Il compleanno delle Carte e un pezzo di storia di Eurolandia

Celebriamo il compleanno delle Carte internazionali dei diritti e delle libertà dell'Uomo. E un pezzo di "storia" di Eurolandia scritto lo scorso 10 dicembre 2020.

2' di lettura

Dicembre è la festa, per antonomasia. È il mese che accoglie il Natale. È il periodo che rende felici i nostri bambini. È il momento che offre in dote una delle situazioni più ricercate, la serenità.

Tra le festività si annoverano anche compleanni, importanti. Come quelli delle Carte internazionali dei diritti e delle libertà dell’Uomo.

L’anno che si chiude ha visto la celebrazione del ventesimo anniversario della proclamazione, a Nizza il 7 dicembre del 2000, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

Un giovane virgulto, di fronte alla più matura e combattiva Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo. Eh già. Da quel 10 dicembre del 1948 a New York, sono 72 le candeline spente nel 2020 dalla Signora tra le Signore.

Ricordate la foto? Eleanor Roosvelt che la mostra al mondo (Foto in basso).

Una bambina appena nata, allora. Ne ha fatta di strada. E signora è diventata.

Seducente, accattivante, inarrivabile ed eterea, con la sua incommensurabile forza. Quella del Diritto, delle Libertà e dell’Amore.

Ma i compleanni d’eccellenza non finiscono qua.

Poco più di un mese fa, esattamente il 4 novembre, festeggiava i suoi primi 70 anni la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti e delle libertà fondamentali dell’Uomo (detta CEDU).

Firmata nel 1950 a Roma dal Consiglio d’Europa, è un trattato che raccoglie una cinquantina di Paesi, tra i quali l’Italia.

E’ la Carta a cui più siamo affezionati, non fosse altro perchè la sola sottoscrizione contempla la giustiziabilità delle sue violazioni per mano della Corte Europea di Strasburgo, a cui è ammesso ricorso da parte di chiunque, cittadino dei 47 Paesi convenzionati.

Come festeggiare, dunque? Ci ha pensato l’Euro summit di giovedì scorso.

Infiocchettato dalle indiscutibili ed invidiabili capacità della Premier tedesca Merkel, la Carta per lo stato di diritto in Europa riceve anch’essa una nuova luce, con nuove tutele nei confronti degli Stati riottosi.

Si perché quello che i media hanno fatto passare come un semplice accordo per evitare il veto sull’Euro-Bilancio di Ungheria e PoloniaStati solitamente poco proclivi al rispetto delle Carte – in realtà costituisce, né più né meno, un pezzo di storia per Eurolandia.

Annotate questa data. Il 10 dicembre del 2020, come quel 10 dicembre del 1948. Ricorsi della Storia.

Si trasferisce alla Corte di Giustizia la valutazione sulla violazione, da parte di uno qualunque degli Stati dell’Unione europea, dei protocolli in materia di Diritti e Libertà fondamentali.

Non più, dunque, un organo politico a decidere, come la Commissione Europea o il Consiglio, con le sue infinite scappatoie per altrettante indiscutibili necessità di mediazione.

Bensì, e finalmente, un Giudice con un’unica stella polare: la giurisdizione.

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