Che succede se il comune non invia la Tari (tassa rifiuti)

Che succede se il comune non invia la Tari, la tassa sui rifiuti? Cosa deve fare il cittadino? E se arriva in ritardo deve comunque pagare la mora? Quando si prescrive la Tari? Il contribuente è tenuto a segnalare all'ente locale il mancato arrivo del bollettino di pagamento? E se sì, come? Può pagare anche in un altro modo e come calcolare l'importo?

4' di lettura

Che succede se il comune non invia la Tari, la tassa sui rifiuti? Se cioè nella vostra cassetta delle lettere non arriva il bollettino di pagamento? Dovete sollecitare l’ente locale? Far finta di niente? C’è il rischio che arrivino tutte insieme anche le tasse sui rifiuti degli anni precedenti? Quando si prescrive la Tari non pagata? Cosa fare se il bollettino di pagamento arriva oltre la prescrizione?

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In questo articolo cercheremo di fare chiarezza su una questione assai dibattuta. Non sono pochi i cittadini che non ricevono bollettini per la Tari e per i più svariati motivi. A partire da un cambio di residenza e dal mancato aggiornamento dei dati anagrafici del contribuente.

Che succede se il comune non invia la Tari: regolamenti

La Tari è la tassa comunale che finanzia la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Negli anni è diventata pesante per i contribuenti.

La Tari è inserita tra le imposte che sono determinate in base alle informazioni fornite dal contribuente. È possibile calcolare quanto verrà a costare calcolando il totale in base al regolamento comunale e alle aliquote fissate dall’ente locale.

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Che succede se il comune non invia la Tari: quando arriva la cartella

In genere è il comune a inviare il bollettino per il pagamento.

Ma non sempre. A volte le amministrazioni comunali si affidano direttamente all’Agente per la riscossione esattoriale e inviano ai contribuenti la cartella di pagamento per la riscossione della Tari.

Quindi arriva subito il sollecito di pagamento senza un passaggio intermedio (la richiesta bonaria).

Non si tratta solo di una “scorrettezza”. Infatti al cittadino, nella cartella esattoriale, vengono aggiunti anche gli oneri di riscossione.

Che succede se il comune non invia la Tari: rate e costi variabili

Che succede se il comune non invia la Tari, se cioè a casa non ricevete nessun bollettino? Ci arriviamo.

Intanto i termini di scadenza per versare questa imposta non sono uguali in tutta Italia. Variano da comune a comune. In genere comunque questa tassa viene pagata in due rate (a volte tre).

Che succede se il comune non invia la Tari: bisogna comunque pagarla

Ma vediamo al dunque: che succede se il comune non invia la Tari?

Succede che questa “dimenticanza” del comune non ci esonera per niente dal pagamento della tassa sui rifiuti.

Il contribuente potrebbe farlo anche autonomamente, calcolando da solo l’importo dell’imposta e pagando tramite il modello F24. Può farlo in banca o in un ufficio postale.

Che succede se il comune non invia la Tari: fatevi inviare il bollettino

Quindi, se il comune non vi invia, per un qualsiasi motivo, il bollettino di pagamento della Tari, non siete esonerati dal pagamento. Anzi, dovrete attivarvi per farlo.

Ma potete anche informare gli uffici comunali competenti. Come? Inviando una raccomandata con ricevuta di ritorno o una Pec al comune per sollecitare l’invio del bollettino di pagamento.

Il contribuente, nella richiesta, può anche diffidare il comune. In pratica: se il bollettino non arriva nei termini previsti per una vostra inadempienza non inviate le sanzioni che sono previste per la mora.

Che succede se il comune non invia la Tari: la prescrizione

Discorso diverso se il bollettino vi arriva dopo cinque anni. In quel caso scatta la prescrizione della tari.

Ma come vedremo, la prescrizione non è automatica.

Se infatti il comune pretende il pagamento della tassa sui rifiuti per annualità che sono già andate in prescrizione (e quindi sono trascorsi 5 anni dalla richiesta di pagamento), il contribuente può non versare un euro.

Che succede se il comune non invia la Tari: ricorso al tribunale

La prescrizione non è però, come detto, automatica. O meglio, se arriva un bollettino (o una cartella esattoriale, molto più probabile), che impone il versamento della Tari anche oltre i limiti imposti dalla prescrizione, il contribuente è comunque obbligato a proporre un ricorso al giudice tributario.

Al magistrato (componente della Commissione Tributaria Provinciale), il cittadino deve chiedere l’annullamento della richiesta di pagamento (o della cartella esattoriale).

Se non si fa ricorso l’imposta deve essere comunque pagata.

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