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Cartelle esattoriali, cosa sono esattamente e chi le paga

Cosa sono le cartelle esattoriali, chi le emette, come non pagare e quando cadono in prescrizione.

di Valerio Pisaniello

Dicembre 2022

Le mosse del governo: sul fronte multe e tasse non ci sarà più la cancellazione automatica per le cartelle esattoriali dal 2000 al 2015 inferiori ai 1.000 euro (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Saranno cancellati solo gli interessi, ma la decisione se stralciare o meno l’imposta e le sanzioni spetterà agli enti locali e sarebbe operativa dal 31 marzo 2023. Ma vediamo nel dettaglio cosa sono le cartelle esattoriali e come evitarle.

Indice

Cosa sono le cartelle esattoriali?

Si sente spesso parlare di cartelle esattoriali o cartelle di pagamento. Non tutti, però, sono al corrente del significato di questo concetto. Cosa sono le cartelle esattoriali? Di cosa si tratta? Chi emette la cartella di pagamento? Di tanto parleremo meglio in questa breve guida.

Spiegheremo cosa sono le cartelle di pagamento, come fare a sapere se hai cartelle esattoriali insolute e come non pagarle. Ma procediamo con ordine.

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Quando viene emessa una cartella esattoriale?

Una cartella esattoriale viene emessa per la riscossione coattiva dei tributi locali il relativo titolo esecutivo (cartella o ingiunzione) deve essere notificato al contribuente, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo.

Cosa sono le cartelle esattoriali: la procedura

Vediamo innanzitutto cosa sono le cartelle esattoriali. Le cartelle esattoriali sono una sorta di solleciti di pagamento, inviati a chi non ha pagato i propri debiti con lo Stato, gli enti pubblici, le Regioni, le Province, i Comuni.

Sono quindi una sorta di “ultimo avvertimento” a corrispondere gli importi ivi indicati entro massimo 60 giorni dalla notifica della cartella.

In caso contrario, l’Agente per la riscossione – il soggetto cioè che ha inviato la cartella esattoriale stessa – intraprenderà le azioni legali esecutive. Queste azioni consistono nel pignoramento dei beni, nell’ipoteca sugli immobili, nel fermo amministrativo delle auto o delle moto. 

Le cartelle esattoriali vengono quindi emesse su delega di una pubblica amministrazione o di un ente locale che, dopo aver inviato un avviso di accertamento al contribuente, non è riuscito a recuperare le somme dovute e, pertanto, ha delegato alla riscossione l’Agente per la Riscossione esattoriale.

Ne consegue che le cartelle esattoriali vengono emesse unicamente per debiti relativi a impostetassecontributi (previdenziali dovuti all’Inps o assistenziali dovuti all’INAIL), sanzioni amministrative (ad esempio, le multe stradali) e sanzioni penali.

Cosa sono le cartelle esattoriali: chi le emette

Per i crediti dello Stato (si pensi all’Iva, l’Irpef, i contributi Inps e Inail), l’Agente per la Riscossione è Agenzia Entrate Riscossione. Invece, per i crediti degli enti locali ossia Comuni, Province, Regioni (si pensi all’Imu e alla Tari), l’Agente per la Riscossione è costituito da società private che hanno siglato appositi patti con l’ente stesso.

La riscossione esattoriale per conto della Pubblica Amministrazione non può essere gestita direttamente da questa e, pertanto, è necessario l’affidamento della pratica all’Esattore. L’affidamento avviene con la trasmissione di un documento – il cosiddetto ruolo – che certifica il credito da riscuotere. 

Cosa sono le cartelle esattoriali: quando è un titolo esecutivo?

Ciò significa che, dopo la notifica della stessa, l’Esattore può procedere direttamente con il pignoramento dei beni del debitore, senza bisogno di agire prima in giudizio e ottenere una sentenza del giudice: è la sentenza stessa che funge da condanna nei confronti del debitore. 

Questo però non significa che il cittadino non possa opporsi al pignoramento: per farlo, però, ha 60 giorni di tempo dalla data di ricevimento della cartella. Entro tale termine, dovrà fare ricorso al giudice competente (che, per imposte e tasse, è la Commissione Tributaria; per i contributi è il tribunale ordinario, sezione lavoro; per le sanzioni amministrative è il giudice di pace).

Se invece il cittadino non fa opposizione, la cartella diventa definitiva e non più contestabile, anche se viziata. A quel punto, l’unica speranza di liberarsi del debito è sperare nella prescrizione, ossia nel decorso dei termini massimi per la riscossione. A breve, vedremo quali sono i termini di prescrizione delle cartelle di pagamento.

Cosa sono le cartelle esattoriali: cosa succede se non pago?

Cosa sono le cartelle esattoriali: cosa succede se non pago?

Il destinatario della cartella ha – come detto – 60 giorni di tempo per pagare. In teoria, già dal sessantunesimo giorno l’Esattore potrebbe avviare le azioni esecutive. Ma ciò non avviene quasi mai. Il più delle volte, trascorrono mesi, a volte anni. Così, ben è possibile che, nel frattempo, i debiti cadano in prescrizione.

Il pignoramento deve avvenire entro massimo 1 anno dalla notifica della cartella. Se decorre tale termine, l’Esattore che voglia avviare le azioni esecutive deve prima notificare un ulteriore sollecito, la cosiddetta intimazione di pagamento, rispetto alla quale c’è un termine di 5 giorni per pagare. 

Cosa sono le cartelle esattoriali?
Cosa sono le cartelle esattoriali? Nella foto un uomo fa i conti delle tasse.

Cosa sono le cartelle esattoriali: i termini di prescrizione

Se alcune sentenze – anche della stessa Cassazione – hanno stabilito che il termine generale di prescrizione di tutte le cartelle esattoriali è di 5 anni, la tesi maggioritaria invece assegna a ciascuna cartella un termine diverso a seconda del tipo di somma riscossa. In particolare:

Cosa sono le cartelle esattoriali: come non pagare

Per non pagare la cartella esattoriale bisogna fare ricorso entro 60 giorni dalla notifica sollevando eventuali vizi di merito o di notifica. Leggi Come difendersi da Agenzia Entrate Riscossione.

Cosa sono le cartelle esattoriali: stralcio 2023

Le cartelle saranno cancellate automaticamente dall’Agenzia delle Entrate a partire dal 31 marzo del prossimo anno. Il contribuente, quindi, non dovrà presentare una domanda per vedersi riconosciuto il beneficio.

Sono automaticamente annullati, alla data del 31 gennaio 2023, i debiti di importo residuo, alla data di entrata in vigore della presente legge, fino a mille euro, comprensivo di capitaleinteressi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015, ancorché ricompresi nelle definizioni di cui all’articolo 3 del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, all’articolo 16-bis del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, e all’articolo 1, commi da 184 a 198, della legge 30 dicembre 2018, n. 145″.

Cosa sono le cartelle esattoriali: le multe

Cosa sono le cartelle esattoriali? La pace fiscale prevede però un’eccezione. I Comuni potranno annullare i crediti che vantano nei confronti dei cittadini, come le multe stradali, oppure tenerli in vita per provare ancora a riscuoterne una parte. Avranno tempo fino alla fine di gennaio per decidere come orientarsi. La corsia preferenziale è stata introdotta per non impattare sui bilanci, che fanno affidamento anche su queste entrate.

La Manovra conferma la sospensione, per il biennio 2023-2024, dell’aumento automatico degli importi delle multe in base all’inflazione media registrata nel biennio precedente. La decisione del governo Meloni scongiura un aumento-monstre delle sanzioni che sarebbe stato del 15,6%.

Cosa sono le cartelle esattoriali: la sanatoria

Sono in tutto dodici le sanatorie che compaiono nella Manovra 2023. L’imposta dovuta dovrà essere versata al Fisco, ma il contribuente che non è in regola potrà beneficiare di numerosi vantaggi per regolarizzare la sua posizione, dai pagamenti a rate fino agli sconti sugli interessi.

La legge di bilancio in arrivo interviene sulle cripto valute sia nel definire le regole di tassazione, sia introducendo una sanatoria per tutti i contribuenti che non hanno indicato in dichiarazione il possesso di cripto attività, nonché i redditi che possono essere derivati da queste. 

Tregua fiscale anche per gli avvisi bonari ricevuti dai contribuenti per gli errori emersi dai controlli automatizzati del Fisco.

Presente inoltre la tanto discussa “norma Salva calcio”, che permette alle società sportive di spalmare i debiti.

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