Chi ha la 104 deve lavorare vicino casa?

Chi ha la 104 deve lavorare vicino casa? Ecco spiegato se è un diritto assoluto e insindacabile per il lavoratore dipendente.

Carmine Roca è un giornalista esperto in pensioni e fisco.
Conoscilo meglio

4' di lettura

Chi ha la 104 deve lavorare vicino casa? Cosa dice la legge in merito? Ne parliamo in questo articolo (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Il sito Invalidità e diritti ha condiviso diversi articoli sulla Legge 104 e sulle agevolazioni a essa correlate. In questo approfondimento si è parlato della possibilità, per un lavoratore caregiver, di rifiutare il trasferimento in altra sede. Se volete sapere come andare in pensione a 61 anni con la 104, leggete questo articolo. È importante anche sapere quando scade la 104, come richiedere un prestito agevolato con la 104 o come compilare il modulo per un mutuo agevolato.

Indice

Chi ha la 104 deve lavorare vicino casa?

Il lavoratore dipendente che presta assistenza a un familiare portatore di handicap grave deve conciliare le esigenze lavorative a quelle familiari.

Ecco perché la Legge 104, tra le varie agevolazioni previste, permette al dipendente, qualora sia possibile, di scegliere la sede di lavoro più idonea alle sue necessità.

Chi ha la 104 deve lavorare vicino casa? I commi 5 e 6 dell’articolo 33 della Legge 104 prevedono che il genitore o il familiare lavoratore o, ancora, il lavoratore con disabilità titolare della 104, hanno il diritto a scegliere la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio o a quello in cui vive il familiare da assistere.

Attenzione, però: il diritto alla sede migliore non è assoluto, insindacabile. Ovvero, il dipendente ha sì diritto alla scelta, ma soltanto se questa sia possibile ed è compatibile con gli interessi economici e organizzativi dell’azienda per cui lavora.

Scopri la pagina dedicata ai benefici connessi alla Legge 104.

Di conseguenza, l’azienda può rifiutarsi di concedere al dipendente la possibilità di trasferirsi in una sede più comoda alle sue esigenze, motivando il diniego con ragioni di organizzazione del lavoro.

Inoltre, nel caso in cui è il lavoratore dipendente pubblico il titolare del diritto alla scelta della sede, è necessario chiarire che questi non ha il diritto assoluto e illimitato di poter beneficiare di un posto di lavoro libero, in quanto è la Pubblica Amministrazione a doverla rendere disponibile coprendo il posto, nel rispetto dei principi dell’imparzialità e della produttività dell’attività.

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Chi ha la 104 deve lavorare vicino casa: scelta e trasferimento

Chi ha la 104 deve lavorare vicino casa? Abbiamo visto che il diritto alla scelta della sede di lavoro non è assoluto ed è legato, comunque, alle esigenze produttive, economiche e organizzative dell’azienda o del datore di lavoro.

Ma chi ha diritto alla scelta della sede di lavoro? L’ordinamento prevede che il diritto spetta al lavoratore dipendente dei settori pubblico e privato, che gode del diritto a tre giorni di permessi lavorativi.

Nel caso in cui il disabile è un figlio, il diritto ai permessi lavorativi è riconosciuto a entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne in modo alternato.

I permessi lavorativi possono essere cumulati: se un lavoratore presta assistenza a due familiari disabili o se lo stesso lavoratore disabile è a sua volta caregiver di un familiare disabile, i giorni di permesso diventano 6 (3 + 3).

Oltre alla sede di lavoro migliore, il lavoratore dipendente ha il diritto a rifiutare il trasferimento presso altra sede senza il suo consenso.

L’obiettivo della norma, infatti, è quello di favorire l’assistenza al parente o affine con disabilità grave. Anche in questo caso il diritto non è assoluto.

Il diritto alla scelta della sede di lavoro o al rifiuto al trasferimento presso altra sede, non può ledere le esigenze del datore di lavoro o della pubblica amministrazione (in tal caso si potrebbe ipotizzare anche un danno alla collettività).

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