Cartelle esattoriali: taglio in vista, troppo arretrato

Cartelle esattoriali: l'arretrato che si è accumulato ha numeri mostruosi, l'unico modo per ripartire da zero è una nuova rottamazione o un azzeramento. Il 78% delle vecchie cartelle è per meno di 1000 euro, molte sono inesigibili o quasi. Quasi 15 milioni gli italiani in debito con il fisco. Ogni anno l'Agenzia delle Entrate emette 16 milioni di cartelle esattoriali.

4' di lettura

Sulla rottamazione di una montagna di cartelle esattoriali arretrate la discussione è molto avanti all’interno del governo. Sembra saltata la nuova sospensione delle notifiche, ma si fa strada una rottamazione quater che interessa le cartelle esattoriali emesse nel 2018, 2019, e 2020.

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Questa rottamazione prevede il pagamento rateizzato con l’azzeramento delle sanzioni e degli interessi.

Cartelle esattoriali: 178 milioni di ruoli al di sotto di 1000 euro

La rottamazione quater (o anche un possibile azzeramento) potrebbe riguardare un numero monstre di cartelle esattoriali: ci sono infatti 178 milioni di posizioni per ruoli inferiori a 1000 euro. Una montagna, il 78% delle cartelle esattoriali che si sono accumulate fino al 2020 (diciamolo, la pandemia c’entra, ma fino a un certo punto).

In termini economici, tutte queste cartelle esattoriali hanno un valore complessivo di 56 miliardi.

Lo ha certificato una ricerca del Centro studi di Unimpresa.

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Cartelle esattoriali: un terzo più vecchie di 10 anni

Un terzo di queste giacenze (34,4%) è formato da ruoli che sono più vecchi di 10 anni.

Se li conteggiamo la cifra assoluta raggiunge 343 miliardi di euro. Ovvero sommandoli agli altri quasi 400 miliardi.

Il punto è che questi soldi difficilmente potranno essere riscossi.

Per quale motivo?

Molti contribuenti con debiti sono morti o, se avevano delle aziende, falliti

E solo il dato riferito a imprese che sono chiuse (o sono in gravissima difficoltà): è vicino ai 300 miliardi.

Tutti soldi che non sono recuperabili.

Cartelle esattoriali: 18 milioni di contribuenti in debito

In contribuenti in debito con il fisco sono quasi 18 milioni. 15 milioni sono persone fisiche, 3 milioni sono invece le imprese.

Diciamolo, numeri impressionanti. Che non disegnano solo l’enorme evasione fiscale, ma anche la difficoltà di tanti contribuenti a far fronte a un carico di tasse che è decisamente importante. Per molti, evidentemente, insostenibile.

Cartelle esattoriali: ogni anno emesse 16 milioni

Basta un dato: ogni anno l’Agenzia delle Entrate emette 16 milioni di cartelle esattoriali.

Ma con una buona parte del personale impegnato a tentare di recuperare l’enorme arretrato, si riesce ad incassare meno della metà.

O meglio:

  • il 20% viene regolarizzato immediatamente;
  • il 25% viene estinto con rateizzazioni;
  • il 55% viene recuperato solo dopo molto tempo e in minima parte.

Cartelle esattoriali: riscossione costosa

La questione centrale è questa: conviene impegnare tante risorse per inseguire il pagamento di cartelle vecchie che gli intestatari non possono (in larga parte) o non vogliono pagare?

Anche perché conti alla mano, riuscire a intascare una parte di queste cartelle consente di recuperare meno di quello che si impiega per le costose procedure di riscossione.

Per intenderci: l’Agenzia delle Entrate deve impiegare risorse (impiegati e denaro) per recuperare, forse, meno di quello che spende. E nel frattempo non ha l’organico necessario per far fronte al recupero di crediti più freschi e quindi molto probabilmente più facilmente esigibili.

Cartelle esattoriali: rottamazione quater

È anche in virtù di queste considerazioni che diverse forze politiche stanno spingendo per una rottamazione quater. Ma anche per una nuova sospensione dell’invio di cartelle esattoriali.

È pur vero che una nuova sospensione farebbe accumulare altre cartelle esattoriali, ma a questo punto – numeri alla mano – sarebbe forse più saggio eliminare quegli atti esecutivi che si ritengono inesigibili o sono al di sotto dei 1000 euro, e concentrarsi sulle nuove cartelle di pagamento per evitare che si accumulino altri ritardi. Una giostra che terminerebbe con la stessa identica conclusione: un nuovo azzeramento e una nuova rottamazione.

Cartelle esattoriali: ripartire da zero

Sulle stesse posizioni anche Unimpresa, che alla luce di questa ricerca ha invito il governo a fare «una scelta di campo netta che consentirebbe, di fatto, una volta varata la riforma, di far ripartire da zero il rapporto tra Stato e contribuente».

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