Cartelle esattoriali: un cittadino su 2 non le paga

Cartelle esattoriali: un cittadino su 2 non le paga, le sanatorie sono servite a poco, ora si punta alla quarta, ma serve altro. L'Agenzia delle Entrate riesce a riscuotere solo una piccola parte degli arretrati. La somma complessiva dei debiti dei contribuenti ha superato i 1000 miliardi.

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Cartelle esattoriali: un italiano su 2 non le paga, in tutto 19 milioni di contribuenti, tra persone fisiche, partite Iva e società. (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Un numero imponente di cittadini che non versa le imposte, i contributi e che non paga anche delle banali multe. Tra di loro ci sono ovviamente evasori per scelta (che hanno cercato di sottrarsi alla lente di ingrandimento del Fisco) e chi dopo aver dichiarato tutti i redditi non è riuscito a far fronte al pagamenti anche per le conseguenze della crisi.

Per il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini «si tratta spesso di piccoli importi, ma che pagati contribuirebbero però al bene dei conti pubblici».

Il numero delle persone che non riesce a ripianare i debiti fiscali è così alto che ha imposto ai governi che si sono succeduti una lunga serie di sanatorie, ovvero quelle rottamazione di vecchie cartelle esattoriali da versare a rate, senza sanzioni e interessi, con un risparmio complessivo tra il 30 e il 40%.

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Cartelle esattoriali: sanatorie flop

Eccole tutte le ultime sanatorie:

  • nel 2016: governo Renzi;
  • nel 2017: governo Gentiloni;
  • nel 2020: governo Conte (nuova rottamazione e cancellazione di tutte le cartelle esattoriali tra il 2000 e il 2010 per importi fino a mille euro, che ha portato alla cancellazione di 75 milioni di atti esecutivi).

Eppure non è bastato, ci sono stati iniziali segnali positivi, ma la parte più consistente dei debiti fiscali è rimasta lì, inevasa. E infatti si pensa da mesi di introdurre una nuova rottamazione. Sarebbe la quarta. Potrebbe essere inserita con qualche emendamento ad hoc nel decreto Aiuti che si sta discutendo al Senato.

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La proposta è stata lanciata da Lega e 5Stelle. Da qualche settimana anche Italia Viva di Renzi si è aggiunta al coro delle forze politiche che sostengono l’introduzione di una nuova sanatoria.

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Cartelle esattoriali: rottamazioni, ma servono?

Ma sarà sufficiente? La domanda è: se le altre tre rottamazioni non hanno risolto il problema dei debiti con il fisco per milioni di cittadini un nuovo provvedimento dello stesso tipo quali vantaggi potrà comportare?

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In genere con le rottamazioni ha funzionato così: suscitano un discreto interesse, aderisce un certo numero di contribuenti, ma sono la metà continua a pagare dopo le prime rate.

È accaduto anche con la rottamazione ter (l’ultima): hanno partecipato 1,2 milioni di italiani, ma 700mila non hanno rispettato la scadenza del 9 dicembre 2021. Sono stati riaperti i termini, ma entro la nuova scadenza del 9 maggio, sono 250mila sono riusciti a versare le rate.

Se il governo sperava di incassare da questa sanatoria 2,4 miliardi, i risultati sono deludenti: nelle casse dello Stato arriverà molto meno.

Cartelle esattoriali: bilancio sconfortante

L’impatto complessivo delle tre rottamazioni di cartelle esattoriali arretrate si chiude con un bilancio sconfortante:

  • hanno aderito in tutto 3 milioni di contribuenti;
  • sono entrati 20 miliardi.

Numeri risibili se si considera l’imponente mole di arretrati è stata solo scalfita:

  • 150 milioni di cartelle esattoriali mai pagate;
  • per una somma complessiva di 1.100 miliardi (l’equivalente di 20 finanziarie).

Cartelle esattoriali: solo in Italia

Questi arretrati si sono accumulati in 22 anni di attività dell’Agenzia delle Entrate.

Solo in Italia tra i Paesi occidentali le cartelle esattoriali vengono conservate per tutti questi anni. Altrove la media non supera i 3, 5 anni. Le agenzie che si occupano della riscossione preferiscono concentrarsi sui debiti più recenti, che hanno anche una maggiore possibilità di essere recuperati.

Cartelle esattoriali: maggiore equità

Le sanatorie non hanno dunque riportato grandi vantaggi: restano ancora da incassare 140 milioni di cartelle esattoriali. Una missione ai limiti dell’impossibile.

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Oltretutto questa cifra mostruosa cresce ogni anno a ritmi insostenibili: su 80 miliardi di euro in cartelle esattoriali l’Agenzia delle Entrate riesce a riscuoterne solo 10 miliardi.

Con questi numeri le rottamazioni, le sanatorie, sono un pannicello caldo, non una soluzione. Sarebbero necessarie norme più semplici e maggiore equità. Altrimenti quelle cifre continueranno a crescere. Alimentando in aggiunta l’insofferenza di chi quelle tasse le paga.

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