Chi fa i controlli sulla 104 e quando sono legittimi

Scopri chi fa i controlli sulla 104, in quali casi sono legittimi e quali sono le conseguenze per chi abusa dei permessi.

8' di lettura

Se non sai chi fa i controlli sulla 104 quando si è in presenza di un abuso, questo è l’articolo che fa per te. Scoprirai anche quali sono le regole per i permessi 104 e quando invece le sanzioni sono illegittime (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE:

Chi fa i controlli sulla 104: di che si parla

Prima di capire chi fa i controlli sulla legge 104, è bene ricordare brevemente di cosa stiamo parlando.

Dunque, quando si parla di controlli sulla legge 104 ci si riferisce ai controlli svolti su alcuni benefici legati alla legge 104 per verificare che non ci si approfitti delle agevolazioni di cui si gode.

In particolare, in questo articolo ci concentriamo sui permessi della legge 104 e sulle regole da rispettare per evitare di incorrere in eventuali sanzioni.

I permessi 104, come definito dall’art.33 comma 3 della Legge 104, sono dei permessi lavorativi retribuiti che consentono al lavoratore disabile o a chi assiste una persona con disabilità grave di assentarsi dal lavoro.

Oltre a essere retribuiti sulla base della propria retribuzione, forniscono anche una copertura contributiva ai fini pensionistici.

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Chi fa i controlli sulla 104: a chi sono rivolti

Chi fa i controlli sulla 104? Come abbiamo anticipato, i permessi sono destinati sia ai lavoratori con disabilità grave sia a chi assiste una persona con disabilità.

Tuttavia, i controlli svolti sui permessi 104 sono rivolti solo a coloro che si prendono cura del disabile grave e non anche al dipendente con disabilità. Il motivo è semplice: il lavoratore o la lavoratrice con disabilità fruisce dei permessi nel pieno dei suoi interessi di salute. Invece, il caregiver familiare lo fa per conto di un’altra persona e quindi è più plausibile che ne abusi.

I controlli sulla 104 hanno lo scopo di verificare due condizioni principali:

  • lo stato di disabilità grave della persona interessata;
  • l’utilizzo corretto e onesto dei tre giorni di permesso mensili da parte del familiare che assiste il disabile.

Vediamo nel prossimo paragrafo quali sono le regole da rispettare quando si usufruisce dei permessi 104.

Chi fa i controlli sulla 104: le regole

Chi fa i controlli sulla 104? La prima regola da rispettare sui permessi 104 è senza dubbio la condizione di disabilità grave del disabile che viene assistito.

A tal proposito, ecco un approfondimento di Invalidità e Diritti con tutte le agevolazioni per chi usufruisce della Legge 104 art. 3 comma 3 (handicap con condizione di gravità).

Per questo motivo, una prima fase di controllo riguarda l’accertamento dello stato di handicap grave. A occuparsene è la Commissione medica legale dell’Asl, prima con una visita di accertamento della persona con disabilità e successivamente con le fasi di verifica e revisione.

In linea generale, le regole di riferimento sono disciplinate dagli art. 3 e 4 della legge 104/92 e dall’art 25 della legge 114/2014. A queste leggi, si sono poi aggiunte anche le recenti circolari dell’Inps 10/2015 e 127/2016 con le istruzioni relative all’uso dei permessi.

Le circolari appena citate sono fondamentali per la seconda fase di controllo, ossia quella legata agli abusi dei permessi 104 da parte dei beneficiari.

Di solito, si parla di abuso quando la persona incaricata di assistere il disabile grave durante le ore o i giorni di permesso retribuito, utilizza questo tempo a disposizione per fare tutt’altre attività.

Nonostante dal 2010 non ci sia l’obbligo di rimanere nell’abitazione del disabile in modo continuativo durante le ore di assistenza, è anche vero che uscire per svolgere attività di svago personale è considerato un comportamento illegittimo.

Su queso aspetto la Cassazione si è espressa con ben due sentenze, in cui viene specificato che è possibile allontanarsi dal disabile durante le ore di permesso solo a condizione che ci sia un nesso causale tra l’assenza dal lavoro e l’assistenza alla persona con disabilità.

Per esempio, come abbiamo menzionato in questo articolo di Invalidità e Diritti, è possibile svolgere attività quali: fare la spesa, comprare farmaci per il disabile, svolgere dei servizi per conto della persona che si assite oppure svolgere attività per conto proprio ma solo per un tempo limitato di tempo.

A questo punto ti starai chiedendo: ma come si fa a verificare che le regole vengano rispettate? Ne parliamo nel prossimo paragrafo.

Chi fa i controlli sulla 104 e quando sono legittimi
Chi fa i controlli sulla 104: ecco i dettagli su permessi e abusi.

Chi fa i controlli sulla 104?

Chi fa i controlli sulla 104? Come hai potuto notare, i controlli sulla 104 comprendono due fasi principali: quella sanitaria e quella “amministrativa” se coì vogliamo chiamarla.

Per i controlli sanitari la responsabilità di verificare che lo stato di handicap sia in regola è di competenza della Commissione medica dell’Asl.

Nello specifico, la Commissione medico legale, integrata da un operatore sociale e da un esperto specializzato nella patologia che si esamina, svolge una visita di controllo del disabile interessato.

In seguito alla visita di controllo, che può prevedere o meno una revisione successiva, ci si può trovare davanti a tre situazioni:

  1. verbale con esito di conferma: lo stato di disabilità grave è stato accertato e non occorre fare una nuova domanda, a meno che non si inizi un’attività lavorativa alle dipendenze di un datore di lavoro diverso da quello indicato nella domanda, oppure sia variata la modalità lavorativa (da full time a part time o viceversa);
  2. verbale con esito di mancata conferma: la situazione di disabilità grave non viene più certificata. L’Inps informa l’interessato e il datore di lavoro per cessare il riconoscimento dei permessi;
  3. assenza a visita di revisione: se la persona con disabilità grave non si presenta alla visita di revisione e non dà una giustificazione per l’ assenza entro 60 giorni dalla data di notifica della visita, scatta la revoca di tutti i benefici.

Una volta conclusi i controlli per il requisito sanitario, si passa alle verifiche per controllare che non ci siano abusi legge 104 da parte della persona che ne beneficia.

Chi fa i controlli sulla 104 a questo scopo? I controlli sugli usi e abusi dei permessi della legge 104 possono essere eseguiti sia dall’Inps sia dal datore di lavoro, anche affidandosi ad agenzie di investigazione nei limiti dalla legge 300/1970.

Dopo aver incaricato l‘investigatore privato per controllare i movimenti della persona sospetta procurare prove tramite foto, video e altri strumenti utili per una testimonianza valida, il datore di lavoro può segnalare l’abuso ai Carabinieri.

Invece, per quanto riguarda l’Inps, può procedere a una segnalazione alla Procura della Repubblica la quale poi è tenuta a portare avanti le indagini.

A questo punto, dopo aver “smascherato” il caregiver disonesto, non resta che pagarne le conseguenze. Continua a leggere per sapere quali sono.

Leggi anche questo approfondimento di Invalidità e Diritti su come segnalare gli abusi 104.

Chi fa i controlli sulla 104: conseguenze

Cosa si rischia in caso di abuso e violazione dei permessi 104? Lo scopriamo subito.

Il dipendente che utilizza i permessi in malafede, abusando del tempo a disposizione in modo illegittimo, può andare incontro a tre tipi di sanzioni:

  • disciplinare: nel peggiore dei casi, può portare al licenziamento per aver infranto il rapporto di fiducia tra il dipendente e il datore di lavoro;
  • economica: l’Inos può chiedere la restituzione delle prestazioni di lavoro, mentre il datore di lavoro può pretendere un risarcimento per la disfunzione e il danni che quelle assenze hanno causato all’organizzazione dell’azienda;
  • penale: denuncia per truffa e indebita percezione di previdenze pubbliche mediante false dichiarazioni.

Forse ti interesserà sapere cosa succede nel caso di permessi 104 e festivi: clicca qui per i dettagli.

Chi fa i controlli sulla 104: quando sono illegittimi

Finora abbiamo visto le regole dei permessi 104 e i casi in cui un lavoratore che ne fruisce rischia di incorrere in sanzioni e denunce per abuso del beneficio.

Tuttavia, ci sembra doveroso guardare anche l’altra faccia della medaglia: quando i controlli e le relative conseguenze sono illegittimi?

Si è in presenza di provvedimenti illegittimi quando una persona viene accusata ingiustamente di aver abusato dei permessi 104.

Infatti, se da un lato è facile confondersi e svolgere un’attività che non rientra tra quelle previste durante le ore di permesso retribuito, è altrettanto facile approfittarsi di queste regole per licenziare una persona beneficiaria dei permessi.

Non a caso, le sentenze della Cassazione menzionate qualche paragrafo fa, sono il frutto di due licenziamenti illegittimi nei confronti di due lavoratrici con legge 104. In particolare, le dipendenti sono state licenziate per essersi allontanate dall’abitazione del disabile che dovevano assistere.

Ciò che ha reso illegittimi i due licenziamenti è il motivo dell’assenza: in entrambi i casi, l’allontanamento dall’abitazione era giustificato dallo svolgimento di attività strettamente collegate all’assistenza della persona con disabilità, come la spesa e l’acquisto di farmaci.

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