Cartelle esattoriali, pagamento in 10 anni

Cartelle esattoriali, pagamento in 10 anni: la dilazione potrebbe essere consentita a debiti fino a 120mila euro. C'è unanimità in Parlamento. Il numero delle rate non pagate prima di sospendere la rateizzazione sale da 8 a 10. Ma c'è chi pensa a misure più radicali, come l'azzeramento delle vecchie pendenze, molte delle quali sono ormai quasi inesigibili. E sul Superbonus...

4' di lettura

Cartelle esattoriali, pagamento in 10 anni, il limite è stato spostato anche ai debiti fino a 120mila euro. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Si tratta di un primo provvedimento per andare incontro a milioni di italiani che sono in difficoltà con il versamento dei debiti fiscali e delle multe, un nuovo patto tra contribuenti e amministrazione finanziaria. Non sarà l’unico, ma su questo punto c’è già un’intesa tra governo e maggioranza.

Pagamento in 10 anni significa dilazionare la cifra in 72 rate e non ci sarà più bisogno di documentare una «temporanea situazione di obiettiva difficoltà».

Cartelle esattoriali: la tolleranza per le rate non pagate

All’interno della proposta di modifica c’è anche un’altra aggiunta: far salire da 8 a 10 il numero di rate non pagate che fa venir meno l’accordo del piano di rateizzazione.

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La proposta ha moltissime possibilità di passare, anche perché si registra l’unanime consenso in Parlamento. E non potrebbe essere il contrario, aggiungiamo: le famiglie che hanno oggettive difficoltà a rientrare con i debiti accumulati con il fisco sono davvero tante, milioni.

Intanto scopri come verificare subito se si rientra fra i cattivi pagatori e per quanto tempo si rimane nell’elenco.

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Cartelle esattoriali: misure più radicali

Al punto che non è possibile escludere misure più radicali: la pandemia prima e la svalutazione dopo (con una serie di incertezze legate alla guerra nel cuore dell’Europa che si preannuncia lunga, almeno nelle conseguenze) stanno consigliando al governo una maggiore flessibilità nel recupero di vecchie pendenze con l’erario.

Si continua a parlare di una nuova rottamazione, un’altra pace fiscale. Ma sul punto pesano molte perplessità: sarebbe la quarta rottamazione, le altre non hanno dato i risultati sperati. Sono stati recuperati un paio di miliardi. Niente rispetto alle attese. Riproporre una nuova versione dello stesso provvedimento rischia di avere effetti molto prossimi al nulla.

Cartelle esattoriali: obiettivo azzeramento?

L’Agenzia delle Entrate ha più volte sollevato una questione: l’enorme carico di arretrati impegna gran parte dell’organico – e si tratta di un arretrato molto difficile da recuperare – tutto questo impedisce un adeguato lavoro di riscossione per pendenze più recenti che hanno invece una possibilità elevata di essere saldate. Che è come dire: voltiamo pagina e ricominciamo.

Per dire meglio:azzeriamo le vecchie e ormai quasi inesigibili cartelle.

Ma non è un provvedimento semplice da adottare. Le fibrillazioni sono tante. È però una opzione che resta sul tavolo, soprattutto se le condizioni economiche delle famiglie dovessero continuare a essere così difficili.

Cartelle esattoriali: e sul Superbonus…

Ma mentre sul fronte cartelle esattoriali la linea proposta dalla maggioranza trova piena adesione con il governo, sul Superbonus siamo quasi al muro contro muro.

I partiti propendono per una nuova modifica della norma, al momento sono molte le aziende edili in difficoltà perché le banche hanno chiuso i rubinetti e non accettano più la cessione dei crediti. Ma non ci saranno proroghe. La misura non è mai piaciuta all’esecutivo, perché falsa il mercato, fa crescere i costi e non è sostenibile.

Al momento le uniche novità possibili, e che comunque potrebbero dare un po’ di respiro alle imprese che rischiano il disastro economico, è quella di ampliare anche ad altri soggetti la questione che riguarda la cessione dei crediti (con l’esclusione dei consumatori privati).

Cartelle esattoriali / Settore edile a rischio disastro

Ma è una soluzione che non soddisfa tutti. E che di fatto potrebbe non risolvere niente. Il presidente della Commissione Bilancio del Senato, il 5Stelle Daniele Pesco, attacca il presidente del Consiglio, Mario Draghi: «Così mette a repentaglio 30mila imprese, questo è inaccettabile».

Si spinge con insistenza per riaprire la possibilità della cessione del credito e che «le banche facciano una operazione di acquisto massiccio».

Le ragioni alla base di questa richiesta sono ovvie e tendono a “salvaguardare” dei posti di lavoro. L’altra verità è che il Superbonus ha favorito una lunga serie di truffe. Ma non solo: la misura è costata e continua a costare troppo. In pratica il governo non avrebbe intenzione di distrarre altri cospicui fondi per sostenere una misura che ritiene sbagliata all’origine (continuando quindi nell’eventuale errore), fondi che potrebbero essere utilizzati anche per altri e importanti provvedimenti.

La soluzione potrebbe essere nel mezzo: anche perché mettere in ginocchio il settore edile non è mai una buona idea.

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