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Cartelle esattoriali, da oggi pignoramento più veloce

Cartelle esattoriali, da oggi pignoramento più veloce: chi riceve un avviso bonario ha solo 30 giorni per pagare.

di The Wam

Settembre 2022

Cartelle esattoriali, da oggi pignoramento più veloce: finisce la dilazione di pagamento a 60 giorni dall’arrivo degli avvisi bonari. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

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Cartelle esattoriali per chi non paga in 30 giorni

Dal 5 settembre non si possono superare i 30 giorni dalla comunicazione all’invio della cartella esattoriale e quindi dalla procedura che potrebbe concludersi con un pignoramento.

Scopri la pagina dedicata al fisco e alle tasse.

Resta invariato solo il termine di 30 giorni per il pagamento della prima rata, se si è scelto il pagamento rateale.

Chi è interessato all’argomento può leggere un articolo per sapere cosa succede con le cartelle esattoriali si si è irreperibili. O anche come pagarle a rate, anche quelle fino a 120mila euro. In un altro articolo si spiega quando è possibile non pagarle.

In pratica per evitare l’iscrizione a ruolo, e non far partire la procedura dell’atto di pagamento, il contribuente dovrà versare quanto richiesto dall’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’arrivo dell’avviso bonario. Il che significa anche che chi va oltre quel termine perde il diritto della riduzione di un terzo dal pagamento delle sanzioni.

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Cartelle esattoriali: avviso bonario

L’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 462 del 1997 torna dunque in vigore dopo la sospensione disposta nei mesi scorsi. E stabilisce, appunto, l’iscrizione al ruolo delle comunicazioni di irregolarità o della prima richiesta di pagamento inviata dall’Agenzia delle Entrate, se il contribuente non regolarizza la sua posizione entro i 30 giorni dalla ricezione della comunicazione.

L’avviso bonario può riguardare tra l’altro, le imposte o l’Iva non dichiarata, ma anche i maggiori oneri che sono risultati dopo le rettifiche delle dichiarazioni dei redditi.

Cartelle esattoriali: e se non pago?

Cosa succede se non si paga entro i 30 giorni? Niente di buono. Le somme richieste dall’erario vengono iscritte ai ruoli a titolo definitivo e, come accennato, il contribuente perde la possibilità di fruire della riduzione di un terzo delle sanzioni amministrative che sono contenute nell’atto.

La precedente disposizione del governo, ovvero l’agevolazione dei 60 giorni, riguardava in particolare gli avvisi bonari e gli atti emessi dall’amministrazione finanziaria che si muove, anche sulla base di procedure automatizzate, per incassare le imposte, i contributi, i premi dovuti e i rimborsi.

Cartelle esattoriali: sospensione estiva addio

È decaduta anche la sospensione di questa tipologia di atti (pausa estiva). Infatti, come saprete, e come prevede l’articolo 7 quater, comma 17, del decreto legge numero 193 del 2016, sono sospesi dal primo agosto al 4 settembre i termini per il pagamento delle somme dovute.

Nel frattempo, dalla primavera (e ora si riprende a pieno regime) stanno arrivando nelle case degli italiani milioni di atti di intimazione di pagamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

L’attività di riscossione è ripresa pieno regime. I contribuenti che sono iscritti a ruolo sono 16 milioni, più di un quarto dell’intera popolazione. Quando si arriva in quella fase (dopo dunque l’avviso bonario e l’iscrizione a ruolo) i tempi diventano molto stretti. Pochi giorni e l’ente di riscossione può attivare il prelievo coattivo. Per capirci:

Cartelle esattoriali: ci sono anche atti decaduti

I contribuenti devono comunque fare attenzione e verificare bene. Si stanno notificando anche notifiche di pagamento già decadute, procedure di dilazione che sono già state concesse e in regola con i versamenti. Ma anche nuove iscrizioni a ruolo per pratiche dove era ancora possibile accedere alla rateizzazione.

Cartelle esattoriali: pioggia di pagamenti

Una vera pioggia di pagamenti che rischia di mettere in ginocchio una larga fascia della popolazione che è già alle prese con le crescenti difficoltà causate dalla crisi energetica e dalla conseguente esplosione dell’inflazione.

È stato tra l’altro chiesto al governo di potenziare la fase di rateizzazione dei debiti, di introdurre una nuova sanatoria. Ma anche di azzerare una montagna di vecchie cartelle che sono ormai inesigibili ma che rappresentano un carico enorme. La situazione, anche per l’Agenzia delle Entrate, è ormai decisamente fuori controllo.

Basta un dato per chiarirci: nei depositi dell’Agenzia delle Entrate ci sono crediti spazzatura per oltre un miliardo e cento milioni di euro. La giacenza di alcuni di questi atti ha ormai raggiunto i 21 anni e 4 mesi.

Che senso ha considerarli ancora crediti esigibili?

Cartelle esattoriali: c’è pure l’algoritmo

Nel frattempo è entrato in funzione l’algoritmo che stana chi ha debiti con il fisco. Si tratta di un programma finanziato dall’Ue che assicura di accelerare l’individuazione preventiva delle persone che sono a rischio evasione.

Questo algoritmo, oltre ad avere un controllo costante sui conti correnti e non solo, può anche individuare le strutture societarie e gli schemi transnazionali (anche i più complessi) che vengono elaborati per frodare l’Iva o utilizzare indebitamente i crediti di imposta e altre agevolazioni.

Cartelle esattoriali, da oggi pignoramento più veloce

Cartelle esattoriali: tempesta perfetta

Sarà un autunno e un inverno complicato, dunque. E non solo per la crisi energetica che presto farà sentire le sue conseguenze (anche in termini di razionamento), ma anche per una pioggia di cartelle esattoriali in arrivo, di avvisi bonari con tempi più ristretti per essere pagati, di un carico di arretrati rimasti sospesi durante la pandemia.

Il problema è serio: il Fisco aveva dato una tregua ai cittadini durante la pandemia. Ha ora deciso di riprendere la sua opera di riscossione dei crediti, ma nello stesso momento è scattata una emergenza che potrebbe avere conseguenze più gravi e persistenti rispetto a quelle del periodo Covid.

Una tempesta perfetta. Alla quale dovrebbe dare una risposta il governo che si insedierà dopo il 25 settembre. E non sarà facile.

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