Che succede se non pago il gas? Posso salvare il contatore?

Una bolletta non pagata può indurre una sospensione delle utenze luce e gas. Ma prima di arrivare a ciò ci sono delle procedure da rispettare. Vediamo che succede se non pago il gas.

11' di lettura

Una bolletta non pagata è una bolletta morosa. Quando non paghi la luce o il gas nonostante sia trascorsa la data di scadenza, il fornitore per tutelarsi ha il diritto di inviarti un sollecito di pagamento. Se continui a non pagare la bolletta morosa, il fornitore si vedrà costretto a sospendere l’erogazione di luce e gas. In questo articolo trovi tutti i dettagli su come pagare la bolletta in ritardo, come comunicare l’avvenuto pagamento e come riattivare l’elettricità o il gas. Vediamo che succede se non pago il gas (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

Che succede se non pago il gas?

Se un cliente non paga la bolletta entro la data di scadenza indicata nella prima pagina della fattura, il fornitore invia una comunicazione per sollecitare il pagamento. L’invio non è immediato: si ha infatti un margine di un paio di giorni per saldare il pagamento, prima che il fornitore invii il sollecito. Se anche dopo il sollecito, la bolletta non viene saldata, il fornitore invia una raccomandata che specifica il termine ultimo di pagamento prima della sospensione della fornitura. Tale termine deve essere:

  • superiore a 20 giorni dall’emissione della raccomandata;
  • superiore a 15 giorni dall’invio della raccomandata.

La raccomandata indica inoltre:

  • le modalità e i contatti per comunicare l’avvenuto pagamento (email, fax, telefono, …);
  • il termine ultimo oltre il quale, se il cliente non paga, il fornitore invierà al distributore la richiesta di sospensione;
  • l’eventualità (se il contatore lo consente) di ridurre la potenza fino al 15% della potenza disponibile consentendo un uso minimo. Se il cliente continua a non pagare, dopo 15 giorni la fornitura verrà sospesa, come stabilito dal TIMOE (normativa sulla morosità).

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Che succede se non pago il gas: distacco per morosità

Si tenga, comunque, presente che l’interruzione del servizio non può avvenire in modo incondizionato ma nel rispetto di precise regole stabilite dall’Autorità per l’Energia ed il Gas, che ha la funzione di favorire lo sviluppo di mercati concorrenziali nelle filiere elettriche, del gas naturale e dell’acqua potabile, tramite la regolazione tariffaria, dell’accesso alle reti, del funzionamento dei mercati e la tutela degli utenti finali.

Quando il fornitore si accorge di bollette gas insolute non può procedere direttamente al distacco: per prima cosa, deve inviare un avviso bonario informale (spedito con lettera semplice o, nella maggior parte dei casi, contenuto in un apposito riquadro della bolletta successiva ed in quelle ulteriori), assegnando un termine massimo entro cui l’utente deve regolarizzare il proprio debito. A tal proposito, ricordiamo che ogni bolletta contiene una ricapitolazione della posizione del cliente e, quindi, in caso di morosità, gli permette di attivarsi immediatamente, chiedendo informazioni al numero verde, facendosi rispedire la fattura mancata (anche tramite email) e provvedendo al pagamento, senza incorrere in penalità.

Se, però, l’avviso bonario non sortisce effetti, a questo punto non resta che inviare una diffida formale con cui si intima il pagamento della morosità, assegnando un ultimo termine per mettersi in regola e avvisando l’utente che, in caso di ulteriore inadempimento, si procederà alla sospensione vera e propria dell’utenza.

Che succede se non pago il gas: potenza ridotta al 15%

Prima di interrompere l’elettricità spesso il fornitore procede al depotenziamento dell’utenza. Quasi tutti i moderni contatori elettronici consentono la riduzione della potenza da remoto, che consiste in una sorta di preavviso di sospensione. In questa situazione la potenza disponibile viene limitata al 15% del suo valore e quindi il cliente si accorge subito della morosità perché il contatore scatta molto di frequente.
Il depotenziamento del contatore luce è indicato anche sul display dell’apparecchio, a volte con la dicitura “fattore K 15%“. In questo caso è necessario pagare il prima possibile la bolletta in sospeso e comunicare l’avvenuto pagamento della fattura al fornitore che provvede al ripristino della fornitura.

Che succede se non pago il gas: e se la fattura arriva in ritardo?

Ma cosa fare se il mancato o ritardato pagamento non dipende da noi ma dal fatto che la fattura ci è arrivata con ritardo? I danni per l’utente sono proporzionali al ritardo maturato che determina il maturare di interessi di mora. Per limitare tali conseguenze negative, sempre l’Autorità per l’Energia e il Gas ha stabilito che tutti i fornitori sono obbligati ad indicare nella fattura sia la data di emissione sia la data di pagamento che deve essere fissata almeno 20 giorni dopo rispetto alla data di emissione della bolletta, in modo tale che l’utente potrà essere certo di non ricevere una bolletta scaduta e di avere inoltre tutto il tempo necessario per pagarla.

Che succede se non pago il gas: quanto costa pagare la bolletta in ritardo?

Le condizioni sono diverse se il cliente è nel mercato tutelato oppure in quello libero:

  1. Clienti nel mercato tutelato: il fornitore può chiedere gli interessi di mora, per i giorni di ritardo, a un tasso pari al tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea (BCE) aumentato del 3,5%. Per esempio, se il tasso di riferimento è al 3%, il tasso di mora che può essere applicato ai clienti sarà del 6,5% annuo
  2. Clienti nel mercato libero: il fornitore può chiedere gli interessi di mora e le spese previste dal contratto.

 Che succede se non pago il gas: e se la fattura non si trova?

Capita anche che la bolletta non venga recapitata affatto e, quindi, si perda. In casi del genere le conseguenze per l’utente non sono da poco, considerando che l’operatore energetico sarà costretto ad emettere un’unica fattura, fino ai casi più estremi che prevedono il distacco dell’utenza. Non solo: anche volendo procedere con un reclamo da inoltrare all’operatore, si comprende facilmente che, non avendo prove materiali dato che la bolletta manca, l’esito sarà incerto.

Che succede se non pago il gas: come tutelarsi?

Per tutelarsi contro possibili ritardi e smarrimenti, allora, la cosa migliore sarebbe introdurre un sistema di tracciabilità che consenta di ricostruire il tragitto della fattura. Poiché, però, questa soluzione è ancora lontana dall’essere realizzata, per evitare che la bolletta arrivi già scaduta, e che quindi l’utente sia costretto a pagare non solo i consumi effettuati ma anche gli interessi di mora, è possibile scegliere due strade:

  1. la domiciliazione bancaria: in questo modo, l’importo della bolletta verrà addebitato direttamente sul conto corrente dell’intestatario del contratto. Una soluzione comoda dato che mette al riparo da possibili dimenticanze e permette di evitare attese e file in posta;
  2. contattare il servizio di assistenza clienti della propria compagnia, segnalando il ritardo e chiedendo l’invio della fattura tramite posta elettronica (non a caso si parla di bolletta web) e un sms di avviso. L’utente, inoltre, può collegarsi alla propria area personale e pagare le pendenze in un click, con addebito su conto corrente.

Un ulteriore specificazione: per evitare la sospensione della fornitura si può chiedere la rateizzazione entro i 10 giorni seguenti alla scadenza della bolletta o entro 30 giorni dalla sua emissione (non più 20 dunque). Stesso discorso anche nei casi di fatturazione a conguaglio (significa che la bolletta è stata calcolata esclusivamente sulla base di consumi effettivi in base alle letture rilevate dal distributore o autoletture) o di addebito di consumi non registrati dal contatore per malfunzionamento.

Di seguito un approfondimento sulle opzioni possibili alternative al gas.

Cosa succede se non pago il gas?
Cosa succede se non pago il gas?

Che succede se non pago il gas: come riattivare la fornitura sospesa?

Per riattivare una fornitura sospesa per morosità, l’utente deve inviare al fornitore un’apposita richiesta scritta, allegando la documentazione dell’avvenuto pagamento degli importi insoluti e delle spese relative alla chiusura e riattivazione del servizio, nei modi indicati nella comunicazione di messa in mora.

Che succede se non pago il gas: quanto costa la sospensione e la riattivazione dell’utenza?

In caso di sospensione della fornitura si paga un contributo, sia per l’interruzione che per la riattivazione. Tale costo differisce tra mercato tutelato e mercato libero, come puoi vedere in tabella:

Mercato Tutelato (Servizio Elettrico Nazionale, Servizio Elettrico Roma, Il Servizio Elettrico, ecc.)
Un contributo fisso di 25,20 €, ridotto del 50% quando l’utenza è già predisposta per la telegestioneUn contributo per oneri amministrativi di 23 € per la riduzione di potenza o per la sospensione della fornitura;Un contributo fisso, per oneri amministrativi, di 23 € per il ripristino di potenza o per la riattivazione della fornitura.
Mercato Libero (Enel Energia, Eni, Acea Energia, ecc.)
Un contributo fisso di 25,20 €, ridotto del 50% quando l’utenza è già predisposta per la telegestioneUn eventuale addebito dei costi per la prestazione commerciale come indicato nei singoli contratti.
Costi Riattivazione e Sospensione per bolletta non pagata

Che succede se non pago il gas: come riattivare la fornitura sospesa?

La riattivazione della fornitura deve essere richiesta al fornitore, con la documentazione che attesti il pagamento e nelle modalità previste dallo stesso.
Il fornitore avvisa immediatamente (o il giorno dopo) il distributore, il quale deve procedere alla riattivazione entro un giorno feriale dalla data della richiesta.

Se il distributore impiega più tempo del previsto per eseguire la riattivazione dell’elettricità, il cliente ha diritto a ricevere un indennizzo. Il rimborso dipende dal ritardo: è pari a 35 € se la riattivazione avviene entro il doppio del tempo massimo, 70 € entro il triplo dei giorni e 105 € se avviene oltre il triplo del tempo.
Per ulteriori informazioni visita la nostra pagina dedicata al rimborso economico in caso di ritardi.

Che succede se non pago il gas: come comunicare l’avvenuto pagamento della bolletta?

Una volta pagata la bolletta in ritardo il cliente deve comunicare il prima possibile la prova dell’avvenuto pagamento al fornitore, inviandogli la ricevuta dello stesso. Le modalità sono indicate nella bolletta e nell’avviso di sollecitazione al pagamento. Ricordati sempre di allegare la copia della ricevuta del pagamento effettuato.

  1. Come dimostrare il pagamento a Servizio Elettrico Nazionale(ex Enel Servizio Elettrico per la Maggior Tutela);
  2. Come dimostrare il pagamento ad Acea Energia;
  3. Come dimostrare il pagamento ad Enel Energia;
  4. Come dimostrare il pagamento a Eni;
  5. Come dimostrare il pagamento A2A;
  6. Come dimostrare il pagamento Iren Luce Gas e Servizi;
  7. Come dimostrare il pagamento Hera;
  8. Come dimostrare il pagamento Illumia;
  9. Come dimostrare il pagamento Edison;
  10. Come dimostrare il pagamento Sorgenia.

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