Cartelle esattoriali, sanatoria per 500mila

Cartelle esattoriali, sanatoria anche per i 500mila della rottamazione ter oltre alla pace fiscale. Sono i contribuenti che non hanno rispettato il pagamento delle rate e ora si trovano ricoperti di debiti, sanzioni e interessi. Per chi deve meno di 1.000 euro c’è l’azzeramento. Sconto dell’80% per i debiti fino a 2.500 euro.

6' di lettura

Cartelle esattoriali, si va verso una nuova sanatoria, una via d’uscita anche per i 500mila contribuenti che non sono riusciti a pagare le rate della Rottamazione Ter. (scopri le ultime notizie sul fisco e sulle tasse e poi leggi su Telegram tutte le news sui pagamenti dell’Inps. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp e nel gruppo Facebook. Seguici anche su su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Il governo Meloni sta affrontando il nodo cartelle esattoriali. Oltre alla cancellazione di quelle con importi inferiori a 1.000 euro (fino a una determinata data) e il saldo e stralcio con il taglio dell’80% dell’importo  per quelle fino a 2.500, bisogna offrire anche una nuova possibilità ai contribuenti che hanno aderito alla rottamazione ter ma non sono riusciti a saldare le rate. Si tratta appunto di mezzo milione di persone.

Su questo argomento potrebbe interessarti sapere che le cartelle esattoriali sono sbagliate per la metà, come difendersi; c’è anche un approfondimenti che spiega come multe e tasse saranno cancellate; e un post che elenca le intenzioni del governo Meloni sulle cartelle esattoriali.

Cartelle esattoriali, cosa succede a chi non ha pagato le rate?

I cittadini che hanno firmato la rottamazione ter si sono impegnati a rateizzare il vecchio debito. Ma dopo aver siglato il patto con l’Agenzia delle Entrate non sono riusciti a far fronte alle rate.

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Questo significa ricominciare tutto da capo. Finire di nuovo dentro il vortice dei debiti con il fisco. In pratica: quei conti da saldare con l’erario dovranno di nuovo essere pagati in una volta sola e con l’aggiunta di pesanti sanzioni e inevitabili interessi.

Un incubo.

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Cartelle esattoriali non pagate, la via d’uscita

Proprio per evitare a questo mezzo milione di cittadini di ritrovarsi con un fardello di debiti enorme e con un’altra ondata di atti esecutivi e pignoramenti, il governo ha deciso di concedere una nuova via d’uscita.

La novità sarà inserita nella prossima legge di Bilancio. L’ipotesi più probabile, quella su cui si stanno concentrando di più le attenzioni degli esperti del ministero, prevede questo:

  • pagamento integrale delle imposte dovute (la rottamazione ter prevedeva in molti casi sconti consistenti);
  • un forfait del 5% per sanzioni e interessi;
  • un piano di versamenti rateizzato in 5 anni.

Non proprio gli stessi vantaggi della rottamazione ter, ma a questo punto è molto meglio di niente.

Cartelle esattoriali, impatto sociale

L’operazione, come accennato, potrebbe dare un po’ di respiro ai contribuenti che hanno siglato la rottamazione ter convinti di poter poi utilizzare la sanatoria per uscire fuori dai debiti fiscali pagando a rate tra il 2022 e il 2023. Ma la pandemia e la crisi energetica hanno impedito a molti di portare a termine la sanatoria.

L’intervento del governo avrebbe dunque un forte impatto sociale. I numeri sono questi:

  • i contribuenti che hanno concluso i versamenti concordati con la sanatoria sono stati 718mila (il 57%);
  • i contribuenti che non hanno versato tutte le rate e hanno perso i benefici della definizione agevolata sono stati 532mila (43%).

Un numero molto alto, non molto lontano dalla metà degli aderenti.

Cartelle esattoriali, quanto ci ha perso lo Stato

Per quel mezzo milione di cartelle non saldate dopo la sanatoria, lo Stato ha dovuto conteggiare entrate in meno per 2,5 miliardi. Infatti la rottamazione ter si è rivelata un flop. E questo frena l’esecutivo Meloni, non convinto dalla possibilità di prevedere una rottamazione quater (l’ipotesi lasciava freddo anche il governo Draghi), sulla quale punta invece la Lega.

Cartelle esattoriali, quali sono quelle non pagate?

Le cartelle esattoriali non pagate sono dunque molte. E di rinvii ne sono già stati concessi. Basti pensare che mercoledì 30 novembre scadono le rate delle cartelle dovute nel 2022. Erano quelle in scadenza il 28 febbraio, il 31 maggio e il 31 luglio

Tutte erano già state posticipate a causa del covid.

C’è tempo comunque, per i 5 giorni di tolleranza, fino al 5 dicembre 2022.

Cartelle esattoriali e crisi energetica

Dopo il covid le famiglie che abitano nel nostro Paese hanno però dovuto fare i conti con la crisi energetica e la conseguente inflazione. Proprio per questo sono necessari dei correttivi e una via d’uscita possibile per il mezzo milione di contribuenti che ha aderito alla rottamazione senza però riuscire a saldare i debiti.

Cartelle esattoriali verso la pace fiscale

Appare del tutto inutile in questa fase stringere la morsa della riscossione a famiglie che sono in palese difficoltà economica. Aumenterebbe solo il disagio sociale. Senza dimenticare un dato: gli effetti della crisi attuale non si sono ancora riversati del tutto sulla popolazione. Lo dimostra un dato: il tasso di occupazione è sempre sugli stessi livelli. Ma molti esperti temono che sia solo questione di tempo, poi le conseguenze potrebbero farsi sentire. Non bisognerà fare i conti solo con la svalutazione. Un po’ come è già accaduto nel 2008.

Cartelle esattoriali, cosa vuole fare il governo

È proprio per questi motivi che il governo vuole imporre una pace fiscale più ampia, che vada oltre le ormai tradizionali rottamazioni. L’esecutivo si è ormai convinto di attivare un meccanismo che prevede il saldo e stralcio delle cartelle esattoriali fino a 2.500 euro per le persone che sono in difficoltà economica (con il versamento del 20% delle somme dovute e il taglio dell’80%).

Per gli importi superiori sarà invece previsto il pagamento di tutta la somma, maggiorata del 5% (in sostituzione di sanzioni e interessi) e la rateizzazione in 10 anni.

Per le cartelle esattoriali con un importo inferiore a 1.000 euro l’ipotesi più probabile è quella di una cancellazione.

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