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Cartelle esattoriali bollo auto prescrizione

Prescrizioni delle cartelle esattoriali per il bollo auto: dopo quanti anni scatta? Ecco come si calcola il periodo per la prescrizione e cosa sono gli atti interruttivi.

di Carmine Roca

Febbraio 2024

In questo approfondimento vi parleremo delle prescrizioni delle cartelle esattoriali per il bollo auto (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Prescrizioni delle cartelle esattoriali per il bollo auto: quando scatta?

Quando scatta la prescrizione delle cartelle esattoriali per il bollo auto non pagato?

Esiste un termine oltre il quale, un cittadino che non ha effettuato il pagamento del bollo auto, è esente da ogni obbligazione, senza ulteriori adempimenti.

Per legge, la prescrizione del bollo auto non pagato scatta a partire dal terzo anno dal mancato pagamento, ma ci sono alcune eccezioni.

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Prescrizioni delle cartelle esattoriali per il bollo auto: come si calcola?

I tre anni vanno calcolati a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui la tassa andava pagata e termina il 31 dicembre del terzo anno.

Per fare un esempio: se non pago il bollo auto a giugno 2024, i tre anni si iniziano a contare a partire dal 1° gennaio 2025 e termineranno il 31 dicembre 2028.

Dunque, se entro il 31 dicembre 2028, la Regione non dovesse notificarmi alcun avviso di pagamento, a partire dal 1° gennaio 2029 ogni comunicazione da parte dell’ente diventerebbe illegittima, poiché scatterebbe la prescrizione sul mancato pagamento del bollo auto.

Prescrizioni delle cartelle esattoriali per il bollo auto: l’eccezione

Solitamente il mancato pagamento del bollo auto va in prescrizione dopo 3 anni, ma solo in una Regione il tempo è prorogato di 24 mesi: è il caso del Piemonte, dove la prescrizione scatta dopo 5 anni.

Prescrizioni delle cartelle esattoriali per il bollo auto: gli atti interruttivi

Esistono, però, anche alcuni elementi che interrompono il processo che conduce alla prescrizione. Parliamo degli atti interruttivi, che determinano il ricalcolo del periodo di prescrizione dal momento in cui vengono ricevuti dal cittadino.

Uno degli atti interruttivi più conosciuti è proprio la cartella esattoriale dell’agente di riscossione. Oltre a questo, rientrano nell’elenco degli atti interruttivi anche:

Tutte queste azioni hanno l’effetto di azzerare il conteggio del tempo trascorso per la prescrizione, che ripartirà dal momento in cui viene emesso.

Cos’è il bollo auto e perché pagarlo?

Il bollo dell’auto è la tassa di proprietà sul veicolo, che ogni proprietario deve pagare alle autorità regionali.

Parliamo di una tassa regolata sia a livello nazionale che regionale, mentre l’Agenzia delle Entrate gestisce il pagamento del bollo auto per la Sardegna e il Friuli Venezia Giulia.

Il bollo auto si paga anche nel caso in cui il veicolo non circolasse: l’obbligo di pagamento scatta sul possesso e non sulla circolazione del veicolo.

Sono esenti dal pagamento del bollo auto sul veicolo di proprietà i cittadini e le cittadine con disabilità grave (Legge 104, articolo 3, comma 3).

L’importo del bollo varia a seconda della potenza del veicolo, alla sua classe ambientale e alla regione di residenza: ogni regione ha una tariffa diversa, dunque è possibile che due proprietari di auto identiche paghino importi diversi.

Il bollo auto ricade anche sui veicoli con contratti di usufrutto, a noleggio a lungo termine, acquistati tramite leasing o con patto di riservato dominio.

Prescrizioni delle cartelle esattoriali per il bollo auto
Prescrizioni delle cartelle esattoriali per il bollo auto: in foto tre auto di grossa cilindrata.

Faq sul bollo auto

Posso pagare il bollo auto con il credito dell’Assegno di inclusione?

, come previsto dalle vecchie norme del precedente Reddito di Cittadinanza. Con l’Adi è possibile pagare la benzina e il bollo auto.

Può scattare il fermo amministrativo per il bollo auto non pagato?

Il fermo amministrativo rappresenta un intervento legale attuato dalle autorità per prevenire l’uso di un veicolo nel caso in cui il proprietario abbia debiti non saldati nei confronti degli enti pubblici. Questa misura è mirata al recupero di crediti in sospeso, che possono derivare da tributi, tasse o da multe legate a infrazioni del Codice della Strada. In particolare, il fermo amministrativo può essere applicato anche in situazioni come il mancato pagamento del bollo auto.

Quando pagare il bollo auto sull’auto appena acquistata?

Al momento dell’acquisto di un’auto nuova è obbligatorio pagare il primo bollo. Di norma, la scadenza del bollo di un’auto nuova è fissata entro l’ultimo giorno del mese di immatricolazione.

Nel caso in cui il veicolo fosse stato immatricolato negli ultimi 10 giorni del mese sarà possibile pagare il primo bollo auto nel corso del mese successivo a quello di immatricolazione. Onde evitare imprevisti e pagamenti di more, per non sbagliare data, potrete controllare cosa è segnato sulla carta di circolazione oppure sul foglio di via del veicolo acquistato, per conoscere la scadenza esatta per il pagamento.

Come faccio a non pagare il bollo auto con la Legge 104?

L’esenzione dal pagamento del bollo auto prevista dalla Legge 104 è concessa esclusivamente per specifiche forme di disabilità documentate, cioè per individui con patologie che causano permanenti limitazioni o impedimenti nelle capacità motorie.

Esenzione pagamento bollo auto: cosa succede alla morte del titolare?

Quando una persona con disabilità ha ottenuto l’esenzione dal pagamento del bollo auto e successivamente viene a mancare, questa esenzione non viene trasferita ai beneficiari. Di conseguenza, gli eredi saranno tenuti a pagare la tassa di circolazione a partire dal momento in cui è avvenuto il tragico evento.

Si può sospendere il pagamento del bollo per le auto storiche?

Sì, beneficiano della sospensione del bollo auto anche le auto storiche, quelle che hanno compiuto il 30° anno dalla data di immatricolazione e quelle con Certificato di Rilevanza Storica. Le auto che hanno tra i vent’anni e i trent’anni di età, pagano la metà del bollo, solo se in possesso del Certificato di Rilevanza Storica.

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