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Cartelle esattoriali, come tagliare sanzioni e interessi

Cartelle esattoriali, come tagliare sanzioni e interessi anche se non si rientra nella sanatoria del governo.

di The Wam

Gennaio 2023

Cartelle esattoriali, come tagliare sanzioni e interessi anche se non si può accedere alla rottamazione imposta dal governo. (scopri le ultime notizie sul fisco e sulle tasse e poi leggi su Telegram tutte le news sui pagamenti dell’Inps. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp e nel gruppo Facebook. Seguici anche su su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Vediamo in questo post come ridurre il peso di sanzioni e interessi. O meglio, quello che consente di fare la legge e che può tutelare almeno in parte i contribuenti morosi.

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L’argomento è centrale, anche perché non tutte le cartelle esattoriali sono rientrate nella sanatoria varata dal governo Meloni. Ma solo quelle tra il 2000 e il 2015 e con importi che non superano i 1000 euro.

Restano fuori dunque molti debiti con il fisco. Senza dimenticare che molti Comuni hanno già annunciato che non ritengono “sanate” le vecchie cartelle esattoriali che riguardano multe per violazioni al codice della strada e mancati pagamenti di Imu e Tari.

La questione centrale riguarda i diversi tempi di prescrizione. Ci spieghiamo, mentre per le imposte statali non dovute è di 10 anni, per le sanzioni e gli interessi quel tempo si riduce della metà: la prescrizione interviene infatti dopo 5 anni.

Ed è proprio su questo aspetto che è possibile puntare l’attenzione per ottenere un cospicuo risparmio nel pagamento dei vecchi debiti. Anche, ripetiamo, se si è fuori dalla rottamazione del governo.

Su questo argomento potrebbe interessarti un articolo che spiega come presentare domanda per la rottamazione delle cartelle esattoriali; c’è anche un post che fa un po’ di chiarezza sull’azzeramento delle cartelle esattoriali.

Cartelle esattoriali, come tagliare sanzioni e interessi: prescrizione

Le imposte da pagare allo Stato (come Irpef, Ires, Iva) si prescrivono dopo 10 anni. Un tempo lungo e difficile da raggiungere. Anche perché basta che l’Agenzia delle Entrate e della Riscossione invii una intimazione di pagamento e quel termine di prescrizione si interrompe.

Significa che i dieci anni ripartono dalla notifica di quell’avviso di pagamento.

Bisogna puntare su altro. Ovvero sulla prescrizione di interessi e sanzioni. Che in alcuni casi costituiscono una parte non irrilevante della somma da versare. Soprattutto se il debito non è recente.

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Cartelle esattoriali, come tagliare sanzioni e interessi: la Cassazione

È importante una recentissima sentenza della Cassazione, la numero 2859 del 24 gennaio 2023.

L’Alta Corte ha ribadito che se all’interno di una stessa cartella esattoriale sono contenuti debiti diversi, le sanzioni e gli interessi devono essere determinati in modo autonomo.

E quindi, se nella cartella viene richiesto al contribuente di saldare delle pendenze con il fisco di natura diversa è possibile che anche i termini di prescrizione non siano uguali.

Per cui, alcuni potrebbero essere ormai estinti e altri no. In pratica: non si possono semplicemente sommare.

Cartelle esattoriali, come tagliare sanzioni e interessi: esempio

Cerchiamo di essere più chiari con qualche esempio. Prendiamo il caso di un contribuente che non ha versato l’Iva (ma funziona allo stesso modo anche per l’Irpef o qualsiasi altro mancato pagamento di imposte statali).

L’Agenzia delle Entrate chiede il recupero delle somme non versate, aggiungendo anche le sanzioni previste per la violazione tributaria e gli interessi (che vengono determinati nel tempo che intercorre tra il mancato pagamento e la notifica dell’accertamento fiscale).

Ebbene, mettiamo il caso che anche dopo l’accertamento il debitore non copra il debito. La conseguenza più probabile è che l’ente riscossore notifichi dopo un po’ una cartella esattoriale, nella quale si impone entro un determinato periodo di tempo il versamento delle somme dovute (comprensive ovviamente di sanzioni e interessi).

È in questa fase che bisogna fare attenzione: probabilmente potreste non dover pagare gli oneri aggiuntivi (sanzioni e interessi, appunto).

Il motivo? Lo abbiamo accennato prima (i diversi tempi di prescrizione), ma entriamo nel dettaglio nel prossimo paragrafo.

Cartelle esattoriali, come tagliare sanzioni e interessi: quando è possibile

Abbiamo già accennato dunque ai diversi tempi di prescrizione. Ovvero:

C’è una differenza che potrebbe essere a vantaggio del contribuente moroso. Ricordiamo comunque che la prescrizione eventuale degli interessi non azzera ovviamente anche l’imposta originaria (per quella, come ribadito, la prescrizione interviene dopo 10 anni).

Questo cosa significa? Se il contribuente non ha ricevuto in quei cinque anni altri avvisi di pagamento che avrebbero interrotto i termini di prescrizione, ha la facoltà di chiedere un cospicuo sconto sul pagamento del debito. Perché non è più tenuto a pagare sanzioni e interessi.

Cartelle esattoriali, come tagliare sanzioni e interessi: la verifica

È quindi importante che il contribuente verifichi con il contenuto della cartella esattoriale. Perché se è vero che i debiti per imposte non dovute si prescrivono in 10 anni è altrettanto vero che sanzioni e interessi “scadono” dopo 5.

Il che significa che se sono trascorsi 6 anni dall’ultimo avviso di pagamento quei costi aggiuntivi possono essere non pagati.

Cartelle esattoriali, come tagliare sanzioni e interessi: domanda

La cancellazione di sanzioni e interessi per prescrizione non è comunque automatica. L’Agenzia delle Entrate non applica di sua spontanea volontà la prescrizione. Deve essere il contribuente a chiederla.

Se si è già arrivati nella fase del pignoramento o dell’ipoteca, può ancora agire: chiedendo al giudice che vengano eliminate le somme che sono prescritte.

Cartelle esattoriali, come tagliare sanzioni e interessi: la domanda

La domanda in autotutela deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate, tramite Pec o una raccomandata A/R.

Per presentare ricorso il contribuente deve attendere che l’ente riscossore invii:

una intimazione di pagamento;

In questo caso il debitore ha 60 giorni di tempo per presentare ricorso alla Commissione di Giustizia Tributaria.

Sarà in quel momento che potrà chiedere la cancellazione della sanzioni e degli interessi per la prescrizione.

Nell’immagine un uomo sommerso da avvisi di pagamento

Cartelle esattoriali, come tagliare sanzioni e interessi: tempi di prescrizione

Questi sono i tempi di prescrizione delle principali imposte.

Prescrizione in 10 anni:

Prescrizione in 5 anni:

Prescrizione in 3 anni:

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