Cartelle esattoriali, rottamazione in 5 anni

Cartelle esattoriali, il governo interviene per sanare la situazione di 500mila cittadini in ritardo con la rottamazione. Si pensa a una nuova e lunga rateizzazione. Sul tavolo anche l’azzeramento dei debiti fino a 1.000 euro e la riduzione drastica di quelli fino a 2.500.

5' di lettura

Cartelle esattoriali, il governo al lavoro per risolvere il nodo dei 500mila cittadini in ritardo con la rottamazione ter. La soluzione che è stata prospettata nelle ultime ore è quella di una ulteriore rateizzazione degli importi, per almeno cinque anni e una sanzione non superiore al 5%. (scopri le ultime notizie sul fisco e sulle tasse e poi leggi su Telegram tutte le news sui pagamenti dell’Inps. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp e nel gruppo Facebook. Seguici anche su su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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La questione non è irrilevante e si incrocia con un’altra iniziativa, quella che prevede l’azzeramento delle cartelle al di sotto dei 1.000 euro, il saldo solo del 20% del dovuto per quelle fino a 2.500 e una rateizzazione lunga 5 anni per i contribuenti che devono somme superiori all’erario.

Su questo argomento puoi leggere un post che spiega la necessità di una sanatoria fiscale e i passi del governo; un interessante articolo che evidenzia come la metà delle cartelle inviate sia sbagliata; e infine puoi leggere un focus che spiega con la pace fiscale quali saranno le multe e le tasse cancellate.

Cartelle esattoriali: mezzo milione di famiglie in bilico

Sul tavolo in questo momento c’è la condizione che riguarda mezzo milione di cittadini. Sono coloro che dopo aver aderito alla rottamazione ter con l’Agenzia delle Entrate non sono poi riusciti a saldare le rate di pagamento. Si trovano ora nella condizione di partenza: versare tutto e subito con annesse sanzioni (salate) e interessi (consistenti).

Per chi non è riuscito a pagare le singole rate, saldare questi debiti è ai limiti dell’impossibile. Il che significa quindi, 500mila atti esecutivi in arrivo, per intenderci, pignoramenti.

Il compito del governo in queste ore è quello di trovare una via d’uscita a questi contribuenti. Si rischia altrimenti di aggravare una situazione sociale che è già deteriorata per la svalutazione e i rincari energetici.

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Cartelle esattoriali: rate arretrate per la rottamazione

I contribuenti che non hanno corrisposto le rate per sancire la rottamazione dei debiti con l’erario sono 523mila, il 43% di tutti i cittadini che hanno aderito alla sanatoria. Non hanno versato le rate che erano originariamente in scadenza nel 2020/2021 (e che per via del Covid sono state rimandate al 2022).

Tutte queste persone hanno perso benefici e agevolazioni. Nel frattempo, lo ricordiamo, si è abbattuta sulle famiglie una nuova pioggia di cartelle esattoriali: decine di milioni. Una buona parte era stata bloccata in precedenza durante la pandemia, ma un discreto numero è relativo anche a nuove pendenze.

Cartelle esattoriali: rottamazione flop

La rottamazione ter, proprio per i motivi descritti nei paragrafi precedenti, può dunque essere definita un flop. Nelle casse dello Stato sono entrati 2,5 miliardi in meno rispetto a quelli preventivati.

Insomma, una sanatoria che ha “sanato” poco e che ha accentuato le difficoltà di più di mezzo milione di contribuenti.

Cartelle esattoriali: rottamazione, può solo andare peggio

La situazione potrebbe aggravarsi nei prossimi giorni. Il 30 novembre infatti si dovranno saldare le rate della rottamazione che erano in scadenza il 28 febbraio, il 31 maggio e il 31 luglio (tutte posticipate per la pandemia).

Il limite di tolleranza per questi pagamenti è il 5 dicembre. Il timore è che il numero di cittadini non in grado di pagare le rate potrebbe solo aumentare. La situazione economica è peggiorata negli ultimi mesi, di conseguenza le condizioni economiche dei contribuenti potrebbero essere ancora più precarie. Bisogna intervenire e presto.

Cartelle esattoriali, il piano complessivo del governo

Come anticipato sul tavolo dell’esecutivo non c’è solo la questione dei 500mila in ritardo con le rate della rottamazione ter. Le difficoltà sono molto più complesse. Il numero di famiglie che non sono in grado di pagare i debiti con il Fisco è molto più alto.

Molti milioni di cartelle esattoriali inviate in questi mesi non sono state saldate. Se non si risolve questa situazione sarà complicato anche solo incardinare una qualsiasi discussione sulla riforma del Fisco e della Riscossione.

Cartelle esattoriali, verso la pace fiscale

Per questo motivo si spinge per introdurre subito, già nella prossima legge di Bilancio la pace fiscale. Una misura studiata per aiutare le persone che sono in difficoltà con le cartelle esattoriali.

La strada è segnata, l’abbiamo anticipata all’inizio di questo post:

  • azzeramento delle cartelle esattoriali fino a 1.000 euro;
  • saldo e stralcio per quelle fino a 2.500 (pagamento del 20% della somma e azzeramento del resto);
  • rateizzazione di quelle per importo superiore: pagamento in 5 anni e solo il 5% in più in sostituzione di sanzioni e interessi.
Cartelle esattoriali, rottamazione in 5 anni

Cartelle esattoriali: verso un’ampia sanatoria

A spingere verso una sanatoria estesa dei debiti con il Fisco c’è anche l’Agenzia delle Entrate. Gli uffici sono soffocati da milioni di arretrati, molti dei quali sono ormai inesigibili e rappresentano solo un costo oltre a impedire un’azione incisiva della Riscossione su pendenze molto più recenti. Da tempo l’ente sollecita al governo una misura drastica che consenta di voltare pagina e dare il via a una nuova stagione dell’Agenzia.

A sollecitare l’esecutivo nella stessa direzione, ovvero una pace fiscale estesa, prevedendo quindi la rottamazione delle cartelle tra il 2018 e il 2021, è anche l’Associazione Commercialisti.

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