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Cartelle esattoriali, cosa cambia

Scopri cosa cambia per le cartelle esattoriali con la riforma fiscale e perché in alcuni casi potrebbero essere eliminate.

di The Wam

Agosto 2023

Con la riforma fiscale le cartelle esattoriali subiranno una radicale trasformazione. Gli atti esecutivi saranno notificati in tempi record e, in determinate circostanze, non saranno neppure inviati: l’avviso bonario potrebbe avere già il valore di una “cartella esattoriale”. Novità anche per i conti correnti. Vediamo nel dettaglio. (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Pignoramenti esattoriali veloci

Una delle principali novità della riforma fiscale riguarda la velocizzazione dei pignoramenti esattoriali. La cartella esattoriale verrà notificata in tempi molto brevi. In alcuni casi specifici, questa notifica potrebbe non essere neanche necessaria.

C’è anche un altro obiettivo: rendere il conto corrente del debitore completamente “trasparente” all’amministrazione finanziaria. In questo modo potrà verificare in anticipo se ci sono fondi sufficienti per coprire il debito, ancor prima di avviare la procedura esecutiva.

C’è una piccola consolazione per i debitori: chi deve pagare potrà beneficiare di una rateizzazione più conveniente, con un numero maggiore di rate a disposizione.

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Cartelle esattoriali, tutte le novità

Accertamenti immediatamente esecutivi

L’Agenzia delle Entrate, sino ad oggi, aveva il potere di emettere accertamenti immediatamente esecutivi. In particolare per Irpef, Ires, Iva e Irap.

Con la riforma fiscale 2023, questa procedura viene estesa anche alle imposte indirette. Un esempio può essere l’imposta di registro o i tributi ipotecari e catastali

Tutto questo avrà una conseguenza: la scomparsa progressiva della tradizionale cartella esattoriale. Al suo posto, arriverà una semplice lettera di presa in carico. La reale autorità nella procedura sarà l’accertamento fiscale notificato dall’Agenzia delle Entrate.

Dubbi sui controlli automatizzati

Ci sono dei dubbi sulla questione dei controlli automatizzati sulle dichiarazioni tributarie. Non è ancora chiaro se le comunicazioni di irregolarità, i ben noti “avvisi bonari”, assumeranno la potenza di titoli esecutivi. Questo cambierebbe la loro natura, facendoli diventare equivalenti alle cartelle esattoriali. Il governo dovrà presto chiarire questo punto delicato.

Tempi di notifica delle cartelle esattoriali

La cartella esattoriale, attualmente, ha una validità di un anno. Dopo questo periodo, è necessario notificare un ulteriore atto, l’intimazione di pagamento.

La riforma fiscale prevede di allungare questo termine. L’esattore non dovrà effettuare nuove notifiche dopo un anno. Ciò significa una riduzione dei casi in cui si dovrà notificare un’intimazione di pagamento.

L’Agenzia delle Entrate, però, avrà solo nove mesi per recuperare il credito. Se il debitore non sarà in grado di pagare al termine, la cartella sarà definita inesigibile.

Pignoramento e trasparenze dei conti correnti: novità in vista

Un altro elemento chiave della riforma è la maggiore trasparenza dei conti correnti dei debitori. Le istituzioni avranno una visione chiara dei fondi disponibili prima di avviare qualsiasi procedura esecutiva.

Il pignoramento dei conti correnti non è stato mai semplice per la riscossione. Con la riforma fiscale, vengono introdotte misure per rendere questo processo più efficiente e veloce. Vediamo in che modo:

  1. Anticipazione delle informazioni: l’Agenzia delle Entrate avrà ora la possibilità di conoscere in anticipo quanto denaro è presente nel conto corrente del debitore.
  2. Interazione con le banche: sarà istituito un canale telematico tra l’Agenzia delle Entrate e gli istituti finanziari per scambiare informazioni in tempo reale.
  3. Maggiore protezione per i debitori: non ci sarà alcun prelievo forzoso. L’obiettivo è semplificare le procedure pur garantendo i diritti del cittadino.

Pignoramenti più facili e più efficienti

L’efficienza nella procedura di pignoramento è un altro fulcro della riforma fiscale. Queste sono alcune delle principali modifiche previste:

  1. Maggiore autonomia per l’agente di riscossione: non sarà più necessaria l’autorizzazione del giudice per effettuare il pignoramento in certi casi, rendendo il processo più veloce.
  2. Cooperazione con le banche: grazie a una nuova procedura informatica, le banche potranno fornire in tempo reale dati utili per il pignoramento.

Discarichi per inesigibilità: maggiore chiarezza

L’ultimo aspetto di questa riforma riguarda il discarico per inesigibilità. La riforma mira a rendere questa procedura più chiara e trasparente, introducendo controlli residuali e responsabilizzando l’agente della riscossione solo in caso di dolo o colpa grave.

Superamento del ruolo nella riscossione

L’obiettivo principale è il superamento del ruolo, che in passato era lento nel recupero crediti. Per velocizzare questo processo, la riforma potrebbe estendere l’avviso di accertamento o la notifica dell’atto direttamente al debitore. Il fine ultimo è rendere la procedura di riscossione molto più veloce ed efficace rispetto a prima.

Addio all’Agenzia Entrate Riscossione

Uno dei cambiamenti più significativi è la fine dell’Agenzia Entrate-Riscossione. Verrà gradualmente accorpata all’Agenzia delle Entrate. Questo cambiamento, annunciato dalla legge fiscale 111/2023, ha lo scopo di rendere i processi di riscossione più rapidi e diretti.

Riduzione dei tempi di attesa per i contribuenti

I tempi di attesa per i contribuenti subiranno una drastica riduzione. Adesso, la notifica della cartella esattoriale dovrà avvenire entro nove mesi dalla trasmissione della partita. Questa mossa mira a velocizzare il sistema ed evitare ritardi burocratici.

Rateazioni più ampie

Ora, con la nuova riforma, i debitori hanno la possibilità di chiedere la rateazione della cartella fino a 120 rate mensili. Senza la necessità di dimostrare una situazione di difficoltà economica.

Contraddittorio preventivo

La riforma ha introdotto l’idea di contraddittorio preventivo. Questo significa che, prima dell’accertamento fiscale, l’ufficio delle imposte potrà contattare il contribuente per ricevere chiarimenti. Il nuovo approccio punta a proteggere i diritti del contribuente e ad assicurare un’interazione chiara e diretta con l’amministrazione finanziaria.

Cartelle esattoriali, cosa cambia
Nella foto una donna ha appena ricevuto una cartella esattoriale.

FAQ (domande e risposte)

Cosa cambia per le cartelle esattoriali con la riforma fiscale?

Con la riforma fiscale, le cartelle esattoriali subiscono una radicale trasformazione. La procedura, che precedentemente vedeva l’Agenzia delle Entrate emettere accertamenti immediatamente esecutivi solo per determinate imposte (Irpef, Ires, Iva e Irap), ora viene estesa alle imposte indirette sui trasferimenti, come l’imposta di registro, sulle donazioni, successioni e i tributi ipocatastali. Questa estensione porta a una progressiva scomparsa della tradizionale cartella esattoriale, che sarà rimpiazzata da una “lettera di presa in carico”.

Come verranno ridotti i tempi per il pagamento delle cartelle esattoriali?

I tempi di notifica della cartella esattoriale sono destinati a cambiare con la riforma. Anche se attualmente la cartella esattoriale ha una validità di un anno, la riforma intende allungare questo termine per evitare la necessità di ulteriori notifiche. L’Esattore avrà solo nove mesi di tempo dalla trasmissione del ruolo per tentare il recupero del credito.

Cambierà qualcosa per i conti correnti dei debitori?

Sì. Prima della riforma, l’Esattore aveva la capacità di sapere presso quale banca il debitore deteneva il conto corrente, ma non poteva conoscerne il saldo. Ora, la riforma permette all’Esattore di conoscere in anticipo l’importo accreditato nei conti in banca o alle Poste del debitore. Questo assicura che l’Esattore possa prendere decisioni informate riguardo alle azioni di recupero.

Perché il governo ha deciso la modifica della riscossione?

Il motivo principale dietro la riforma fiscale è la volontà di rendere il processo di riscossione più veloce ed efficiente. Le procedure attuali sono viste come troppo lunghe e non sempre efficaci. La riforma punta a superare questi ostacoli e migliorare il sistema di riscossione per ridurre i tempi di attesa per i contribuenti.

Perché i pignoramenti saranno più facili?

Attualmente, per l’agente della riscossione, pignorare assets come conti bancari o stipendi avviene senza bisogno di una procedura in tribunale. La riforma punta a migliorare questa pratica attraverso “la razionalizzazione e l’automazione” del pignoramento dei conti bancari. Grazie alla collaborazione rafforzata con gli istituti di credito, l’agente della riscossione potrà avere accesso ai dati in tempo reale, rendendo la procedura di pignoramento più efficiente.

Perché scompare l’Agenzia delle Entrate e riscossione?

La riforma fiscale prevede l’accorpamento dell’Agenzia Entrate-Riscossione all’Agenzia delle Entrate. Questa decisione è stata presa per rendere i processi di riscossione più snelli e rapidi, eliminando la divisione tra le due agenzie e puntando a un sistema più integrato e funzionale. La legge fiscale 111/2023 sottolinea questa volontà di migliorare e velocizzare i processi di riscossione.

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