Che succede se non si risponde al recupero crediti

Che succede se non si risponde al recupero crediti? Chi sono questi esattori dei debiti e qual è il loro potere? Scopriamolo in questo articolo.

6' di lettura

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Quando si diventa debitori insolventi e, quindi, cattivi pagatori, si rischia di finire nel mirino delle società di recupero crediti.

Questi “esattori” tentano di contattare i debitori in ogni modo: chiamate, lettere, SMS o messaggi WhatsApp. Che succede se non si risponde al recupero crediti? Ci si può difendere? Scopriamolo in questo articolo.

INDICE:

Che succede se non si risponde al recupero crediti: qual è il ruolo di queste società?

Che succede se non si risponde al recupero crediti? A chi non è capitato di pagare in ritardo la rata di un prestito o di saltarla e di essere contattati insistentemente dalle società del recupero crediti?

Quando si diventa cattivi pagatori, ovvero pagatori insolvibili e inaffidabili, capita di essere contattati dalle società di recupero crediti e le conseguenze possono essere nefaste.

Già dalla seconda rata non pagata, le società di recupero crediti iniziano a farsi sentire: telefonate, SMS e anche messaggi WhatsApp. Nel giro di poco tempo possono diventare insistenti, fastidiosi al limite dello stalking.

La prima cosa da tenere presente è che queste società hanno ricevuto mandato dai tuoi creditori per recuperare il dovuto.

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Il loro lavoro consiste proprio nel tentare di recuperare più crediti insoluti possibili perché su di essi percepiscono una percentuale, ecco perché sono così interessati a portare a termine la missione. Ciò significa che se queste società non recuperano il credito, non guadagnano nulla.

Il loro trucco è spaventare i debitori, con minacce spesso illegittime, inventate e false. Utilizzano telefonate, spesso da numeri sconosciuti (illegale e, soprattutto, non professionale) o sms o, addirittura, messaggi su WhatsApp.

La prima strategia, per capire come difendere i soldi dal recupero crediti, è non lasciarsi spaventare e studiare il contesto nel quale ci si trova, affidandosi a un consulente (un legale) che sappia orientarsi fra le leggi che disciplinano i contenziosi legati ai diritti dei creditori.

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Che succede se non si risponde al recupero crediti: come difendersi?

Che succede se non si risponde al recupero crediti? Il modo per difendersi dalle società di recupero credito è conoscere le loro menzogne e, quindi, agire d’anticipo.

La prima menzogna detta dalle società di recupero è: “O paghi o arriva l’ufficiale giudiziario“. Prima che arrivi l’ufficiale giudiziario, infatti, c’è bisogno di un decreto ingiuntivo, di un atto di precetto e di un procedimento giudiziario.

L’ufficiale giudiziario viene inviato dal tribunale, non certo dalle società di recupero crediti.

Una seconda affermazione utilizzata dalle società di recupero crediti è: “Se non paghi sarai iscritto al CRIF“.

L’iscrizione al CRIF non è una bugia, ma non è così grave come si pensa, anche perché la cancellazione dalla Centrale di Rischi è automatica dopo il superamento di un determinato periodo di tempo.

Se per caso dovesse presentarsi un operatore della società di recupero crediti al tuo domicilio, hai il diritto di non farlo entrare, ricorda: non si tratta di un ufficiale giudiziario e, quindi, non ha nessun titolo per entrare nella tua proprietà.

La società di recupero crediti ha acquistato i crediti dal creditore principale e quindi opera come filtro prima della vera azione giudiziaria. Il creditore utilizza questi intermediari per evitare i costi del contenzioso.

Il consiglio è consultare un legale, quindi si può richiedere alla società che ci ha fornito il credito dei chiarimenti sul calcolo degli interessi e, nel caso sia necessario, si potrà inviare anche una diffida ad adempiere.

Se il tuo legale contatterà direttamente la finanziaria o l’istituto di credito, la società di recupero crediti non ne sarà neppure a conoscenza e il debito potrebbe chiudersi anche con un saldo e stralcio.

Ecco perché è facile difendersi dalla loro ingerenza, per esempio nei modi descritti in questo articolo. Con la diffida inviata dal tuo legale direttamente alla finanziaria, riuscirai a prendere sicuramente tempo e difenderti dal recupero credito sarà più semplice.

Ricorda che la società di recupero credito non chiude mai un debito con saldo e stralcio, l’unica cosa che fanno è dilazionare il debito più gli interessi. Per cercare di chiudere con saldo e stralcio, bisognerà far intervenire il tuo legale che dovrà contattare direttamente la finanziaria.

Sono molti gli enti creditori che, piuttosto della scelta di andare avanti in un procedimento giudiziario, accettano il saldo e stralcio. In quel caso il procedimento si chiuderebbe per sempre, senza alcuno strascico.

Nel caso in cui tu non abbia la disponibilità economica di pagare il saldo e stralcio, potresti prendere ulteriore tempo contestando gli interessi, come abbiamo detto sopra, facendo causa o opponendoti al decreto ingiuntivo.

Che succede se non si risponde al recupero crediti
Che succede se non si risponde al recupero crediti?

Che succede se non si risponde al recupero crediti?

Che succede se non si risponde al recupero crediti? Assolutamente nulla! Il non rispondere al recupero crediti non ha alcun valore legale o giuridico.

Anche se la diffida ad adempiere da parte dell’esattore dovesse arrivare con raccomandata, si potrebbe non rispondere.

La cosa migliore da fare è rivolgersi ad un avvocato, il quale a sua volta, comunicherà direttamente con la società finanziaria o con la banca, senza passare per il recupero crediti.

In linea di massima, quindi, nessuna norma impone al debitore di rispondere al recupero crediti.

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