Cessione del quinto, è ancora così conveniente?

La cessione del quinto è uno dei prestiti più richiesti e usati dagli italiani: siamo andati a vedere se è ancora una forma di prestito conveniente. Dopo la pandemia i tassi sono diventati più positivi e i costi del finanziamento sono scesi. Quanto si può chiedere, chi ha i requisiti e in quanto tempo bisogna rimborsare il prestito.

4' di lettura

E cioè la cessione del quinto è così diffusa perché è una tipologia di prestito gestibile ed economicamente vantaggioso o perché è una strada più semplice per ottenere credito da una banca o una finanziaria?

Beh, veniamo subito al dunque. E rispondiamo alla domanda. Ovvero: la cessione del quinto è conveniente?

Sì, la cessione del quinto è ancora conveniente

La risposta secca è sì. Mai come in questo periodo e per una questione di tassi di interesse.

Solo un dato: prima della pandemia oscillavano tra il 7 e l’8%.

Ora sono scesi e veleggiano tra il 3 e il 5%. Un bel salto indietro e un potenziale risparmio per chi ha scelto questa strada per ottenere del denaro in prestito.

Pochi rischi per le banche

Il quinto – come saprete – viene sottratto a pensioni e stipendi. Per le banche significa anche (anzi soprattutto), prestiti a rischi ridotti e quindi anche a costi inferiori. Tutto si traduce in un indiscusso vantaggio per chi ottiene il finanziamento.

Le banche o le finanziarie sono arcicoperte con questo tipo di strumento. Recuperano la rata del prestito direttamente alla fonte del reddito del debitore. E sono molti gli istituti di credito che impongono l’assicurazione per prevenire licenziamenti e decessi.

Insomma, per le banche non esiste un prestito più sicuro.

Cessione del quinto, per chi?

Prima di andare avanti vediamo chi può richiedere la cessione del quinto e come funziona.

La cessione del quinto è riservata a queste categorie di persone:

  • lavoratori dipendenti pubblicità
  • dipendenti privati
  • pensione

Ovvero, come abbiamo visto, chiunque prenda uno stipendio mensile (ovvio). Anche perché il quinto è calcolato su quanto il dipendente prende in busta paga. Maggiore sarà lo stipendio e maggiore anche la rata che si potrà pagare e di conseguenza più alto potrà essere il prestito erogato.

Cessione del quinto, il rimborso non oltre i 10 anni

E dunque, come abbiamo detto, la cessione del quinto è la garanzia che viene offerta alle banche con la busta paga o il cedolino della pensione per ottenere il prestito.

La cessione del quinto significa che il rimborso del finanziamento avviene con il prelievo del 20% dallo stipendio o dalla pensione (al netto delle ritenute).

La cessione del quinto è un prestito non finalizzato. Nel senso che la banca non chiede il motivo per cui ci serve quel denaro (come nel caso, ad esempio, di un mutuo acceso per acquistare una casa).

In genere il denaro prestato deve essere rimborsato entro e non oltre i dieci anni.

Per la durata del prestito, è bene saperlo, il vostro Tfr accantonato in azienda non sarà disponibile (a ulteriore garanzia).

Con questo tipo di prestito non c’è nessuna possibile rivalsa sugli eredi.

Per i pensionati, naturalmente, non c’è il tfr a garanzia. Ma una assicurazione in caso di decesso (non certo quella per i licenziamenti).

Il rimborso delle rate viene effettuato direttamente dal datore di lavoro (se è calcolato sulla busta paga) o dall’Inps (per la pensione). Chi chiede la cessione del quinto sarà anche consapevole di trovarsi per un determinato periodo di tempo con uno stipendio o una pensione più leggeri.

Cessione del quinto, come si calcola la rata mensile

Calcolare la rata mensile per la cessione del quinto è piuttosto semplice:

bisogna prendere lo stipendio netto o la pensione. Quindi bisogna detrarre quello lordo del 27% (le trattenute). La cifra ottenuta deve essere moltiplicata per le mensilità percepite in un anno, possono essere 13 o 14.

Quella cifra deve essere suddivisa per il numero di rate annuali, quindi 12.

Ora avete un numero, questo numero deve essere diviso per 5: quello sarà il quinto cedibile, o meglio sarà la rata da rimborsare ogni mese.

Un esempio pratico. Riferito a chi ha uno stipendio netto di 1.500 euro.

  • 1.500 euro (stipendio netto), moltiplicato per 13 mensilità = 19.500
  • 19.500: 12 (le rate in un anno) = 1.625
  • 1.625: 50 = 325

Ecco, 325 euro al mese sarà il rimborso massimo possibile per un dipendente che in busta paga ha 1.500 euro netti di stipendio (quindi già depurato di trattenute) e riceve tredici mensilità.

Il che significa anche che, per un prestito rimborsabile in 10 anni, potrà chiedere al massimo 39.000 euro.

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