Cessione del quinto, trasferita da stipendio a pensione

La cessione del quinto ora può essere trasferita direttamente dallo stipendio alla pensione, vediamo come. La novità che parte dal 2023 è stata illustrata dall’Inps insieme alla nuova convenzione triennale con banche e istituti finanziari.

5' di lettura

La cessione del quinto può essere trasferita dallo stipendio alla pensione, la novità è stata comunicata dall’Inps. (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

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La trasferibilità della cessione del quinto, dallo stipendio alla pensione, sarà attiva a partire dal 2023. In pratica i lavoratori dipendenti potranno “passare” i prestiti che sono stati finanziati con il quinto dello stipendio direttamente all’assegno pensionistico.

La novità è descritta dall’Inps nel messaggio numero 4537 del 2022. L’ente di previdenza illustra il nuovo regolamento che sarà in vigore dal 2023 al 2025.

Nella stessa circolare l’ente ha anche riportato il nuovo schema di convenzione che deve essere utilizzato da banche e intermediari (è operativo dal primo dicembre 2022).

Su questo argomento potrebbe interessarti un post che spiega come ottenere una doppia cessione del quinto; in un altro focus raccontiamo come sospendere la cessione del quinto in modo semplice; e infine vediamo quali sono i nuovi tassi di interesse per la cessione del quinto e qual è il prestito massimo che si può ottenere con questo tipo di finanziamento.

Cessione del quinto, la nuova convenzione

L’Inps aggiorna la convenzione ogni tre anni. Si tratta del documento che descrive le modalità con le quali i pensionati Inps possono  ricevere da banche e finanziarie dei prestiti personali grazie al prelievo (effettuato dallo stesso istituto) di un quinto della trattamento pensionistico.

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Cessione del quinto, la trasformazione

La possibilità di trasferire sulla pensione i prestiti con la cessione del quinto che sono stati stipulato sullo stipendio, rappresenta la novità più importante della nuova convenzione.

Fino a oggi quella possibilità era sempre stata esclusa. Infatti la durata del prestito con la cessione del quinto non avrebbe mai potuto superare la durata del rapporto di lavoro.

Per dire: se si stipulava un contratto di cessione del quinto a tre anni dalla pensione, si aveva diritto a spalmare il finanziamento su tre anni. 

Oggi invece, per esempio, a tre anni dalla pensione si può spalmare il debito anche su 5 anni, gli altri due saranno infatti addebitati sulla pensione.

Cessione del quinto, pensione cedibile

Dunque l’Inps consentirà al lavoratore che cessa il servizio di diventare titolare di una pensione cedibile (deve essere quindi superiore al trattamento minimo di 525 euro) e di trasferire il residuo del finanziamento da rimborsare direttamente sulla pensione.

La novità non sarà introdotta immediatamente, ma solo dopo (a breve) che saranno stabilite e rese note le procedure.

Cessione del quinto, aumentano gli oneri

La nuova convenzione triennale per la cessione del quinto prevede anche un aumento dei costi. In particolare gli oneri a carico di banche e finanziarie che aderiranno alla convenzione saranno determinati in 2.04 euro Iva esente per ogni prelievo del rateo pensionistico.

Per gli istituti di credito e le società finanziarie che invece decideranno di non aderire alla convenzione triennale e che quindi operano in regime di accreditamento, l’onere sarà di 106,08 euro di Iva esente per ogni contratto di cessione, e di 8,84 euro (ora è di 7,50 euro) per ogni estrazione di rateo pensionistico.

Sarà la stessa Inps a detrarre gli importi dovuti dall’ammontare complessivo delle rate di rimborso.

Questi oneri sono validi per il 2023, potrebbero essere nuovamente aggiornati nel 2024 e nel 2025.

Cessione del quinto, dal primo dicembre

Dunque già da qualche giorno (primo dicembre) le banche e le società finanziarie che erogano prestiti possono aderire alla nuova convenzione Inps. Se la richiesta è stata formalizzata prima del 31 dicembre 2022 e per quella data la procedura viene completata e sottoscritta in modalità digitale, l’efficacia inizierà a partire dal primo gennaio del 2023.

Cessione del quinto, trasferita da stipendio a pensione

Cessione del quinto, come funziona

Ricordiamo che la cessione del quinto è un particolare tipo di prestito personale a tasso fisso. Si chiama così perché il finanziamento viene rimborsato con una trattenuta in busta paga o sulla pensione non superiore a un quinto dello stipendio o dell’importo pensionistico.

Non può avere una durata superiore ai 120 mesi.

Per questo tipo di prestito non sono richieste garanzie particolari. Per i dipendenti la garanzia è il tfr maturato, per i pensionati è la stessa pensione. A questo tipo di prestito hanno accesso anche i cosiddetti cattivi pagatori o protestati. La garanzia (stipendio o pensione) consente anche una più facile erogazione del finanziamento rispetto alle formule di prestito tradizionali. 

Ma non solo, i tempi di erogazione e bonifico della cessione del quinto sono abbastanza veloci, sempre a patto di aver inviato in modo corretto in fase di stipula tutta la documentazione necessaria.

Ovviamente con stipendi o pensioni molto alte si possono ottenere in prestito anche cifre rilevanti (fino a 75mila euro).

Nel contratto di cessione del quinto devono essere specificati:

  • il tasso di interesse praticato;
  • l’ammontare del finanziamento e le sue modalità;
  • il numero delle rate, il loro importo e le rispettive scadenze;
  • le condizioni;
  • eventuali altre spese (compresi gli interessi da pagare in caso di mora);
  • il Taeg (Tasso annuo effettivo globale) e le rispettive eventuali condizioni che lo modificano;
  • causali e importi delle spese non comprese nel TAEG;
  • le coperture assicurative;
  • le garanzie (se richieste).

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