Cashback 2022, il governo decide se rinnovarlo

Cashback 2022, il governo deve decidere se rinnovare il rimborso di Stato: il Movimento 5 Stelle spinge per il sì, il premier non è convinto. Il “concorso” per gli acquisti con carte digitali non convince Draghi perché ha costi troppo alti, soldi che l'esecutivo vorrebbe dirottare su misure più urgenti. Ma c'è chi vorrebbe riproporlo perché contribuisce ad abbattere l'evasione fiscale.

4' di lettura

Per il Cashback 2022 ancora nulla è deciso. Il governo ha promesso che avrebbe sciolto la riserva dopo una analisi di costi e benefici. Un resoconto che è stato ritenuto necessario prima di reintrodurre il sistema di rimborsi a partire dal primo gennaio del 2022.

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Una analisi che avrebbe potuto suggerire delle eventuali correzioni.

Il Movimento 5 Stelle sostiene con decisione il Cashback 2022, insieme al Pd e a Leu.

Cashback 2022: nella bozza della manovra non c’è

Ma del cashback 2022 non c’è traccia nella bozza della manovra di bilancio. In realtà, però, neppure si conosce l’esito dell’analisi dei costi e dei benefici.

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Cashback 2022: riveduto e corretto?

Nei mesi scorsi il governo aveva promesso il ritorno del cashback 2022. Ma con le risorse al minimo, filtra qualche indiscrezione che non è proprio favorevole alla riproposizione della misura.

Se c’è una chance per il cashback, è da ricercare in una mediazione: ovvero un “concorso” ridotto e con costi contenuti per le casse dello Stato.

Proprio durante questa mediazione, qualche settimana fa, lo stesso ministro dell’Economia, Daniele Franco, non ha escluso la possibilità di un Cashback 2022. Magari rivisto e corretto. Ma la porta era rimasta aperta.

Cashback 2022 solo per redditi bassi

Ora la questione sembra più complicata. Il governo stenta a trovare risorse per finanziare una vera e consistente riforma delle pensioni e non sembra così semplice portare a termine l’annunciato taglio delle tasse (che dovrebbe dare un po’ di respiro alla classe media del Paese).

Tra le ipotesi in ballo per il cashback 2022 è stata presa in esame la possibilità di conservare la misura, ma solo per chi ha un reddito basso. Così da incentivare i cittadini con un Isee che rientra in determinati parametri.

Con questa scelta i costi del cashback 2022 sarebbero stati dimezzati.

Ma neanche questa possibilità ha trovato risposte positive nell’analisi dei numeri effettuata dal governo. Le spese sono rimaste comunque significative. L’esecutivo sembra si sia convinto che forse la strada migliore è quella di rinunciare al cashback 2022.

Cashback 2022: la difesa dei 5Stelle

Il problema però è politico: il Movimento 5 Stelle spinge per la riconferma del cashback, così come – è ovvio – è pronto alle barricate per difendere il Reddito di Cittadinanza. Due misure che hanno caratterizzato l’azione politica dei 5Stelle al governo.

Il Pd di Zingaretti ha sostenuto il cashback con grande convinzione. Ora il segretario dei democratici, Enrico Letta, sembra meno propenso a un rinnovo del cashback 2022. O meglio: non ritiene sia una questione così rilevante da costringere il partito a un confronto duro con il presidente del Consiglio.

Tra gli stessi esponenti del Movimento 5Stelle c’è chi considera molto più importante difendere il Reddito di Cittadinanza o ampliare il Superbonus 110%.

Anche per questo la possibilità di un cashback 2022 non sembra al momento così certa. Anzi, scommettere su un rinnovo del rimborso appare almeno azzardato.

Cashback, come è andata quest’anno

Il cashback entrato in vigore dal primo gennaio del 2021 ha erogato un importo complessivo di 893,8 milioni, soldi che sono entrati nelle tasche di 6 milioni di beneficiari.

Il prossimo 30 novembre verrà distribuito anche il superpremio da 1.500 euro. Andrà ai 100.000 cittadini che hanno effettuato il maggior numero di operazioni cashless valide (tra il primo gennaio e il 30 giugno del 2021).

Cashback per redditi medio alti

I pagamenti elettronici si sono concentrati al nord e nelle grandi città. Hanno partecipato soprattutto cittadini con un reddito medio alto. Anche questo è un punto a sfavore del cashback 2022. Il premier Mario Draghi ritiene che si rischia di accentuare la disuguaglianza tra i redditi. E per un costo complessivo che sfiora i 5 miliardi (per un anno intero).

Ma soprattutto il cashback non sembra, secondo i dati del governo, aver accelerato la crescita dei pagamenti elettronici. Che era l’obiettivo principale del rimborso di Stato.

Su questi dati è però intervenuto il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha riferito di uno studio del Politecnico di Milano che avrebbe individuato un boom di transazioni digitali nella prima metà del 2021 (+41%).

Transazioni digitali – e questo è l’aspetto che più mette in evidenza Conte – che contribuiscono a ridurre e di molto l’ammontare complessivo dell’evasione fiscale.

La discussione comunque è in corso. Il cashback 2022 non si può ancora escludere. Ma al momento la possibilità che possa essere riproposto non sono molte.

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