Chi non deve pagare le tasse: guida breve alle esenzioni

Chi non deve pagare le tasse. Ecco tutte le esenzioni da tasse e imposte. Quali redditi non sono tassati e non concorrono al calcolo dell'Irpef.

4' di lettura

Pagare le tasse e le imposte è importante, perché quei soldi garantiscono servizi pubblici indispensabili, come la sanità. È però altrettanto importante sapere chi non deve pagare le tasse. Esistono infatti alcune categorie di persone che, per una ragione o per un’altra, sono esenti da alcuni pagamenti.


Indice

Differenza tra tasse e imposte

Prima di spiegare chi non deve pagare le tasse in Italia è opportuno fare una distinzione fra tasse e imposte. Senza troppi giri di parole:

  • Le tasse sono pagate in cambio di servizi specifici: come l’energia elettrica, l’acqua, la fornitura di gas…;

  • Le imposte invece vanno a finanziare servizi pubblici per la collettività, alcuni esempi sono l’Irpef, l’Irap o l’Ires.

Chi non deve pagare le tasse: guida breve alle esenzioni
Chi non deve pagare le tasse e quali sono le esenzioni da tasse e imposte.

Chi non deve pagare le tasse

Ecco una breve panoramica su chi non deve pagare le tasse, in che caso e perché:

  • TARI: è la tassa che si paga per lo smaltimento e la raccolta dei rifiuti. Il suo importo è legato all’abitazione e varia in base alla dimensione dello spazio abitabile. Se l’immobile non ha utenze collegate il proprietario non è tenuto a pagarla dato che, evidentemente, quello spazio non è fruito da nessuno;

  • TASI: si paga per i servizi che vengono utilizzati da tutti i cittadini, come la manutenzione delle strade o l’illuminazione pubblica. An che questa tassa è legata all’abitazione, ma non va pagata sulla prima casa;

  • Ticket Sanitario: si paga per alcuni servizi resi dalla sanità pubblica. Ci sono categorie che non devono pagarlo, come: bambini con meno di 6 anni, anziani con più di 65 anni e a basso reddito, chi è in un nucleo famigliare con meno di 8263 euro annui… I casi sono tanti e ci sono anche alcune patologie che danno diritto all’esenzione. In questo articolo trovi una guida dettagliata;

  • Tassa scolastica: si paga al quarto e quinto anno delle scuole superiori. Ogni anno il MIUR fissa un tetto di Isee sotto il quale non bisogna pagarla, per quest’anno la soglia è di 20.000 euro. Oltre al reddito bisogna anche aver preso almeno 8 in condotta, non essere stati bocciati o sospesi per più di cinque giorni;

  • Tassa universitaria: gli studenti con un reddito famigliare fino a 20.000 euro non devono pagarla. Dai 20.000 in poi invece bisogna pagarla ma con riduzioni progressive. Ogni università però può decidere quale sia la soglia di reddito da fissare. Inoltre, ci sono anche tasse regionali che variano da zona a zona. Inoltre, alcuni atenei non fanno pagare il primo anno di tasse a chi si è diplomato con 100/100.

Chi non deve pagare le imposte

L’imposta più comune è l’Irpef e viene pagata da ogni cittadino in proporzione al suo reddito annuo (entra nei gruppi facebook: tutti i bonusofferte di lavoropensioni).

Ci sono però alcuni redditi che non vanno considerati per il calcolo dell’Irpef:

  • Gli assegni di mantenimento (sia per divorziati che per separati) versati in un’unica soluzione;

  • Gli assegni periodici versati in seguito a separazione o divorzio, per il mantenimento dei figli;

  • Le borse di studio, a patto che siano finanziate direttamente o indirettamente (tramite fondi ad esempio) dallo Stato italiano;

  • I compensi ottenuti per aver preso parte a un seggio elettorale (sono esclusi gli uffici elettorali centrali);

  • La rendita catastale dei fabbricati non affittati (la proprietà dell’immobile obbliga però al pagamento dell’IMU);

  • Pagamenti ottenuti per «risarcimento danni»;

  • Le pensioni e le indennità spettanti a invalidi civili, ciechi, sordi, famigliari superstiti di soggetti deceduti a causa di infortuni sul lavoro, vittime del dovere (membri delle forze dell’ordine che siano morti in servizio);

  • Assegni e pensioni sociali;

  • Pensioni di persone rimaste invalide per atti terroristici o di criminalità organizzata;

  • Le rendite INAIL;

  • Le maggiorazioni sociali delle pensioni;

  • Tutte le somme erogate dallo Stato a supporto della famiglia;

  • Carta acquisti;

  • Redditi o rimborsi ricevuti da componenti di cori e bande musicali dilettantistiche;

  • Redditi percepiti da sportivi dilettanti (fino a 10.000 euro).

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