Cartelle esattoriali cancellate: quali possono saltare

Cartelle esattoriali cancellate. Scopri quali possono saltare o essere cancellate con l'intervento del governo Meloni

4' di lettura

Cartelle esattoriali cancellate. Scopriamo insieme quali possono saltare e ed essere cancellate (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Nei prossimi paragrafi approfondiremo nel dettaglio per quali cartelle esattoriali potrebbe esserci una sospensione, con dilazione dei tempi, grazie agli interventi del nuovo governo.

Indice

Cartelle esattoriali cancellate: al via il governo Meloni

Nell’attesa dell’ufficiale nomina e formazione del governo Meloni, si stanno già susseguendo le varie voci in merito ai possibili interventi di Palazzo Chigi sul tema fiscale e, in particolare, sulle cartelle esattoriali.

Si interverrà sul caro bollette con un decreto da 10-15 miliardi che dovrebbe contenere anche una prima “tregua fiscale“.

Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, l’idea di Fratelli d’Italia è rottamare delle cartelle esattoriali e allo stesso tempo modificare il reddito di cittadinanza e il Superbonus 110 per cento.

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Saldo e stralcio cartelle esattoriali cancellate: quali sono

Tra le opzioni in campo c’è la possibilità che venga approvato un nuovo saldo e stralcio per le cartelle esattoriali più basse.

In particolare si fa riferimento ai debiti tra 1.000 e 3.000 euro (c’è chi dice anche 3.500 euro) che così verrebbero eliminati.

Il piano proposto dal Centro-Destra però, non prevede una cancellazione totale del debito. L’importo oggetto del saldo e stralcio è pari all’80 o al 90 per cento del totale della cartella.

Destinatari di questo piano saranno per lo più le famiglie in difficoltà economiche, ma almeno per il momento non emergono altri dettagli significativi in merito.

Cartelle esattoriali sospese: la formula 5+5

Il saldo e stralcio non è l’unica opzione del nuovo governo. Tra le ipotesi presenti sul tavolo del futuro esecutivo, infatti, c’è anche il piano di ristrutturazione del debito 5+5.

Stando a questo piano, i contribuenti avranno la possibilità di definire le imposte dovute allo Stato, pagando una sanzione forfettaria del 5%, potendo contare su una rateizzazione automatica in 5 anni.

Questa misura sarebbe riservata ai debiti pendenti superiori a 3.000 euro e in particolare ai maxi debitori nei confronti della pubblica amministrazione.

In questo modo il futuro governo pensa di poter recuperare buona parte delle cartelle ancora oggi non saldate e portare nuovi soldi con rapidità nelle casse dello Stato.

Anche se le entrate non saranno di un importo tale da poter consentire grandi manovre economiche, il governo potrà però contare su una liquidità immediata e spendibile.

Cartelle esattoriali cancellate: quali possono saltare
Cartelle esattoriali cancellate: quali possono saltare

Cartelle esattoriali cancellate: il ruolo di Confindustria

Sulla questione fiscale si è espressa anche Confidustria con il presidente Carlo Bonomi che, in merito alle riforme nazionali sulla tassazione proposte dalla coalizione di Centro-Destra ha detto: «Non possiamo permetterci immaginifiche flat tax sull’Irpef che dimentichino Irap e Ires. Non possiamo permetterci nuovi strumenti di prepensionamento».

Bonomi, più che all’intera coalizione, faceva riferimento alle proposte della Lega. Secondo il leader di Confindustria, infatti, flat tax e l’introduzione di nuovi sistemi di pensione anticipata come quota 102, proposti da Matteo Salvini, non sarebbero a fatto buoni per l’Italia.

Ricordiamo che il segretario della Lega aveva proposto in campagna elettorale uno scostamento di bilancio per risolvere la questione fiscale. Provvedimento, quest’ultimo, che è già stato bocciato da Giorgia Meloni che lo ha decretato come estrema ratio del futuro programma di governo.

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