Cartelle esattoriali, morosi a rischio: stop agevolazioni

Cartelle esattoriali, morosi a rischio: il governo metterà fine alla rateizzazione del debito per chi salta le rate previste per la dilazione. Il limite delle rate non pagate sarà spostato da 5 a 10, ma non sarà più possibile rientrare per chi supera quella soglia. Prevista la fusione di Agenzia delle Entrate e Agenzia della Riscossione.

4' di lettura

Cartelle esattoriali, il governo ha deciso di adottare la linea dura contro i morosi cronici, quelli che dopo aver ottenuto la rateizzazione del debito continuano a saltare le rate. Per loro tempi difficili: via tutte le agevolazioni.

È uno dei punti cruciali della riforma sulla Riscossione. Per il ministero dell’Economia bisognerà essere elastici nel concedere l’eventuale rateizzazione del debito con il Fisco, ma fino a un certo punto. I provvedimenti per chi sgarra saranno immediati e severi.

Cartelle esattoriali, gli italiani e la rateizzazione

La rateizzazione dei debiti con l’Agenzia delle Entrate è una pratica molto diffusa. La utilizza più del 50% degli italiani che devono rimborsare gli arretrati segnalati nelle cartelle esattoriali. Ed è anche una opzione che ha reso sostenibile il pagamento per milioni di famiglie.

E allora, qual è il problema? Il punto, sostiene il ministero, è che nonostante sia consentito saltare un massimo di 5 rate, molti cittadini vanno oltre. A quel punto l’agevolazione dovrebbe essere cancellata, ma viene data al contribuente un’altra possibilità: pagare in una sola volta gli arretrati per rimettersi in pari e tornare a versare le rate ordinarie.

Il problema, per l’erario, è che questo sistema, ossia la riammissione alla dilazione del debito, rallenta e ostacola l’attività di riscossione. La questione si pone perché la pratica è molto utilizzata.

Cartelle esattoriali: ritardi e complicazioni

I ritardi nei pagamenti, la decadenza dall’agevolazione e la successiva riammissione, comportano per il fisco una serie di complicazioni che viene ritenuta intollerabile.

La soluzione per impedire questo sistema per il pagamento delle cartelle esattoriali è semplice, almeno nelle intenzioni del ministero per l’Economia: una volta persa l’agevolazione per non aver pagato le rate sarà impossibile rientrarci. Anche pagando tutte le rate arretrate.

Si passa da un ritardo massimo di 5 a 10 rate

Per non rendere il meccanismo troppo punitivo saranno raddoppiate le rate massime di ritardo consentito, non più 5 ma 10. Chi va oltre avrà la dilazione cancellata. Anche se si offre di pagare tutto l’arretrato.

La modifica studiata dal Mise sarà adottata per le due tipologie di dilazione che sono oggi in vigore:

  • quella ordinaria di 6 anni (massimo di 72 rate non superiori a 100 euro), concessa per cartelle esattoriali fino a 60mila euro, che viene concessa su richiesta semplice del contribuente che non ha quindi la necessità di dimostrare una situazione di difficoltà economica;
  • o per debiti oltre 60.000 euro (dove è necessario dimostrare, documenti alla mano, di avere dei problemi economici).

C’è anche la possibilità di accedere a una dilazione straordinaria. In questo caso di 120 rate (durata 10 anni). Ma questa dilazione speciale è concessa solo se il contribuente dimostra di attraversare momenti ancora più complicati dal punto di vista finanziario.

Agenzie, la fusione tra Entrate e Riscossione

Nel frattempo, sempre nell’ambito della stessa riforma, il governo prevede la fusione tra l’Agenzia delle Entrate e quella della Riscossione.

Una scelta che mira a semplificare le procedure, sia per l’ente, sia per i cittadini, che avrebbero così necessità di interfacciarsi con un solo interlocutore per ricostruire la propria posizione.

La fusione tra le due agenzie potrebbe anche rendere di più rapida soluzione il contenzioso, che oggi è un’altra delle cause dei ritardi e dei continui inceppamenti della macchina di riscossione.

Nel frattempo, dal primo settembre, sono in arrivo milioni di cartelle esattoriali arretrate per i contribuenti italiani. Tutte quelle che sono state sospese nel corso della pandemia.

Altre cartelle esattoriali, quelle che risalgono al periodo 2000/2010 sono state azzerate, ma solo per chi ha un reddito inferiore a 30.000 euro, e per le cartelle esattoriali che sono inferiori a 5.000 euro complessive.

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