Chi ha 13 anni di contributi può andare in pensione?

Chi ha 13 anni di contributi può andare in pensione? Possibilità di accesso, rischi da scongiurare e alternative: ecco tutto ciò che c'è da sapere.

5' di lettura

Chi ha 13 anni di contributi può andare in pensione? In questo articolo vedremo se e come è possibile (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Chi ha 13 anni di contributi può andare in pensione? Il rischio

Chi ha 13 anni di contributi può andare in pensione? Parliamo di un’anzianità contributiva piuttosto bassa, inferiore a quella che occorre per l’accesso alla pensione di vecchiaia (20 anni).

Ma anche chi ha avuto una carriera discontinua, con molti buchi contributivi, può avere diritto alla pensione. Le possibilità sono poche, ma praticabili.

Il rischio, però, è di rimanere senza pensione, nel caso in cui non si dovesse rientrare nei parametri imposti dalla legge.

A quel punto non resterebbe che richiedere l’assegno sociale, una prestazione di tipo assistenziale che spetta ai titolari di redditi pari a 0 euro o comunque bassi, che hanno compiuto 67 anni e sono residenti stabilmente in Italia.

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Il limite di reddito annuo personale da rispettare è 6.085,30 euro, il limite di reddito annuo da coniugato, invece, è fissato a 12.170,60 euro.

La misura spetta in proporzione al reddito. Con 0 euro dichiarati, spetta l’importo totale dell’assegno sociale, ovvero 468,10 euro (+ 9,36 euro da ottobre, 477,62 euro).

L’assegno sociale, invece, spetta in misura parziale in caso di redditi dichiarati. Se si mantiene entro la soglia imposta dalla legge, per calcolare l’importo è necessario applicare questa formula:

(assegno sociale – reddito personale) / 13 mesi.

Ad esempio, se il reddito personale è di 3.500 euro l’anno, l’importo annuale dell’assegno sociale sarà di 2.585,30 euro (6.085,30 – 3.500 euro).

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Chi ha 13 anni di contributi può andare in pensione? La soluzione

Ma chi ha 13 anni di contributi può andare in pensione? La risposta è sì, ma è molto complicato accedervi.

Possiamo dire che l’unica soluzione possibile è la pensione di vecchiaia contributiva, che può essere ottenuta al compimento dei 71 anni di età e con soli 5 anni di contributi versati.

Attenzione, può sembrare una soluzione facilmente accessibile, ma non lo è affatto: i 5 anni di contributi devono essere stati maturati totalmente dal 1° gennaio 1996. Anche un solo anno di contributi versato prima del 1996 non darebbe al lavoratore la possibilità di accedere alla pensione di vecchiaia contributiva.

Di conseguenza, avendo maturato 13 anni di contributi diventa più complicato rientrare nei parametri. L’importo della pensione si calcola con il sistema contributivo puro, di conseguenza il valore dell’assegno sarà piuttosto basso.

Facciamo un esempio: un lavoratore di 71 anni che ha versato 13 anni di contributi dal 1996 ad oggi e che ha percepito una retribuzione di 26.000 euro lordi, potrebbe andare in pensione con un assegno annuale di 7.200 euro lordi, pari a 554 euro lordi al mese, circa 400 euro netti al mese.

Chi ha 13 anni di contributi può andare in pensione
Chi ha 13 anni di contributi può andare in pensione?

Chi ha 13 anni di contributi può andare in pensione? Alternative

Chiaramente, con un’età anagrafica ancora in linea con il mondo del lavoro, sarà possibile incrementare l’anzianità contributiva e portarla al limite minimo dei 20 anni, accedendo alla pensione di vecchiaia.

Se, invece, non c’è possibilità di continuare a lavorare o di trovare un lavoro, poiché l’età avanzata non lo consente, ci sono due soluzioni per arrivare alla soglia dei 20 anni di contributi, oltre all’apertura di un fondo pensione complementare: riscattare qualche anno di contributi perso per strada e, magari, versarne volontariamente qualcuno.

Sia il riscatto che il versamento volontario dei contributi hanno un costo. Si possono riscattare gli anni di laurea, oppure anni di lavoro non coperti da contributi, mentre per quanto riguarda il versamento volontario di contributi, questo deve essere comunque autorizzato dall’INPS.

In caso di via libera dall’istituto, un lavoratore dipendente per versare un anno di contributi sarebbe costretto a pagare quasi 6.000 euro, circa 30.000 euro per 5 anni di contributi.

Un commerciante potrebbe arrivare quasi a 9.000 euro di esborso per un anno di contributi, quasi 45.000 euro per 5 anni versati. Infine i disoccupati pagherebbero quasi 11.000 euro per un anno di contributi, con un investimento superiore ai 54.000 euro se gli anni da versare fossero 5.

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