedisce all’agente della Riscossione di concentrarsi su debiti recenti o più sostanziosi che hanno invece maggiori possibilità di essere recuperati.

Cartelle esattoriali azzerate fino a 1500 euro: voltare pagina

In pratica una parte importante della maggioranza di governo ritiene sia utile voltare pagina, uno “scordiamoci il passato” che potrebbe consentire alla macchina del “recupero crediti” dello Stato di essere efficiente.

Scopri la pagina dedicata al fisco e alle tasse.

Cartelle esattoriali azzerate fino a 1500 euro: i debiti più alti

Per le cartelle esattoriali con un importo superiore a 1500 euro non cambierebbe nulla. Potranno essere rottamate con agevolazioni che riguardano la rateizzazione e il taglio di interessi, sanzioni, interessi di mora, somme che sono maturate a titolo di aggio ed eventuali sanzioni civili accessorie.

Infatti il pagamento delle cartelle esattoriali più alte di 1500 euro potrà essere effettuato in una sola soluzione entro il 31 luglio del 2023, o spalmato in un massimo di 18 rate, con la prima e la seconda con un importo pari al 10% delle somme dovute per la definizione (e con scadenze che sono fissate il 31 luglio e il 30 novembre; le altre rate, che hanno tutte un importo simile, scadranno invece il 28 febbraio, il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno a decorrere dal 2024).

Cartelle esattoriali azzerate fino a 1500 euro: sanzioni

Per chi sceglie di pagare a rate, gli interessi saranno del 2 per cento annuo. Chi decide di aderire a questa possibilità di rientro con il fisco, dovrà presentare una dichiarazione all’Agenzia della Riscossione. C’è tempo fino al 30 aprile. La domanda può essere inoltrata solo per via telematica. Le modalità precise per la procedura saranno pubblicate sul sito dell’Agenzia entro venti giorni dall’entrata in vigore della manovra.

Cartelle esattoriali azzerate fino a 1500 euro: le risorse

Resta da superare il problema principale per alzare la soglia a 1500 euro per le cartelle esattoriali da azzerare: non ci sono molti soldi a disposizione (come ha dichiarato lo stesso Giorgetti). Se i due terzi della manovra sono stati stanziati per arginare il caro energia resta ben poco per le altre misure. 

Lo dimostra quello che accade sul tema pensioni. Sono state alzate le minime, ok. Ma i fondi sono stati trovati all’interno dello stesso sistema previdenziale, ovvero tagliando sulle indicizzazioni delle pensioni superiori a 2.100 euro lorde. Ma non solo: Quota 102 è stata sostituita da Quota 103, accessibile a un numero esiguo di lavoratori. Si è tentato di ridurre a zero (o quasi) Opzione donna, arrivando a renderla possibile come uscita anticipata solo per poche migliaia di lavoratrici (poi c’è stata una marcia indietro).

Insomma, la coperta è corta. Ma sull’azzeramento delle cartelle esattoriali fino a 1500 euro, il centrodestra ritiene che il “gioco vale la candela”. O meglio: che i costi per rinunciare a entrate che non arriveranno mai, non sono veri costi, ma alla lunga risparmi che renderanno anche più efficienti gli uffici che si occupano della riscossione.

Cartelle esattoriali azzerate fino a 1500 euro?

Cartelle esattoriali azzerate fino a 1500 euro / Il Superbonus

Il problema delle coperture finanziarie riguarda anche il Superbonus. In questo caso la questione non sarà affrontata all’interno della manovra di bilancio ma nel decreto Aiuti Quater che deve essere convertito in legge.

L’esecutivo sta verificando la possibilità di disporre una proroga rispetto alla scadenza del 25 novembre, che è la data entro la quale i condomini avrebbero dovuto presentare la Citas (comunicazione di inizio lavoro) al Comune per poter fruire della detrazione del 110%.

Questo limite temporale ha consentito di risparmiare fondi che nelle intenzioni del governo potrebbero consentire di riaprire le agevolazioni anche per le villette unifamiliari.

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