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Cartelle esattoriali e prestiti covid, più tempo per pagare

Cartelle esattoriali e prestiti covid: il governo concede una nuova proroga per il versamento delle rate arretrate delle cartelle e dei prestiti ricevuti con garanzia statale.

di The Wam

Febbraio 2022

Cartelle esattoriali e prestiti covid: ci sarà più tempo per pagare o per utilizzare i benefici. Il governo ha deciso di rallentare sul fronte dei rimborsi mentre va avanti con la normalizzazione del Paese per uscire definitivamente dall’emergenza sanitaria (e di conseguenza economica). (Scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Tra le dilazioni ai pagamenti, come detto, rientrano le cartelle esattoriali, i prestiti che in questi due anni sono stati assicurati alle piccole imprese, ma anche le agevolazioni concesse per l’acquisto della prima casa.

Sulle dilazioni ulteriori per cartelle esattoriali e prestiti covid sono stati decisivi alcuni emendamenti al decreto Milleproroghe approvati alla Camera e che oggi verranno definitivamente varati con il voto di fiducia.

Cartelle esattoriali e prestiti covid: la prima sospensione

Per le cartelle esattoriali la questione riguarda in particolare le rate che sono scadute.

Come ricorderete dopo lo scoppio della pandemia (durante il primo lockdown per capirci), il governo dell’epoca, quello guidato da Conte, ha congelato i termini di pagamento per le cartelle esattoriali e tutti gli accertamenti esecutivi.

Una sospensione che ha riguardato tutta l’azione di riscossione dell’Agenzia delle Entrate.

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Cartelle esattoriali e prestiti covid: rinvio ad aprile

C’era poi stato un provvedimento successivo, che ha previsto la riammissione al pagamento dilazionato delle vecchie pendenze entro il 31 dicembre 2021. Quel termine è scaduto, e mancano all’appello più di 2,5 miliardinon versati (solo per Rottamazione e Saldo e stralcio, senza contare la montagna di cartelle arretrate), il governo ha quindi spostato il nuovo limite al 30 aprile 2022.

Entro quella data si potrà presentare una nuova domanda di dilazione. Una piccola boccata d’ossigeno.

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Cartelle esattoriali e prestiti covid: condizioni meno favorevoli

Le condizioni sono però meno favorevoli rispetto a prima. Una in particolare: non verrà applicata la cosiddetta decadenza lunga, ovvero la perdita dei benefici che viene persa solo dopo il mancato versamento di 10 rate. La decadenza, per chi ripresenta la domanda entro aprile, partirà dopo 5 rate non pagate.

Cartelle esattoriali e prestiti covid: piccole e medie imprese

Si darà più tempo anche alle 30mila piccole e medie imprese che hanno chiesto prestiti con garanzia pubblica del 100% (poi ridotta a 90 e ora a 89%).

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La restituzione del prestito prevede una scadenza, per l’inizio del rimborso del capitale, a 24 mesi rispetto all’erogazione. Prima saranno versati solo gli interessi.

Con le nuove regole decise dal governo il termine per l’inizio della restituzione del prestito scatterà, su richiesta di chi ha ricevuto il finanziamento e con un accordo tra le parti, con 6 mesi di ritardo.

Cartelle esattoriali e prestiti covid: prima casa

I provvedimenti varati nel Milleproroghe riguardano anche le agevolazioni per l’acquisto della prima casa. Durante l’emergenza covid era stato stabilito di sospendere il termine di un anno per vendere l’abitazione dopo aver utilizzato (per l’acquisto di un altro immobile) l’agevolazione dell’imposta di registro ridotta e l’assegnazione, eventuale, di un credito d’imposta se c’era differenza sull’importo.

Quel termine avrebbe iniziato a decorrere dal primo gennaio. È stato sospeso, il nuovo limite è ora per il 31 marzo.

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Insomma il Milleproroghe ha consentito al governo di dare qualche altro mese di tregua ai tanti italiani che si trovano in arretrato con tasse e prestiti. Un’altra piccola opportunità per rimettersi in regola. Chissà se sarà sufficiente.

Per tante famiglie l’emergenza sanitaria si è tramutata in una emergenza economica che continua a far sentire i suoi effetti (soprattutto in determinati settori e per alcune, e non poche, categorie di lavoratori). Il timore è che una pioggia di cartelle esattoriali, rate non pagate di sanatorie o prestiti, possa pregiudicare la lenta risalita dal pozzo nero della crisi.

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