Cartelle esattoriali, gli ultimi giorni prima dei pignoramenti

Cartelle esattoriali, gli ultimi giorni prima della partenza ufficiale dei pignoramento: l'Agenzia dell'Entrate ha scelto per ora la strada delle mediazione. E quindi prima di dare il via agli atti esecutivi è possibile contrattare sconti, rateizzazioni e dilazioni. Sono invece in scadenza i versamenti arretrati di rottamazione ter e saldo e stralcio. Vediamo quando e come si può intervenire.

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Le cartelle esattoriali si sono rimesse in movimento: dal primo settembre l’Agenzia delle Entrate ha ripreso l’invio degli atti esecutivi a milioni di italiani.

Per ora la strada scelta è ancora quella della mediazione. E quindi, prima di dare il via a procedimenti di pignoramento, l’ente riscossore continuerà, almeno per un po’, a proporre dilazioni, rateizzazioni, sconti.

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Anche se restano ancora delle scadenza, e queste non possono essere evitate.

Cartelle esattoriali: calendario dei pagamenti necessari

Questo è il mini calendario dei pagamenti obbligati:

  • lunedì 6 settembre (era prevista il 31 agosto), termine ultimo per chi deve pagare la rata di maggio della rottamazione ter;
  • il 30 settembre bisognerà pagare le rate scadute il 31 luglio 2020 (rottamazione ter e saldo e stralcio);
  • 31 ottobre 2021 la rata scaduta il 30 novembre del 2020 della rottamazione ter;
  • entro il 30 novembre pagamento di tutte le rate scadute nel 2021.

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Cartelle esattoriali: il rischio per chi non rispetta le scadenze

Per chi salta queste scadenze il rischio è grosso. Verranno infatti annullati tutti i benefici che sono stati disposti con il “condono” di rottamazione ter e saldo e stralcio.

Il che significa che tutti i pagamenti effettuati fino a oggi saranno considerati solo degli acconti sulle somme dovute. Per intero.

Cartelle esattoriali: due modalità di pagamento

L‘Agenzia delle Entrate ha specificato come è stata organizzata la ripresa delle riscossioni dopo la pausa disposta per la pandemia.

Due solo le modalità:

  • per le cartelle esattoriali o gli avvisi che sono scaduti prima dell’8 marzo del 2020, i contribuenti avranno una sola possibilità per evitare l’avvio della procedura di pignoramento: pagare le somme dovute o chiedere e ottenere la rateizzazione;
  • se è già stato stabilito un piano di dilazione, il pagamento di tutte le rate non versate tra l’8 marzo 2020 e il 31 agosto del 2021, deve essere effettuato entro il 30 settembre. O almeno, devono essere versate quelle rate che evitino la decadenza dal decreto Ristori, che scatta dopo 10 rate non pagate, anche se non sono consecutive.

Cartelle esattoriali: esteso il limite per la decadenza

Non cambia invece nulla – ed è ovvio – per tutte le rate che scadono dopo il 31 agosto. Ma con una agevolazione prevista (per chi la richiede): chi non riesce a pagare in una sola soluzione può ottenere la rateizzazione del debito.

Per tutte le richieste di dilazione che saranno presentate entro il 31 dicembre del 2021, è stata decisa la possibilità di estendere il periodo che comporta la decadenza dal beneficio: 10 rate, come detto, al posto di 5, come era in origine.

Ma, lo ribadiamo: queste 10 rate possono anche non essere consecutive.

Cartelle esattoriali: importante una verifica

Per andare sul sicuro conviene verificare le rate che non sono state pagate in questi 18 mesi di sospensione. Bisogna saldare necessariamente tutte quelle che fanno superare il limite delle 10 rate inevase.

Cartelle esattoriali: elevata la soglia

I requisiti per presentare la domanda sono stati estesi grazie al decreto Ristori.

La soglia di debito per la quale basta presentare una semplice domanda è stata elevata a 100.000 euro (prima era ferma a 60.000).

Cosa significa? Che per ottenere la diluizione del pagamento delle cartelle esattoriali, non dovrà più essere presentata una domanda che attesti lo stato di difficoltà economica.

Cartelle esattoriali: fino a 6 anni di rateizzazione

La rateizzazione arriva fino a 72 rate complessive, ovvero 6 anni.

Potranno presentare la domanda anche coloro che erano stati dichiarati decaduti da una precedente rateizzazione ottenuta prima della pandemia e dalla sospensione del pagamento della cartelle esattoriali. Sarà escluso, per questi contribuenti, il vincolo del versamento delle rate scadute.

La stessa chance è stata offerta dal governo anche a quanti, nel 31 dicembre del 2019, erano stati dichiarati decaduti dalle precedenti agevolazioni.

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