Chi paga i debiti con la comunione dei beni?

Quando si contrae matrimonio si può optare per la comunione dei beni o per la separazione dei beni. A questo proposito è giusto chiedersi: chi paga i debiti con la comunione dei beni?

6' di lettura

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Quando si contrae matrimonio si può optare per la comunione dei beni (i beni diventano di proprietà di entrambi i coniugi) o per la separazione dei beni (i beni dei coniugi, anche quelli acquistati dopo il matrimonio, restano di proprietà del singolo coniuge). A questo proposito è giusto chiedersi: chi paga i debiti con la comunione dei beni?

INDICE:

Chi paga i debiti con la comunione dei beni: cos’è la comunione dei beni?

Dopo il matrimonio, il nostro ordinamento legislativo applica direttamente la comunione dei beni tra i coniugi, ovvero entrambi saranno proprietari e titolari di tutti i beni e liquidità ottenuti o acquistati dal giorno del matrimonio in poi.

A meno che non si scelga il regime di separazione dei beni, che quindi va richiesto esplicitamente e in forma scritta.

Fanno parte della comunione dei beni:

  • acquisti effettuati da entrambi durante il matrimonio;
  • il frutto di investimenti effettuati da entrambi;
  • ricavi delle attività commerciali o imprenditoriali di entrambi;
  • le aziende avviate dopo il matrimonio.

È chiaro che restano esclusi dalla comunione tutti i beni e le proprietà inerenti al periodo pre-matrimoniale; ma anche i beni ricevuti in donazione o in successione dopo il matrimonio e quelli strumentali, ovvero funzionali al proprio lavoro e i risarcimenti.

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Parliamo di un punto importane: comunione di beni non significa che i coniugi facciano tutto insieme; essi amministrano i beni in comunione in maniera disgiunta.

Solo nel caso in cui debbano compiere atti che eccedono l’ordinaria amministrazione ogni decisione deve essere presa congiuntamente, secondo l’articolo 180 del codice civile (tipo la vendita di un immobile).

Se l’accordo non dovesse essere raggiunto, in casi estremi, interverrebbe il giudice.

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Chi paga i debiti con la comunione dei beni: cos’è la separazione dei beni?

Secondo l’articolo 215 del codice civile, optando per questo regime patrimoniale, ogni coniuge resterà titolare e proprietario di tutti i beni acquistati anche dopo il matrimonio.

Questo non influisce in alcun modo né sull’eredità né sulla pensione di reversibilità in caso di morte del coniuge.

Per valutare gli eventuali vantaggi della separazione dei beni, bisogna considerare anche cosa prevede la comunione dei beni. Con la separazione dei beni, invece, ogni coniuge rimane l’unico proprietario dei propri acquisti e l’unico titolare delle proprie attività.

Ricordiamo che il regime di separazione dei beni va scelto esplicitamente tramite accordo scritto. Quando?

  • prima del matrimonio;
  • insieme all’atto di celebrazione;
  • dopo il matrimonio.

Il nostro ordinamento permette ai coniugi di cambiare regime patrimoniale anche dopo il matrimonio. Sarà sufficiente rivolgersi ad un notaio che provvederà alla richiesta dall’annotazione delle modifiche entro 30 giorni dalla stipula dell’atto.

Uno dei più grandi vantaggi, durante la separazione dei beni, si ha in caso di pignoramento ai danni di un coniuge. L’altra persona non avrà nulla da temere, mentre potrebbe vedersi sottratto fino al 50% dei proprio patrimonio nel caso di comunione dei beni.

Lo stesso vale per il fallimento.

Chi paga i debiti con la comunione dei beni?

Adesso veniamo al nocciolo della questione: chi paga i debiti con la comunione dei beni?

L’ordinanza n. 20845 del 21 luglio della Corte di Cassazione conferma che possono essere espropriati i beni di entrambi i coniugi, se si è in regime di comunione.

Per esempio, nel caso di debiti contratti dal marito, se si dovesse arrivare al pignoramento immobiliare, sarà pignorata la casa interamente, anche se metà appartiene alla moglie.

Allo Stato non importa se l’altro coniuge è in regola con i suoi pagamenti e non risulta debitore, anzi è addirittura un buon pagatore.

In comunione dei beni dei debiti di un coniuge ne risponde anche l’altro. E quindi se la casa viene pignorata, viene venduta all’asta interamente.

Come abbiamo detto prima la separazione dei beni può avvenire anche dopo il matrimonio. Ma non è possibile procedere con essa quando è già iniziato un procedimento esecutivo come il pignoramento. La legge non lo permette.

Chi paga i debiti con la comunione dei beni?
Chi paga i debiti con la comunione dei beni?

Chi paga i debiti con la comunione dei beni: come evitare l’esproprio totale?

Secondo la Corte di Cassazione, con la comunione dei beni, ogni coniuge è titolare per l’intero bene e come tale risponderà dei debiti attraverso l’espropriazione del bene stesso, per intero. Solo dopo la vendita, potrà ritornare in possesso del 50% della sua quota di liquidità, nel frattempo, però, resterà senza bene e senza soldi.

L’esproprio totale si può evitare istituendo una holding. Qui troverete tutte le istruzioni per tutelarsi con una holding familiare.

Se la quota, è minima, il coniuge risponderà con un minimo. Allo stesso tempo i beni inseriti nella holding non potranno essere toccati.

La holding è uno strumento utilissimo per tutelarsi dal punto di vista debitorio e fiscale, ed è attuabile da piccoli e grandi imprenditori, compresi i liberi professionisti.

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