Cartelle esattoriali non valide, nuova strategia

Cartelle esattoriali non valide, nuova strategia del Fisco che corre ai ripari per evitare altri contenziosi. Gli indirizzi mail usati per notificare gli atti, risultati sconosciuti, sono stati iscritti ai registri. Cosa accade ora alle cause che sono in sospeso? E per l'ente è una ammissione di colpa che facilità la vittoria in giudizio di migliaia di contribuenti? Vediamo.

6' di lettura

Cartelle esattoriali non valide, nuova strategia dell’Agenzia per arginare la marea di ricorsi presentati dai contribuenti. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

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Le cartelle esattoriali non valide sono quelle che il Fisco ha notificato da caselle pec che risultano sconosciute. I ricorsi hanno già inondato le scrivanie dei giudici tributari. L’appiglio legale è stato fornito dalla legge 53 del 1994. La norma stabilisce che la notifica telematica degli atti «può essere eseguita esclusivamente utilizzando un indirizzo di posta elettronica certificata del notificante risultante dai pubblici registri».

Su questo argomento puoi anche leggere un post sulle cartelle esattoriali da 3.000 euro addio, funzionerebbe così; o su quali cartelle esattoriali potrebbero essere cancellate. C’è anche un focus su quello che il nuovo governo potrebbe fare per bollette e cartelle esattoriali.

Cartelle esattoriali non valide: notifiche nulle

E quindi, se l’atto viene inviato da un indirizzo che non è ufficiale e che quindi non è inserito in uno dei tre registri pubblici (Ipa, Reginde e IniPec), può essere ritenuto dal cittadino «inesistente». Il che significa di conseguenza che la notifica è nulla.

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In questa situazione si trovano centinaia di migliaia di atti. Per quasi tutti è stato presentato ricorso in tribunale. Se parliamo di marea di ricorsi è proprio per questo.

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Cartelle esattoriali non valide: corsa ai ripari

L’Agenzia delle Entrate dopo qualche mese di “smarrimento”, durante il quale ha tentato di contestare i ricorsi in tribunale (spesso senza successo) ora corre ai ripari. L’ente di Riscossione ha infatti inserito nei pubblici registri tutte le caselle Pec che vengono utilizzate per notificare le cartelle esattoriali ai contribuenti.

Non si è mossa con estrema velocità. Sono infatti diversi mesi che la questione è nota e le cartelle sono continuate ad arrivare, inviate appunto da indirizzi «sconosciuti ai registri» e per questo potenzialmente non valide.

Cartelle esattoriali non valide: la legge

L’Agenzia delle Entrate era andata avanti con l’invio delle cartelle da pec non registrate perché ha ritenuto, nonostante l’ovvia interpretazione della normativa, che ai contenziosi tributari e agli atti di riscossione non dovesse essere applicata la legge 53 del 1994.

L’ente riscossore ha continuato ad avere questa convinzione nonostante i giudici tributari (una buona parte, almeno) emettessero sentenze avverse, dando quindi ragione ai contribuenti. E non solo in primo grado, ma anche nel grado successivo di giudizio, di fronte alle Commissioni tributarie regionali.

Cartelle esattoriali non valide: contenziosi in sospeso

Ora, dopo tante sentenze che hanno dato torto all’agenzia, arriva il dietrofront. Quegli indirizzi sconosciuti sono stati inseriti nei registri (ma non era più comodo farlo prima ed evitare migliaia di contenziosi in tribunale?).

La domanda comunque a questo punto è un’altra: cosa accadrà a tutti quei contenziosi che sono ora in sospeso?

Ovvero: per chi ha avuto ragione davanti ai giudici il caso è chiuso. Ovvero è stato sancito che la notifica non era valida. Ma per gli altri, per coloro che hanno una situazione in sospeso, con il giudice che non ha ancora emesso la sentenza?

L’iscrizione dell’Agenzia delle Entrate di tutti gli indirizzi nei registri cambia qualcosa?

Cartelle esattoriali non valide: ammissione di colpa?

In linea di principio sì, ma in senso positivo. La decisione dell’ente riscossore di iscrivere quegli indirizzi sconosciuti sembra infatti una ammissione di colpa. E forse anche per questo motivo la marcia indietro non è arrivata prima.

Come farà infatti l’Agenzia a dimostrare di avere ragione se ha poi dovuto correggere quello che sembra un evidente errore?

Non si tratta comunque di una resa. Infatti quella correzione serve solo a evitare che altri contribuenti facciano ricorso, intasando non solo i tribunali ma anche il Fisco di procedimenti giudiziari.

Cartelle esattoriali non valide: l’Agenzia non cambia idea

Infatti l’Agenzia delle Entrate nonostante la correzione in corsa è decisa a portare avanti le sue tesi. E quindi non molla la presa su tutti i contenziosi che sono in questo momento sospesi e sugli altri che potrebbero arrivare.

La decisione di pubblicare nel registro Ipa gli indirizzi Pec che sono stati utilizzati per le notifiche delle cartelle esattoriali e degli atti della riscossione è stata adottata solo per evitare altri contenziosi. Con un inevitabile aumento dei costi, sia per l’ente, sia per i contribuenti.

Insomma, la posizione dell’Agenzia delle Entrate non cambia. Nonostante le sentenze dei giudici tributari. Non potrebbe essere altrimenti: ammettere un errore significherebbe di fatto perdere migliaia di cause in corso.

Il Fisco resta convinto che la legge non impone nessun obbligo per la pubblicazione degli indirizzi nei pubblici registri e negli elenchi.

I giudizi dunque continueranno: l’Agenzia non molla la presa. Anche se la marcia indietro resta però un punto debole nella difesa della propria posizione.

Con la mossa di inserire gli indirizzi mail nei registri ha però evitato che chi riceve da ora in poi una cartella esattoriale via pec abbia la motivazione per presentare ricorso.

Cartelle esattoriali non valide, nuova strategia

Cartelle esattoriali non valide e gli invii a pioggia

Nel frattempo intanto continuano ad arrivare cartelle esattoriali a pioggia a milioni di cittadini. Sono parte dell’arretrato che si è accumulato durante gli anni di pandemia (quando la notifica di atti e cartelle è stata sospesa).

Il governo avrebbe dovuto adottare una decisione per rendere meno pesante la situazione dei contribuenti già in difficoltà per l’inflazione e la crisi energetica. Ma l’esecutivo tarda a formarsi, molto più del previsto. E decisioni di questa portata non possono essere prese dall’esecutivo Draghi che è in carica solo per il disbrigo delle pratiche ordinarie.

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