Cashback autostradale: rimborsi se si trovano cantieri

Cashback autostradale: scatteranno i rimborsi se i cantieri sulle carreggiate causeranno ritardi per gli automobilisti superiori a 15 minuti. I test partono ad agosto, la sperimentazione da settembre. Si può già partecipare, ecco come.

5' di lettura

Arriva il cashback autostradale se si trovano cantieri che causano code e quindi ritardi. L’iniziativa è stata annunciata dall’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Roberto Tomasi.

E di cantieri lungo le autostrade italiane potremmo trovarne molti. Già ora, ma soprattutto nei prossimi mesi.

Anche per questo il cachback autostradale potrebbe essere utile per farsi rimborsare almeno parte del tempo perso lungo le carreggiate. Finalmente anche i disagi hanno un costo (e non solo per i cittadini).

Sono molti i lavori avviati sulla rete autostradale per un ammodernamento complessivo che non era più rinviabile.

Le opera più importanti stanno interessando la A 1 (Milano – Napoli), la A 23 (Udine – Tarvisio) e la A 7 e la A 10 in Liguria.

Il cashback autostradale proposto da Autostrade per l’Italia è ora al vaglio del ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile e dell’Antitrust.

Le risorse investite per il cashback autostradale ammontano a 250 milioni.

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Cashback autostradale, come funziona e come ottenerlo

Ma vediamo come funziona il cashback autostradale e come è possibile ottenerlo.

Il cashback autostradale, o meglio il rimborso per i disagi scatta quando i cantieri causano un significativo aumento dei tempi di percorrenza.

Il caso tipico sono i restringimenti di carreggiata, che creano un imbuto, code e rallentamenti della circolazione.

Non sono considerati invece validi per accedere al cashback autostradale i cantieri fuori traffico, quelli che in genere sono per l’allargamento di una corsia. In quel caso, in effetti, i lavori in corso non creano rallentamenti per il passaggio di auto e camion.

Cashback autostradale, come si calcola il ritardo

Ma come avviene la misurazione del ritardo?

Si parte dai tempi medi di viaggio:

  • 100 chilometri in un’ora per le automobili
  • 70 chilometri in un’ora per i mezzi pesanti.

Se il viaggio dura in media 4 ore e il ritardo non supera i 20 minuti non scatta il cashback autostradale (quel ritardo viene considerato fisiologico).

Il rimborso viene riconosciuto se il ritardo è consistente.

E quindi: se i tempi di viaggio sono di 20 minuti (come per tanti pendolari) e il ritardo è di 15 minuti si ha diritto al cashback autostradale.

Nello schema elaborato da Autostrade per l’Italia la soglia minima per accedere al rimborso è di 15 minuti.

Importante: il rimborso è integrale, non copre cioè solo la tratta dove si è verificato il rallentamento.

Cashback autostradale, l’incrocio dei dati

Per calcolare il disagio serve comunque un metro condiviso. Autostrade per l’Italia lo ha individuato in Google maps, che a segnala le code e consente all’azienda di incrociare i dati con la presenza di cantieri su quella tratta.

Ma per sapere se si ha diritto al cashback autostradale serve anche l’incrocio con una terza base di dati. E quella saranno gli utenti a fornirla: l’orario di entrata e uscita dall’autostrada per accertare la durata complessiva del viaggio.

Con il Telepass è più semplice, serve l’app Free To X

L’operazione è più semplice per gli automobilisti che hanno il Telepass. Per chi invece paga con carte o contanti sarà necessario inviare lo scontrino dopo averlo fotografato con l’app Free To X, creata da Autostrade per l’Italia (e che punta a migliore lo sviluppo dei servizi avanzati per la mobilità).

Grazie all’App gli utenti potranno anche sapere, con una notifica, quando il rimborso sarà stato inviato sull’Iban.

Il cashback autostradale accumulato finirà in un portafogli virtuale. I soldi verranno liquidati tutti insieme e in una sola soluzione a fine anno.

Sperimentazione fino a dicembre, per il via definitivo

I test per il cachback autostradale inizieranno a metà agosto e si concluderanno entro il 15 settembre.

L’invito di Aspi è rivolto in particolare ai 6.000 utenti della newsletter Free to X. Saranno comunque coinvolte anche le associazioni di consumatori.

Ma non solo: nelle aree di servizio saranno allestiti degli stand di Free to X, dove saranno fornite tutte le indicazioni necessarie sul funzionamento del cashback autostradale. Gli automobilisti saranno invitati a partecipare al test.

Dopo la fase di test, che durerà fino a metà settembre, partirà ufficialmente la sperimentazione che si prolungherà fino al 31 dicembre.

Dall’inizio del 2022, dopo che il sistema sarà stato testato e migliorato (eventualmente), si passerà al pagamento dei rimborsi, con una frequenza via via sempre maggiore.

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