Cartelle esattoriali, ecco quando posso non pagarla

Cartelle esattoriali, ecco quando posso non pagarla, tutte le volte in cui si può fare ricorso per chiedere la nullità. Dai problemi di notifica, al difetto di motivazioni, al mancato conteggio degli interessi e così via. Cose che sarebbe bene conoscere: sono in arrivo milioni di atti di pagamento.

7' di lettura

Cartelle esattoriali, ecco quando posso non pagarla: meglio saperlo, anche perché ne arriveranno a milioni. Una pioggia di atti di riscossione che da qui al 31 dicembre sarà consegnato ad altrettanti cittadini (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE:

Per non pagare una cartella esattoriale ci sono in pratica due soluzioni:

Cartelle esattoriali: i motivi del ricorso

Valutiamo la seconda ipotesi, anche perché la prima può essere legata solo al caso (e a un colpo di fortuna).

Il ricorso può essere una soluzione. Ma solo a patto che ci siano motivi fondati per pretendere che quella cartella esattoriale venga dichiarata nulla. Se i motivi ci sono fate bene a percorrere questa strada. In caso contrario si rischia solo di allungare i tempi e molto probabilmente anche di far lievitare i costi.

Scopri la pagina dedicata al fisco e alle tasse.

Dunque, il ricorso. Vediamo insieme quali sono i motivi che possono far risultare una cartella esattoriale nulla e quindi impugnabile.

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Cartelle esattoriali: i tempi per il ricorso

La prima cosa da sapere sono i tempi: avete 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale per presentare ricorso. La data di notifica è quella in cui l’atto è stato materialmente consegnato al contribuente. Può averla ricevuta, in sua assenza, anche un familiare convivente.

Se il postino non dovesse trovare nessuno in casa, viene recapitata la cosiddetta «raccomandata informativa». In genere 10 giorni dopo. In questo caso il tempo utile per presentare il ricorso inizia a decorrere dall’arrivo della seconda raccomandata.

Cartelle esattoriali: mancata notifica

Il caso più classico di nullità della cartella esattoriale è quello della mancata notifica. E cioè l’Agenzia delle Entrate la invia (ed è quindi presente negli archivi informatici dell’ente riscossore), ma per un motivo qualsiasi viene smarrita e non consegnata al destinatario.

Il contribuente scopre che gli è stata inviata la cartella esattoriale solo quando (sono alcuni casi possibili):

  • gli arriva una richiesta di estratto conto;
  • un nuovo sollecito di pagamento;
  • un fermo auto;
  • o un pignoramento (e senza aver mai ricevuto la notifica della cartella esattoriale).

In questo caso è possibile presentare ricorso per ottenere l’annullamento del debito. A riguardo ci sono anche diverse sentenza della Cassazione che hanno dato ragione al contribuente.

Cartelle esattoriali: indirizzo sbagliato

Questa dunque la mancanza di notifica. Che è un palese motivo di ricorso. Ma la cartella esattoriale potrebbe anche essere stata inviata a un vecchio indirizzo, una abitazione dove il contribuente non abita più da tempo.

È importante sapere che le notifiche a un vecchio indirizzo sono valide solo fino a 60 giorni dal trasferimento. Se però il contribuente ha comunicato immediatamente il cambio di indirizzo all’Agenzia delle Entrate, già dal primo giorno le notifiche devono pervenire nella nuova residenza.

Cartelle esattoriali: soggetto irreperibile

Un’altra condizione di notifica non corretta è quella riferita a un soggetto irreperibile. Accade quando il contribuente che ha cambiato indirizzo non informa il Comune.

Cosa succede in questo caso? L’ufficiale giudiziario deve depositare la cartella esattoriale negli uffici amministrativi del municipio, ma prima deve aver svolto le necessarie ricerche per verificare dove il contribuente viva o lavori. (qui vediamo come si sospende una cartella esattoriale)

Queste ricerche devono essere certificate nella relazione di notifica. Se non sono state fatte la cartella può ritenersi nulla.

Cartelle esattoriali: irreperibilità relativa

C’è poi l’irreperibilità relativa. Quando un messo comunale o un ufficiale giudiziario non trova il contribuente nella sua abitazione perché è fuori per lavoro o per qualsiasi altro motivo.

In questo caso – lo prescrive la legge – al cittadino deve essere inviato un avviso che comunica il tentativo di notifica (raccomandata informativa). Se questa comunicazione non c’è, la notifica non è legittima e di conseguenza la cartella esattoriale è nulla.

Cartelle esattoriali: niente data di notifica

Un altro caso di nullità della cartella si verifica quando nella relazione di notifica trascritta dall’ufficiale giudiziario non viene indicata la data di notifica dell’atto o anche quando non è stata inserite in fondo alla comunicazione ma altrove.

È comunque importante sapere che proprio per ovviare a queste numerose possibilità di “omessa o nulla notifica”, oggi le cartelle esattoriali possono essere inviate anche tramite Pec o agenti postali privati. (scopriamo se la cartella esattoriale notificata a un familiare è valida)

Cartelle esattoriali: incompleta

La cartella esattoriale può anche essere ritenuta nulla se è incompleta. In particolare se la motivazione dell’atto non è descritta in modo adeguato.

La motivazione, per capirci, deve indicare la causa della cartella esattoriale e quindi spiegare a quale tributo non pagato si riferisce.

In pratica deve essere indicato:

  • il tipo di imposta o di sanzione;
  • l’anno in cui il pagamento non è stato effettuato.

Se invece la cartella di pagamento è scaturita da una sentenza di condanna, in quel caso sarà sufficiente indicare gli estremi del provvedimento.

La cartella esattoriale può definirsi incompleta, e quindi nulla, anche quando non viene indicato il nome del responsabile del procedimento.

Una “dimenticanza” grave, perché manca il referente al quale il contribuente può rivolgersi nel caso abbia bisogno di ulteriori chiarimenti.

Cartelle esattoriali: interessi non specificati

Nella cartella esattoriale devono essere anche riportati gli interessi oltre all’imposta da pagare. Gli atti di pagamento arrivano dopo diversi anni e quindi gli interessi dovranno essere riferiti a ogni anno trascorso. Questa informazione è indispensabile per il contribuente perché così può verificare se il calcolo è stato corretto.

Ebbene una cartella dove non vengono riportati tutti gli importi può essere dichiarata nulla.

Cartelle esattoriali: senza avviso

La cartella esattoriale è nulla quando per il contribuente è il primo atto. Infatti deve essere preceduta da un avviso di accertamento (inviato dall’ente creditore). Se l’avviso non è stato recapitato al contribuente la cartella può essere impugnata.

Cartelle esattoriali: a chi presentare ricorso

Ovviamente la nullità di una cartella esattoriale deve essere decretata da un giudice. Il che significa che il contribuente, tramite un avvocato, deve rivolgersi al tribunale.

I giudici competenti sono:

  • il giudice di pace, se la cartella riguarda multe stradali e altre sanzioni amministrative;
  • il tribunale ordinario, sezione lavoro, se la cartella riguarda contributi Inps o Inail;
  • la commissione tributaria provinciale se la cartella ha riguarda imposte e tributi.
Cartelle esattoriali: quando posso non pagarla?

Cartelle esattoriali: conclusione

E quindi, riassumendo, una cartella esattoriale è nulla quando:

  • non sono stati rispettati termini di decadenza (viene considerata la data di invio);
  • è carente o omessa la motivazione della cartella di pagamento (presupposti di fatto e ragioni giuridiche);
  • è stata omessa indicazione del responsabile procedimento ed omessa sottoscrizione della cartella di pagamento;
  • non è stato inserito il computo analitico degli interessi (utili al debitore per verificare l’esattezza de i calcoli del concessionario);
  • c’è un vizio di notifica della cartella di pagamento (irregolarità delle modalità di notifica).

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