Privacy
×
The wam
×
icona-ricerca
Home / Invalidità Civile » Lavoro / Chi decide i giorni di assenza per i permessi 104

Chi decide i giorni di assenza per i permessi 104

I permessi retribuiti permettono di assentarsi dal lavoro per assistere un familiare disabile grave. Ma chi decide i giorni di assenza con la Legge 104? È prevista una programmazione? Facciamo chiarezza in questo approfondimento.

di Romina Cardia

Maggio 2024

In questo approfondimento spiegheremo chi decide i giorni di assenza per i permessi con la Legge 104 (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Chi decide i giorni di assenza per i permessi con la Legge 104

Chi decide i giorni di assenza per i permessi con la Legge 104 è innanzitutto il lavoratore, che deve assicurare assistenza alla persona disabile, ma di comune accordo con il datore di lavoro, che deve programmare le attività degli altri dipendenti in base anche alle necessità aziendali.

È chiaro che, essendoci di mezzo le esigenze di entrambe le parti, anche se il dipendente ha sempre priorità (perché la priorità è la persona disabile), è in alcuni casi consigliabile (nel privato) e in altri fortemente richiesto (nel pubblico) programmare le assenze retribuite mensilmente.

Entra nella community, informati e fai le tue domande su Youtube e Instagram.

Acquista la nostra Guida più dettagliata sull’Invalidità Civile con oltre 150 pagine e le risposte a tutte le domande. Leggi gratis l’indice e il primo capitolo.

La programmazione dei permessi Legge 104

Abbiamo visto che chi decide i giorni di assenza per i permessi con la Legge 104 è prima di tutto il dipendente che fruisce dell’agevolazione, ma il datore di lavoro ne deve essere a conoscenza, ecco perché è utile programmarli, anche se non è obbligatorio.

Il datore di lavoro può chiedere al dipendente di pianificare i 3 giorni di permesso mensile, a patto che:

Il lavoratore ha comunque il diritto di cambiare la giornata programmata per il permesso, spostandola a un’altra data, tenendo sempre presente che le necessità di assistenza e protezione del disabile devono avere la priorità rispetto alle esigenze organizzative dell’azienda.

Chi decide i giorni di assenza per i permessi con la Legge 104
Chi decide i giorni di assenza per i permessi con la Legge 104. Nella foto: un punto interrogativo.

Chi decide i giorni di assenza per i permessi con la Legge 104 nella scuola

Nel comparto scuola, così come in generale nel settore pubblico, la programmazione dei permessi 104, anche se non “obbligatoria” per legge, è fortemente richiesta.

Questo perché vi è la necessità di garantire un servizio pubblico e, senza programmazione, si rischierebbe di arrecare danni alla comunità.

Per quanto riguarda in particolare la scuola, i lavoratori della scuola che usufruiscono dei permessi con Legge 104 devono informare la dirigenza in anticipo sui giorni di assenza, preferibilmente indicando il periodo del mese, per consentire una migliore organizzazione amministrativa, salvo emergenze dimostrate.

L’INPS, tramite la circolare n. 45 dell’1.03.2011, ha stabilito che il dipendente deve comunicare all’inizio di ogni mese al direttore della struttura di appartenenza come intende utilizzare i permessi, senza possibilità di mescolare giorni nel corso del mese, e preferibilmente anticipando la pianificazione.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, attraverso gli interpelli n. 1/2012 e 31/2010, ha riconosciuto al datore di lavoro il diritto di richiedere una programmazione dei permessi previsti dalla Legge 104/1992, purché non pregiudichi l’assistenza effettiva al soggetto disabile.

Di conseguenza, si chiede al personale di fornire una pianificazione mensile o settimanale dei permessi o, in mancanza di indicazioni specifiche, di comunicare in anticipo di almeno 5 giorni l’utilizzo dei permessi per concordare con l’amministrazione le giornate di assenza, al fine di evitare problemi nell’organizzazione, con possibilità di revisione in casi urgenti dimostrati.

Se ci sono improvvisi e urgenti bisogni di assistenza, il dipendente può modificare il giorno di permesso già programmato con una dichiarazione scritta. Il contratto collettivo nazionale del settore scuola stabilisce che i permessi devono essere preferibilmente utilizzati in giorni non consecutivi.

Possibilità di frazionamento dei permessi nella scuola

Inoltre, secondo l’articolo 33, comma 3, della Legge 104/1992, i genitori di bambini con disabilità grave e altri soggetti autorizzati possono usufruire di tre giorni di permesso al mese, che devono essere utilizzati interamente in giornate complete.

La legge prevede anche che le persone disabili gravi possano scegliere tra permessi orari giornalieri di due ore senza limite massimo e permessi giornalieri per tre giorni al mese, non frazionabili in ore.

La possibilità di frazionare i permessi in ore è prevista solo per le persone disabili gravi, non per coloro che assistono familiari in situazione simile, per i quali è consentito solo l’utilizzo dei tre giorni di permesso mensile.

Solo se i contratti collettivi lo prevedono, è possibile frazionare i permessi giornalieri, ma il contratto collettivo del comparto scuola non lo permette, stabilendo che i permessi devono essere utilizzati in giornate complete e non in ore.

FAQ sulla programmazione dei permessi 104 nella scuola

Come si pianificano i permessi legge 104 nella scuola?

La pianificazione dei permessi Legge 104 si basa su un sistema di programmazione mensile, imposto all’inizio dell’anno scolastico dai dirigenti scolastici al personale docente e ATA. Questo sistema prevede che i dipendenti presentino le proprie necessità di permesso per assistenza a familiari disabili gravi, permettendo così un accordo preventivo con l’amministrazione sulle giornate di permesso. La pianificazione può essere modificata in caso di urgenze dimostrate, garantendo flessibilità e rispondenza alle esigenze del personale.

Quali documenti sono necessari per i permessi Legge 104 scuola?

Per usufruire dei permessi Legge 104, il personale scolastico deve presentare in segreteria:

Cosa comporta l’abuso dei permessi Legge 104 nella scuola?

L’abuso dei permessi Legge 104 comporta severe conseguenze disciplinari, penali e patrimoniali per il personale che ne beneficia senza rispettare le condizioni previste. Un uso improprio dei permessi, attestato dalla firma su una dichiarazione sostitutiva di certificazione, può portare al licenziamento immediato e all’applicazione delle sanzioni previste dal codice penale.

Come verifica il dirigente scolastico i requisiti per i permessi 104?

Il dirigente scolastico verifica i requisiti per i permessi Legge 104 assicurandosi che le richieste soddisfino tutte le condizioni previste dalla normativa. Questo include il controllo formale della documentazione presentata e, se necessario, la richiesta di integrazioni. Le verifiche sono effettuate secondo le modalità previste dalla legge, anche a campione, per garantire la correttezza delle concessioni.

In quali casi possono essere negati i permessi Legge 104 scuola?

I permessi Legge 104 possono essere negati o revocati dal dirigente scolastico nei casi in cui l’accertamento dei requisiti dimostri l’insussistenza delle condizioni per la legittima fruizione. Inoltre, se emergono responsabilità disciplinari o se la documentazione presentata non viene integrata tempestivamente, le agevolazioni possono essere revocate.

Quali benefici prevedono i permessi Legge 104 per il personale scolastico?

I permessi Legge 104 offrono al personale scolastico diversi benefici, tra cui:

La non incidenza dei giorni di permesso su ferie e tredicesima mensilità.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti su invalidità civile e Legge 104:

Entra nel gruppo WhatsApp e Telegram

Canale Telegram

Gruppo WhatsApp

1