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Case green, quanto costerà ai cittadini

Case green, il Parlamento Europeo ha adottato la direttiva sulla prestazione energetica degli edifici. Vediamo in questo post cosa cambia per i cittadini che dovranno adattare le loro abitazioni e sostituire in modo graduale le caldaie a gas.

di The Wam

Marzo 2024

Case green, il Parlamento Europeo ha adottato la direttiva sulla prestazione energetica degli edifici. Vediamo in questo post cosa cambia per i cittadini, quali e quante case dovranno essere adeguate alla normativa e quanto ci costerà, con o senza bonus. (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Case green, a cosa serve?

Il Parlamento Europeo ha approvato una direttiva che rivoluzionerà i criteri dell’efficienza energetica degli edifici, nel nome di un futuro più sostenibile. Ma cosa significa realmente per i cittadini? In questo articolo, verifichiamo nei dettagli la nuova normativa sulle case green, delineando i cambiamenti imminenti, le case coinvolte, e, soprattutto, l‘impatto economico per le famiglie.

L’obiettivo della direttiva

L’obiettivo di questa direttiva europea è ambizioso ma chiaro: ridurre in modo progressivo le emissioni nocive e il consumo di energia degli edifici entro il 2030, per navigare verso l’obiettivo, oggettivamente complicato, della neutralità climatica prevista per il 2050.

È un viaggio che vede gli edifici nuovi, sia pubblici sia privati, diventare a emissioni zero. La norma riguarda anche gli edifici già esistenti: dovranno adeguarsi a standard di efficienza sempre più rigorosi.

I due step: 2030 e 2035

La versione finale della direttiva è più moderata rispetto alla proposta iniziale della Commissione. È stata resa più flessibile alle diverse realtà europee. Un occhio di riguardo è stato dato agli edifici residenziali, per i quali sono stati stabiliti due traguardi chiave di riduzione del consumo energetico medio: il primo al 2030 e il secondo al 2035.

I singoli Paesi membri sono chiamati a rispondere entro due anni, elaborando piani nazionali dettagliati da presentare a Bruxelles. Solo allora sarà chiaro quali edifici avranno bisogno di un intervento di ristrutturazione per allinearsi alle nuove direttive.

Ma cosa comporta la trasformazione obbligatoria delle nostre case con i principi di sostenibilità e innovazione. Quali sono i dettagli di questa rivoluzione verde? Come si tradurrà, concretamente, per i cittadini europei? E, soprattutto, quali sono i costi che le famiglie dovranno sostenere nei prossimi anni (qui puoi sapere a quanto ammonta la spesa città per città)? Lo vediamo nei prossimi paragrafi.

Lavori in 5 milioni di abitazioni

In Italia sono 5 milioni le case con le performance energetiche più basse che avranno bisogno di interventi migliorativi. 5 milioni su circa 12 milioni di edifici residenziali sparsi sul territorio nazionale. Ma quale sarà l’impatto economico di questa imponente operazione di rinnovamento?

Quanto fondi saranno necessari

La Commissione europea ha calcolato che per realizzare la “ristrutturazione energetica” dell’intero patrimonio immobiliare, saranno necessari investimenti per circa 275 miliardi di euro entro il 2030. Un importo più alto di 152 miliardi di euro rispetto alle attuali disponibilità finanziarie.

Non sono previsti finanziamenti ad hoc, ma gli stati avranno la possibilità di utilizzare i fondi europei a supporto di questi interventi. Tra le risorse disponibili si annoverano:

I costi per ogni singola famiglia

Per le famiglie italiane adeguare le case alla direttive la spesa oscillerà tra 10.000 e 60.000 euro per ogni abitazione. La normativa UE ha scelto di non imporre requisiti specifici basati su classi energetiche armonizzate a livello europeo, preferendo invece stabilire degli obiettivi medi di riduzione del consumo energetico per ciascuno stato.

Per gli edifici residenziali, l’ambizione è quella di tagliare il consumo energetico medio di almeno il 16% entro il 2030 (rispetto al 2020) e di ulteriori 20-22% entro il 2035. Il 55% di questa riduzione dovrà essere conseguito attraverso la ristrutturazione del 43% degli edifici meno efficienti. A partire dal 2030, inoltre, tutti i nuovi edifici residenziali dovranno essere a emissioni zero, con alcune eccezioni per edifici storici, agricoli, protetti per il loro valore storico e architettonico, temporanei, chiese e luoghi di culto.

L’obbligo dei pannelli solari

La direttiva prevede anche l’installazione obbligatoria di pannelli solari. Questa disposizione riguarda i nuovi edifici pubblici e quelli non residenziali, con l’obiettivo di massimizzare l’uso delle energie rinnovabili nell’architettura moderna. La tempistica per l’adeguamento è definita con precisione e varia in funzione delle dimensioni dell’edificio:

Questo requisito presuppone comunque la necessità che l’installazione sia tecnicamente ed economicamente fattibile, lasciando spazio a valutazioni caso per caso.

Scopri quali sono le regole per montare pannelli solari nei centri storici

La direttiva prevede l’attuazione di strategie e misure per estendere l’uso dei pannelli solari anche agli edifici residenziali, ma senza imporre un obbligo diretto. Sarà compito di ciascuno stato membro stabilire gli standard minimi di rendimento energetico e decidere su quali fabbricati intervenire e il livello di ristrutturazione necessario.

Addio alle caldaie a metano entro il 2040

Un altro aspetto della direttiva è la progressiva eliminazione delle caldaie a combustibile fossile, con una scadenza ora posticipata al 2040. A partire dal 2025, non sarà più possibile incentivare l’installazione di nuove caldaie che funzionano esclusivamente a metano.

Resterà però aperta la possibilità di promuovere sistemi di riscaldamento che integrano una quota significativa di energia rinnovabile, ad esempio combinando una caldaia tradizionale con un impianto solare termico o una pompa di calore.

Nuovo patrimonio edilizio entro il 2050

La direttiva, come accennato, si pone un traguardo ambizioso: rendere il patrimonio edilizio europeo climaticamente neutro entro il 2050. A partire dal 2028, tutti i nuovi edifici occupati o di proprietà delle autorità pubbliche dovranno essere a emissioni zero. In aggiunta, gli stati membri dovranno ristrutturare una percentuale significativa degli edifici non residenziali che hanno le peggiori prestazioni energetiche:

Introducendo requisiti minimi di prestazione energetica per queste categorie di edifici. È importante sottolineare che gli edifici rappresentano il 40% del consumo finale di energia nell’Unione e il 36% delle emissioni di gas a effetto serra legate all’energia.

Case green, approvata la direttiva: cosa cambia
Nell’immagine operai edili al lavoro per ristrutturare una abitazione.

FAQ (domande e risposte)

Qual è l’obiettivo della direttiva UE sulle case green entro il 2050?

L’obiettivo principale della direttiva UE sulle case green è quello di ridurre in maniera progressiva le emissioni di gas serra e i consumi energetici degli edifici entro il 2030, con l’ambizione di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Questa iniziativa implica che tutti i nuovi edifici, sia pubblici che privati, dovranno avere emissioni zero, mentre quelli già esistenti dovranno soddisfare requisiti di efficienza energetica più stringenti.

Quanti edifici residenziali in Italia saranno prioritari per la ristrutturazione energetica?

In Italia, circa 5 milioni di edifici residenziali, caratterizzati dalle prestazioni energetiche più basse, sono stati identificati come prioritari per la ristrutturazione energetica. Questa cifra fa parte di una stima che considera i 12 milioni di edifici residenziali presenti nel paese.

Quanto è stimato il costo degli investimenti annui per la svolta energetica degli edifici?

La Commissione europea stima che saranno necessari 275 miliardi di euro di investimenti annui per attuare la svolta energetica del parco immobiliare entro il 2030. Questo importo rappresenta un incremento di 152 miliardi di euro all’anno rispetto alle risorse finanziarie attualmente disponibili.

Qual è il termine ultimo per l’installazione obbligatoria di pannelli solari su nuovi edifici?

L’installazione obbligatoria di pannelli solari sui nuovi edifici pubblici e non residenziali deve avvenire entro il 31 dicembre 2026, specificatamente per quelli con una superficie coperta utile superiore a 250 metri quadrati.

Entro quale anno sarà vietata la vendita di caldaie a combustibile fossile?

La vendita di caldaie alimentate a combustibile fossile sarà vietata entro il 2040. Questa decisione rappresenta un posticipo rispetto alla data originariamente prevista del 2035. Da notare che, a partire dal 2025, le caldaie che operano esclusivamente a metano non potranno più ricevere incentivi.

Quali tipi di edifici sono esentati dalla direttiva sulle prestazioni energetiche?

Dalla direttiva sulle prestazioni energetiche sono esentati diversi tipi di edifici, tra cui quelli storici e agricoli, nonché gli edifici protetti per il loro valore architettonico o storico, gli edifici temporanei, le chiese e i luoghi di culto. Queste esenzioni riconoscono la particolarità e il valore unico di certe categorie di edifici all’interno del tessuto urbano e culturale europeo.

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