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Case popolari senza residenza: si può! Come funziona

Case popolari senza residenza: si può! Come funziona in questi casi l'assegnazione dell'alloggio popolare? È legale farlo? Cosa dice la normativa? Scopriamo i dettagli nell'approfondimento.

di Imma Duni

Febbraio 2023

Case popolari senza residenza: si può! Come funziona in questi casi l’assegnazione dell’alloggio popolare? È legale farlo? Cosa dice la normativa? Scopriamo i dettagli nell’approfondimento (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Case popolari senza residenza: è legale?

Case popolari senza residenza: la Corte Costituzionale ha definitivamente dichiarato illegittimo il requisito dei 5 anni di residenza per ottenere un alloggio popolare.

Ottenere una casa popolare senza essere residenti o essendolo da poco tempo, è assolutamente legale, perché la sentenza della Corte Costituzionale forma un precedente per la giurisprudenza.

Tra i requisiti per ottenere la casa popolare ci sono:

Alcune Regioni, però, hanno reso alcuni criteri ancora più stringenti. In Lombardia, ad esempio, si era stabilito il requisito della residenza o dell’occupazione della casa per almeno cinque anni.

Scopri la pagina dedicata alla disoccupazione e al reinserimento lavorativo.

Questo è stato fatto per permettere, a chi ha un legame di più lungo termine con il territorio, di godere di un alloggio popolare a discapito dell’ultimo arrivato.

Ebbene, secondo la Corte Costituzionale, tali leggi regionali sono assolutamente illegittime. Non ci sono bisognosi di serie A e bisognosi di serie B. La casa è un bene di prima necessità, anche secondo la nostra Carta Costituzionale.

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Case popolari senza residenza: come funziona l’assegnazione?

Case popolari senza residenza? È irragionevole escludere i soggetti più bisognosi perché non residenti da cinque anni nel territorio, scopriamo come funziona l’assegnazione della casa popolare.

L’assegnazione delle case popolari non è gratuita, perché lo Stato chiede un contributo a titolo di canone di locazione, una somma irrisoria se paragonata ai prezzi di mercato.

Il canone richiesto è proporzionato alla situazione reddituale dell’inquilino. L’Istituto Autonomo Case Popolari è un ente pubblico che si occupa della gestione dell’edilizia pubblica per l’assegnazione di case ai meno abbienti.

Essi sono presenti su tutto il territorio regionale e hanno una competenza provinciale.

La procedura per ottenere una casa popolare si basa su un bando di partecipazione pubblico e su una domanda.

In base al punteggio (calcolato tenendo conto di diversi fattori), si potrà ottenere o meno l’abitazione.

La procedura è la seguente:

La domanda va inoltrata all’ente che ha emesso il bando, che può essere:

La domanda, se corredata di tutti i requisiti richiesti dal bando, permetterà di essere inseriti in una graduatoria e, se si hanno abbastanza punti, quando verranno costruiti nuovi alloggi oppure quando si libereranno quelli esistenti, l’ente pubblico provvederà ad assegnare una casa alla famiglia che ne ha diritto.

Case popolari senza residenza, come funziona
Case popolari senza residenza: nella foto un palazzo con diverse abitazioni.

Case popolari senza residenza: requisiti per ottenerla

I requisiti fondamentali per partecipare al bando e chiedere l’assegnazione di una casa popolare sono i seguenti:

Il limite ISEE per aver diritto all’assegnazione di un alloggio di edilizia popolare varia in base alle Regioni e viene stabilito all’interno del bando emanato dagli enti locali.

Di solito le famiglie che hanno un valore ISEE-ERP inferiore ai 20mila euro possono presentare una domanda per l’assegnazione di una casa popolare.

Una volta presentata la domanda, l’ente gestore forma una graduatoria che viene pubblicata dal Comune. Se gli alloggi sono già costruiti, il Comune contatta le famiglie interessate.

Se invece si tratta di costruzione di nuovi alloggi, i vincitori dovranno attendere la realizzazione degli immobili.

I documenti necessari da allegare alla domanda sono i seguenti:

Quali sono i rischi per chi occupa un alloggio popolare prima che esca la graduatoria e si assicuri di averne diritto?

L’art. 54 del Codice penale dichiara che questo reato non è punibile se persiste lo stato di necessità. Cosa significa?

Lo stato di necessità si configura quando il soggetto che ha commesso il fatto ha l’obbiettivo di salvare sé stesso e la sua famiglia da un danno grave alla persona.

Non deve essere opportunità o convenienza, dunque, ma una vera e propria necessità per l’esistenza di un pericolo concreto (non presunto) per sé stesso o per la propria famiglia.

Il danno di cui si teme il concretizzarsi, d’altra parte:

Oggi è pacifico che la giurisprudenza si sia orientata verso il rispetto del diritto sociale di avere un tetto sulla testa. Ecco perché, spessochi occupa un alloggio popolare per necessità, non viene condannato.

Abbiamo visto come ottenere le case popolari senza residenza. Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sul Reddito di cittadinanza:

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