Cashback stop dal 30 giugno: sospesa l’iniziativa

Cashback stop dal 30 giugno: è stata sospesa l'iniziativa che non verrà replicata nel prossimo semestre, troppi aspetti da chiarire. Almeno 6 milioni di italiani hanno raggiunto la soglia delle 50 transazioni. Per accedere invece al supercashback saranno necessarie quasi 700 transazioni in sei medi. Il nodo dei furbetti, esperti in micro pagamenti.

4' di lettura

Cashback stop dal 30 giugno. La Cabina di Regia del governo ha deciso di sospendere il cashback nel secondo semestre di quest’anno. Si chiude con l’erogazione delle somme che sono state accumulate con i pagamenti con carte di debito e credito e con il superpremio (supercashback) di 1500 euro destinato ai 100.000 maggiori utilizzatori.

Per ora dunque il cashback va in soffitta. In attesa di valutare gli effetti dell’iniziativa e la sua stessa sostenibilità.

Cashback stop dal 30 giugno, dunque.

Vediamo quali sono i numeri prodotti da questi primi sei mesi del meccanismo di rimborso di Stato del 10% con carte, app e bancomat.

Gli italiani che hanno effettuato transazioni valide sono stati 7,86 milioni. Il totale delle transazioni elaborate è stato di 726 milioni.

Sono invece 5,9 milioni gli italiani che hanno all’attivo più di 50 operazioni. Per loro scatta il rimborso fino a 150 euro.

Si tratta comunque di dati – che sono visibili sull’app Io – ancora in divenire. Potrebbero aumentare ancora. I numeri ufficiali saranno resi noti tra qualche giorno.

Infatti sulla soglia per la conquista del bonus ci sono quasi 2 milioni di utenti che hanno effettuato tra 1 e 49 operazioni. La soglia minima dei 50 potrebbe essere raggiunta da molti di loro.

Cashback stop dal 30 giugno: tutti i numeri

Molto più difficile scalare la classifica per accedere al supercashback, quello che prevede un premio da 1.500 euro. In questo momento per entrare tra i 100.000 che avranno diritto al bonus bisogna aver fatto almeno 689 transazioni. Un bel po’.

I rimborsi arriveranno ad agosto, direttamente sul conto corrente. Nessuna sorpresa: il regolamento ha previsto l’erogazione dei premi entro 60 giorni.

L’esperimento – sarà ripetuto? – ha consegnato una panoramica interessante sull’uso in Italia di carte e app.

Il numero maggiore di operazioni è stato effettuato per acquisti che variano tra il 25 e i 50 euro (21,4%). La media precisa è di 35,6 euro.

Cashback stop al 30 giugno: le micro transazioni

Molti hanno utilizzato i pagamenti in digitale anche per pagare il caffè. Il 16.2% delle transazione è stato infatti effettuato per pagamenti inferiori alle 5 euro.

Un dato che è cresciuto, alimentato evidentemente dai cacciatori di caschback. A Natale, infatti, le transazioni al di sotto dei 5 euro erano appena il 6,5%.

E probabilmente il limite di questa iniziativa – forse quella che convinto al cashback stop dal 30 giugno – è stato proprio quello di non aver imposto una soglia minima di spesa. Ovvero, è solo un esempio, avrebbero dovuto essere valide solo le transazioni superiori a 10 euro.

Ma torniamo ai numeri.

Sono molte anche le transazioni per importi tra 5 e 10 euro (14,1%) e tra 10 e 15 euro /11,7%).

È chiaro che la percentuale più ridotta è quella per le transazioni superiori ai 300 euro (0,84%).

Il cachback ha comunque destato l’interesse di una buona fetta di cittadini. Sono quasi 9 milioni gli italiani che hanno aderito. E il totale complessivo della transazioni effettuate è di 790 milioni. Sono stati attivati 16.4 milioni di strumenti di pagamento.

Nel corso della fase sperimentale, quella che si è chiusa nel dicembre dello scorso anno, dopo poco meno di un mese erano questi:

  • 5,8 milioni di italiani iscritti
  • 9,8 milioni erano gli strumenti elettronici di pagamento registrati
  • 63 milioni di transazioni effettuarte
  • 222 milioni di rimborsi per 3,2 milioni di persone (importo medio a testa 69 euro).

Cashback stop dal 30 giugno: la caccia ai furbetti

Come saprete il Mef ha avviato una serie di controlli per arginare il fenomeno dei cosiddetti furbetti del cashback. Gli esperti in micropagamenti effettuati anche nello stesso esercizio commerciale e distanza di pochi minuti. Un trucchetto – evidentemente utilizzato da molti – per accrescere con poca spesa il numero delle transazioni e sperare di entrare nella lista dei 100.000, quelli che avranno diritto a un rimborso da 1.500 euro.

Tra i commercianti penalizzati per queste operazioni ci sono stati i benzinai. Al self service molti clienti hanno centellinato il pieno. Esempio: un rifornimento da 50 euro di carburante suddiviso in venti tranche da 50 euro. Per i distributori sono aumentati i costi di commissione sulle transazioni. Da una prima stima, il costo medio di questi “giochetti” per ogni distributore è stato di 100 euro al mese.

E questa è una delle ragioni che ha imposto al governo il cashback stop dal 30 giugno. Sul futuro della misura pesa qualche ombra. Il cashback potrebbe essere riproposto con delle modifiche o chiudere qui la sua breve storia.

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