Cashback: pochi soldi per i rimborsi e minaccia dall’Europa

Cashback: Le riserve della BCE sulla legittimità ed efficacia del programma per contrastare l'evasione fiscale. I fondi stimati per i rimborsi sembrano pochi.

Cashback. BCE ha dubbi sull'efficacia
Cashback. BCE ha dubbi sull'efficacia
3' di lettura

Perplessità a Francoforte sul programma cashback, l’iniziativa proposta dal Governo per premiare l’uso dei pagamenti elettronici. Dubbi sulla legittimità ed efficacia. Lo ha scritto Yves Mersch, membro comitato esecutivo della BCE, in una lettera indirizzata al Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Inoltre c’è il capitolo fondi da tenere d’occhio.

Bonus cashback e fondi

Come vi abbiamo spiegato, in una guida dedicata, il bonus cashback sperimentale prevede fino a 150 euro di rimborso.

Il governo, come ricorda Sky, ha fatto sapere che al 21 dicembre sono circa 5,3 milioni i cittadini che si sono iscritti al programma cashback. Alla luce dei 228 milioni di euro stanzianti, gli utenti iscritti fino a oggi (più di 9 milioni) possono accumulare un rimborso medio al massimo di 43 euro.

La lettera della Bce

E’ MF Milano Finanza ad aver pubblicato il 18 dicembre la lettera di Yves Mersch, membro del comitato esecutivo della BCE. Una missiva indirizzata al Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri dove sono esposte tutte le riserve della Banca Centrale Europea sul “programma cashback”, varato dal MEF (Ministero dell’Economia e della Finanza).

Secondo la formulazione attuale, il “programma cashback” prevede un rimborso fino a 150€ per le spese effettuate fino al 31 dicembre 2020 attraverso pagamenti elettronici. Solo dopo questa fase “sperimentale”, iniziata l’8 dicembre, entrerà a regime per tutto il 2021, con un rimborso massimo previsto di 300€.

“Una misura sproporzionata” ha scritto Mersch riferendosi al cashback. Ma le ragione della sproporzione sono, inaspettatamente, legate alla tutela del contante. Infatti potrebbe avere un impatto negativo sul contante come metodo di pagamento ma soprattutto, non ci sono al momento prove, che aiuti a tamponare l’evasione fiscale.

Riserve sull’efficacia del cashback

Le riserve esposte da Mersch sul cashback sono legata sia alla legittimità che all’efficacia della misura, come ha scritto il Corriere della Sera.

Il programma cashback è pensato nell’alveo di un più grande piano di lotta all’evasione fiscale. Per questo, incoraggiare pagamenti tracciabili, nell’intento originario del governo, è un alleato strategico alla lotta al nero.

Questa finalità, in base alla lettera di Mersch, è sposata e compresa dalla BCE, come interesse pubblico primario.

Il dubbio è che questa misura in particolare abbia l’effetto desiderato. Infatti, perché questa operazione, che agevola un tipo di pagamento elettronico in luogo di quello contante, sia efficace bisognerà valutare che impatto avrà sull’evasione fiscale.

Oggi non c’è evidenza che avrà dei frutti. Sappiamo solo che agevola un tipo di pagamento di cui non tutti dispongono.

Bonus bancomat e piano cashback. Vediamo come funziona
Bonus bancomat e piano cashback. Vediamo come funziona

“Dovrebbe inoltre tenersi presente che la possibilità di pagare in contanti rimane particolarmente importante per taluni gruppi sociali che, per varie legittime ragioni, preferiscono utilizzare il contante piuttosto che altri strumenti di pagamento” ha però ribadito Mersch.

Ma non è tutto, “Il contante è altresì generalmente apprezzato come strumento di pagamento in quanto, quale corso legale, è ampiamente accettato, è rapido e agevola il controllo sulla spesa di chi paga”.

Allo schiaffo di Francoforte, ha scritto Corriere della Sera, Roma ha reagito freddamente. Il Ministro Gualtieri avrebbe affermato che questa “corrente” di pensiero così “tradizionale” sarebbe minoritaria dentro la BCE e che “il cashback italiano non limita minimamente l’utilizzo del contante né penalizza chi lo usa” (Corriere della Sera)

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