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Cartelle esattoriali defunto: come funziona

Gli eredi devono pagare le cartelle esattoriali del defunto? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Febbraio 2024

In questo articolo vedremo se è possibile ereditare le cartelle esattoriali del defunto (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Gli eredi devono pagare le cartelle esattoriali del defunto?

La Corte di Cassazione ha chiarito una volta per tutte quali sono le responsabilità degli eredi riguardo i debiti tributari e le sanzioni del defunto. Secondo l’ordinanza n. 31013 del 20 ottobre 2022, le sanzioni non si trasmettono agli eredi, ma i debiti tributari sì.

Questo vuol dire che una cartella esattoriale intestata a un defunto deve essere pagata dagli eredi solo per la parte che riguarda eventuali debiti tributari, ovvero le “tasse“, mentre non si ereditano i debiti relativi alle sanzioni, ad esempio multe per violazione del Codice della Strada.

In presenza di più eredi, ciascuno è responsabile per i debiti tributari secondo la propria quota ereditaria. Tuttavia, coloro che rinunciano all’eredità sono esclusi dalla responsabilità per tutti i debiti ereditari, incluse le cartelle esattoriali, come se non fossero mai stati chiamati all’eredità.

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Tabella delle quote ereditarie

In caso ci siano più eredi, come abbiamo detto, ognuno di loro è responsabile per i debiti tributari del defunto secondo la propria quota ereditaria.

Nel contesto della successione legittima, la distribuzione delle quote ereditarie segue regole precise basate sul grado di parentela degli eredi con il defunto.

Si tenga presente che nel caso di un coniuge sopravvissuto e in regime di comunione dei beni, il 50% dell’intero patrimonio ereditario viene attribuito direttamente a quest’ultimo. La restante metà del patrimonio viene quindi suddivisa tra gli altri eredi legittimi secondo le quote stabilite.

La tabella seguente illustra la distribuzione delle quote ereditarie, quando si utilizza il termine “ascendenti” si indicano genitori, nonni, bisnonni e così via del defunto.

Eredi legittimi presenti nel procedimento di successioneQuote ereditarie
coniuge (in mancanza di figli, fratelli, sorelle o genitori)1/1 al coniuge (anche se separato e la separazione non è stata ancora addebitata)
coniuge e 1 figlio½ al coniuge e ½ al figlio
coniuge e almeno 2 figli1/3 al coniuge e 2/3 ai figli, che divideranno la quota in parti uguali tra loro
1 figlio1/1 al figlio
2 o più figlii figli dividono l’eredità in parti uguali
coniuge (senza figli) con fratelli, sorelle o ascendenti2/3 al coniuge e 1/3 agli altri parenti, che divideranno la quota in parti uguali, salvo il diritto degli ascendenti ad avere ¼ del patrimonio
fratelli e sorelledividono l’eredità in parti uguali. In presenza di fratelli germani (figli degli stessi genitori) e fratelli unilaterali (solo un genitore in comune), questi ultimi hanno diritto però a metà della quota dei fratelli germani
ascendenti½ ai parenti in linea paterna e ½ ai parenti in linea materna
genitori più fratelli o sorelle½ ai genitori (o il genitore) e ½ ai fratelli e le sorelle
altri parenti prossimi diversi da figli, sorelle, fratelli, ascendenti e discendentisi individuano i parenti più prossimi e tutti quelli con lo stesso grado di parentela si dividono l’eredità in quote uguali
Chi sono gli eredi legittimi. Tabella delle quote legittime per l’eredità

Gli eredi devono pagare le multe del defunto?

La legge stabilisce chiaramente che gli eredi non sono tenuti a pagare le multe lasciate dal defunto, nemmeno se queste sono state notificate con una cartella esattoriale. Questa disposizione si applica specificamente alle sanzioni amministrative, incluse quelle derivanti da infrazioni al Codice della Strada.

L’uso del termine “multa”, infatti, nel linguaggio comune si riferisce alle penalità per violazioni stradali, ma indica in modo generico le pene pecuniarie per reati. Il Codice della Strada e il decreto legislativo n. 472 del 1997 chiariscono che l’obbligo di pagamento di tutte sanzioni amministrative non si estende agli eredi.

Questo principio di non trasmissibilità dei debiti per sanzioni amministrative ai successori è cruciale per evitare che gli oneri finanziari del defunto gravino ingiustamente sugli eredi. Pertanto, in caso di decesso, le responsabilità per le multe stradali e altre sanzioni amministrative non vengono trasferite agli eredi, proteggendo così il loro patrimonio da debiti non personalmente contratti.

cartelle-esattoriali-del-defunto-codice
Chi sono gli eredi legittimi. In foto una pagina del Codice Civile.

Come chiedere l’annullamento di una multa intestata a un defunto

Per richiedere l’annullamento di una multa assegnata a una persona deceduta è necessario presentare una richiesta all’ente amministrativo competente.

La procedura richiede di allegare una copia del certificato di morte del defunto o un’autocertificazione che ne attesti il decesso, insieme al verbale della multa che si intende contestare.

Come valutare se accettare o meno l’eredità

Per analizzare il patrimonio attivo di un’eredità basta effettuare una visura ipotecaria al fine di ottenere informazioni precise su immobili e terreni. È fondamentale poi anche esaminare i conti correnti e i risparmi del defunto per avere una visione chiara della liquidità disponibile e dei titoli posseduti.

Per identificare eventuali debiti verso l’Agenzia delle Entrate è necessario invece ottenere l’estratto di ruolo, che fornisce un dettaglio delle cartelle notificate, inclusi importi e motivazioni.

Come evitare di ereditare le cartelle esattoriali del defunto

Scegliere di rinunciare all’eredità rappresenta una strategia valida per evitare di farsi carico dei debiti del defunto. La rinuncia deve essere formalizzata entro 3 mesi dalla conoscenza del decesso e della condizione di erede, se si è già in possesso dei beni ereditari, oppure entro 10 anni dal decesso, se non si è in possesso dei beni. Questa scelta consente di liberarsi tanto dai debiti quanto dai crediti del defunto, prevenendo eventuali richieste di pagamento da parte dei creditori.

Come alternativa, l’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario consente di mantenere separati i beni personali da quelli ereditati, circoscrivendo la responsabilità economica ai soli beni della successione. Per questa opzione, è necessario produrre una dichiarazione formale entro 3 mesi dalla successione, con una decisione finale che deve essere presa nei 40 giorni successivi.

FAQ: Domande frequenti su su “cartelle esattoriali” ed “eredità”

Cos’è l’eredità?

Il patrimonio di una persona deceduta che andrà in successione, è indicata con il termine eredità. Il defunto che lascia la propria eredità ad altri è chiamato testatore (o de cuius) e i beneficiari sono chiamati eredi (o nella prima fase “chiamati all’eredità”). La successione legale regola chi è erede di un patrimonio e per quali parti si ha diritto all’eredità. Di norma, gli eredi sono i parenti più prossimi del defunto. L’eredità viene regolata dalla legge, innanzitutto, che pone dei limiti ben precisi (come le quote di legittima) e dal testamento rilasciato dal defunto prima di morire.

Come avviene la rinuncia all’eredità?

La rinuncia all’eredità è l’atto con cui il chiamato all’eredità dichiara di rifiutare l’eredità e dunque di non subentrare al de cuius, non diventando suo erede. È un diritto che si esercita con espressa dichiarazione scritta da effettuarsi come atto pubblico di fronte ad un notaio o presso la cancelleria del tribunale. La rinuncia all’eredità è uno strumento di tutela per il chiamato all’eredità, che decide di non accettare perché nell’asse ereditario ci sono troppi debiti.

Cosa sono le cartelle esattoriali?

Le cartelle esattoriali sono una specie di solleciti di pagamento, inviati a chi non ha sanato i propri debiti con lo Stato, gli enti pubblici, le Regioni, le Province, i Comuni. Sono una sorta di “ultimo avvertimento” a corrispondere gli importi ivi indicati entro massimo 60 giorni dalla notifica della cartella.

Chi emette le cartelle esattoriali?

Le cartelle esattoriali vengono emesse su delega di una pubblica amministrazione o di un ente locale che, dopo aver inviato un avviso di accertamento al contribuente, non è riuscito a recuperare le somme dovute e, pertanto, ha delegato alla riscossione l’Agente per la Riscossione esattoriale.

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