Chi può andare in pensione prima oggi e quanti soldi prende

Chi può andare in pensione prima oggi? Dalla pensione anticipata ordinaria alla RITA: ecco tutte le soluzioni possibili e gli importi.

11' di lettura

Chi può andare in pensione prima oggi e quanti soldi prende? Facciamo il punto sulle opzioni previdenziali in vigore e calcoliamo il valore dell’assegno (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Chi può andare in pensione prima oggi: tutte le soluzioni possibili

Oltre alla pensione di vecchiaia, il nostro ordinamento mette a disposizione dei lavoratori e delle lavoratrici anche diverse opzioni di pensione anticipata.

Chi è in possesso dei requisiti necessari, può anticipare l’uscita dal mondo del lavoro senza prima compiere 67 anni, necessari per accedere alla pensione di vecchiaia (con almeno 20 anni di contributi versati).

In questa tabella elenchiamo tutte le misure anticipate in vigore nel 2022, chi può accedervi e a quanto ammonterà la pensione.

MISUREBENEFICIARI E REQUISITIIMPORTI
Pensione anticipata ordinaria42 anni e 10 mesi di contributi (uomini) e 41 anni e 10 mesi contributi (donne)CLICCA QUI
Quota 10264 anni di età e 38 di contributiCLICCA QUI
Opzione Donna58 anni (dipendenti) o 59 anni (autonome) di età e 35 di contributiCLICCA QUI
Ape Sociale63 anni di età e dai 30 ai 36 anni di contributi, in base alla categoria tutelataCLICCA QUI
Pensione anticipata per lavori usurantiMinimo 61 anni e 7 mesi di età con 35 anni di contributiCLICCA QUI
Quota 41 per precoci41 anni di contributi, almeno uno versato prima dei 19 anni di etàCLICCA QUI
Pensione anticipata per invalidiIn pensione dai 51 ai 61 anni di età, con 20 anni di contributi versatiCLICCA QUI
Pensione anticipata contributiva64 anni di età e almeno 20 di contributi, tutti versati dal 1996 in poiCLICCA QUI
Pensione di vecchiaia con deroghe Amato15 anni di contributi, se appartenenti a determinate categorie di lavoratoriCLICCA QUI
RITAIn pensione a 57 anni: vale per i disoccupati da 2 anni senza lavoro, con 20 anni di contributi obbligatori e almeno 5 versati nel fondo complementareCLICCA QUI
Chi può andare ion pensione prima oggi: tutte le soluzioni possibili

Una volta elencate tutte le misure e i requisiti da soddisfare per accedervi, nei prossimi paragrafi entriamo nel dettaglio e vediamo insieme come e chi può andare in pensione prima oggi.

Scopri la pagina dedicata a tutti i tipi di pensioni, sociali e previdenziali.

Aggiungiti al gruppo Telegram sulle pensioni e sulle notizie legate al mondo della previdenza. Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook. Scopri le ultime offerte di lavoro sempre aggiornate nella tua zona.

Chi può andare in pensione prima oggi? Pensione anticipata ordinaria

Chi può andare in pensione prima oggi? Sicuramente chi accede alla pensione anticipata ordinaria, indipendentemente dall’età anagrafica e dalla tipologia di lavoro (dipendente o autonomo).

Alle donne è permesso andare in pensione prima dei 67 anni di età con 41 anni e 10 mesi di contributi; agli uomini con 42 anni e 10 mesi di contributi.

L’assegno si calcola col sistema misto, considerato che maturando queste anzianità contributive è evidente che il lavoratore o la lavoratrice abbiano versato contributi prima e dopo la data del 31 dicembre 1995.

Per calcolarci l’importo, avremo bisogno di individuare due quote, la prima calcolata col sistema retributivo (il 2% di aliquota sulla media delle ultime retribuzioni, moltiplicato per gli anni di contributi versati entro il 1995) e la seconda calcolata col sistema contributivo (il 33% della media delle retribuzioni determinerà il montante contributivo, sul quale si applica il coefficiente di trasformazione in base all’età del lavoratore).

Indicativamente, un lavoratore 65 anni, che ha versato 17 anni di contributi entro il 1995 e gli altri 26 anni dopo il 1996, a fronte di una retribuzione annua di 28.000 euro, prenderà di pensione circa 21.800 euro lordi l’anno, intorno ai 1.680 euro lordi al mese, circa 1.350 euro netti al mese.

Abbassando l’età di un anno, alle stesse condizioni, prenderebbe intorno ai 21.400 euro lordi di pensione l’anno, circa 1.300 euro netti al mese. Alzando l’età anagrafica a 66 anni, prenderebbe più di 22.200 euro lordi l’anno di pensione, circa 1.400 euro netti al mese.

Chi può andare in pensione prima oggi: Quota 102 e Opzione Donna

Passiamo ora a Quota 102, la misura che permetterà fino al 31 dicembre 2023 di andare in pensione con 64 anni e 38 di contributi.

Non è prevista alcuna penalizzazione sull’importo, ma è chiaro che, smettendo di lavorare 3 anni prima di compiere 67 anni, l’importo della pensione sarà sicuramente inferiore di chi accede alla pensione di vecchiaia.

Calcolando sempre l’importo con il sistema misto, come per la pensione anticipata ordinaria, un lavoratore di 64 anni, con 38 anni di contributi versati (ad esempio 12 anni entro il 1995, gli altri 26 dal 1996) e una retribuzione media lorda di 28.000 euro l’anno, prenderebbe circa 18.900 euro lordi di pensione l’anno, intorno ai 1.200 euro netti al mese.

Con una retribuzione inferiore (25.000 euro), prenderebbe circa 16.850 euro lordi l’anno di pensione, intorno ai 1.000 euro netti al mese. Mentre con una retribuzione di 30.000 euro lordi l’anno, il suo assegno annuale arriverebbe a circa 20.200 euro lordi, intorno ai 1.300 euro netti al mese.

Le noti dolenti ci sono per Opzione Donna, la misura che permette a lavoratrici dipendenti (58 anni) e autonome (59 anni) di accedere alla pensione con 35 anni di contributi.

L’assegno si calcola interamente con il sistema contributivo, inglobando anche gli anni di contributi versati prima del 1996. Come calcolato in questo approfondimento, chi accede a Opzione Donna rischia un taglio del 20-25% del suo assegno.

Chi può andare in pensione prima oggi: Ape Sociale e lavori usuranti

Due categorie tutelate dall’ordinamento previdenziale sono i lavoratori gravosi e gli addetti a mansioni usuranti.

Per i primi è stata adottata l’Ape Sociale, che rimarrà in vigore anche nel 2023. Si tratta di un anticipo pensionistico che accompagna il lavoratore fino all’età pensionabile. L’importo equivale al valore dell’assegno di pensione maturato dal lavoratore al momento della richiesta dell’Ape Sociale, ma non può superare i 1.500 euro al mese.

Oltre ai lavoratori impiegati in mansioni gravose che hanno versato 36 anni di contributi (32 anni per i lavoratori edili), spetta a 63 anni e con 30 anni di contributi a: disoccupati senza ammortizzatori sociali, caregiver che assistono da almeno 6 mesi il coniuge o un familiare con disabilità grave e ai lavoratori invalidi con una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%.

C’è poi la categoria dei lavoratori usuranti, per i quali è prevista una pensione apposita, che si ottiene con il sistema delle quote.

La minima è Quota 97,6, che permette ai lavoratori dipendenti con 61 anni e 7 mesi di età e 35 di contributi di andare in pensione. I lavoratori autonomi, invece, possono accedervi con Quota 98,6 (62 anni e 7 mesi di età e 35 di contributi).

Con Quota 99, possono andare in pensione i lavoratori impiegati in turni di notte (da 64 a 71 notti lavorate in un anno), con 64 anni di età e 35 di contributi. Mentre con Quota 98, possono andare in pensione i lavoratori impiegati in turni di notte, dai 72 ai 78 l’anno, con 63 anni di età e 35 di contributi.

Chi può andare in pensione prima oggi: Quota 41 lavoratori precoci

Esiste, poi, una pensione ideata appositamente per i lavoratori precoci, ovvero coloro che hanno versato il primo anno di contributi prima del compimento dei 19 anni.

Si può accedere a Quota 41 per lavoratori precoci con almeno 41 anni di contributi versati, di cui uno prima dei 19 anni. La misura non è accessibile a tutti, ma è prevista per alcune categorie di lavoratori tutelate dallo Stato.

Parliamo dei disoccupati, dei caregiver che da almeno 6 mesi assistono il coniuge o un familiare entro il secondo grado con disabilità grave, i lavoratori invalidi al 74% e gli impiegati in mansioni gravose, a prescindere dall’età anagrafica.

Con questa misura si potrebbe andare in pensione anche a 59 anni. L’importo di un assegno percepito con Quota 41 per lavoratori precoci, calcolato su questa età anagrafica, questi contributi e su una retribuzione lorda annua tra i 25.000 e i 30.000 euro, può variare dai 17.000 euro (1.000 euro netti al mese) ai 20.300 euro (1.250 euro netti al mese).

Chi può andare in pensione prima oggi: pensione di anzianità contributiva

A chi rientra interamente nel calcolo contributivo della pensione (contributi versati dal 1° gennaio 1996 in poi) e ha compiuto 64 anni di età, con 20 anni di contributi versati può accedere alla pensione anticipata contributiva.

Questa soluzione è riservata soltanto a chi non ha anni di contributi versati prima del 1996 e a chi ha maturato un assegno pari a 2,8 volte l’importo dell’assegno sociale (almeno 1.313,28 euro al mese).

Ma per percepire una pensione di questo valore, con pochi anni di contributi versati (ad esempio 20 anni), è necessario maturare un montante contributivo di circa 360.000 euro. Un’enormità, che fa di questa misura una delle meno utilizzate del panorama previdenziale italiano.

Chi può andare in pensione prima oggi
Chi può andare in pensione prima oggi? Tutte le soluzioni possibili e gli importi.

Chi può andare in pensione prima oggi: invalidi civili e RITA

C’è una categoria di lavoratori che può andare in pensione dai 51 ai 61 anni di età: parliamo dei lavoratori invalidi civili, con una percentuale di invalidità di almeno l’80%.

La misura è accessibile soltanto ai lavoratori dipendenti del settore privato, che hanno maturato almeno 20 anni di contributi. Sono esclusi, dunque, i lavoratori dipendenti pubblici e gli autonomi.

Le donne possono accedervi al compimento dei 51 anni (donne con cecità assoluta), mentre gli uomini soltanto a 61 anni, con una finestra mobile di 12 mesi.

Ma in pensione 10 anni prima (a 57 anni) si può andare anche grazie alla RITA, la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, sfruttando il capitale accumulato in un fondo pensione.

Possono andare in pensione a 57 anni con la RITA chi è senza occupazione o ha perso il lavoro, ed è iscritto a una delle forme di pensione complementare in regime di contribuzione definita (fissa).

È necessario, però, aver maturato almeno 20 anni di contributi obbligatori, altri 5 anni versati nel fondo complementare e avere un’età di non meno di 10 anni inferiore a quella che serve per accedere alla pensione di vecchiaia (57 anni).

Chi può andare in pensione prima oggi: deroghe Amato

Lo Stato permette di andare in pensione con soli 15 anni di contributi versati ad alcuni lavoratori o lavoratrici che soddisfano i requisiti delle tre deroghe della Legge Amato.

La prima deroga è legata al rispetto di due requisiti:

  • aver maturato 15 anni di contributi (780 settimane) prima del 31 dicembre 1992. Ai fini del conteggio, oltre ai contributi obbligatori, valgono pure i contributi volontari, i contributi figurativi, quelli da riscatto o da ricongiunzione e così via.
  • Essere iscritti al Fondo lavoratori dipendenti o alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi dell’INPS. Sono inclusi nell’elenco anche gli iscritti all’ex Inpdap, ex Enpals ed ex Ipost.

La seconda deroga della Legge Amato si rivolge, invece, ai lavoratori autorizzati al versamento dei contributi volontari prima del 31 dicembre 1992. Possono accedere alla deroga e andare in pensione con 15 anni di contributi:

  • i lavoratori dipendenti e autonomi che sono iscritti all’AGO (Assicurazione Generale Obbligatoria) dell’INPS;
  • i lavoratori iscritti all’ex Enpals.

In questo caso la deroga non è accessibile ai lavoratori iscritti all’ex Inpdap e all’ex Ipost.

La terza e ultima deroga della Legge Amato, invece, è un po’ più complessa. Questa si rivolge sempre ai lavoratori dipendenti iscritti all’AGO o a un fondo sostitutivo o esonerativo dell’AGO.

Inoltre è necessario rispettare tre requisiti:

  • aver maturato almeno 25 anni di contributi, di cui il primo anno versato almeno 25 anni prima della data di maturazione dei requisiti per la pensione con la Legge Amato. L’inizio dell’assicurazione scatta al versamento di un anno di contributi da lavoratore dipendente o autonomo.
  • aver maturato almeno 15 anni di contributi;
  • aver lavorato almeno 10 anni in modo discontinuo, per periodi inferiori alle 52 settimane.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sulle pensioni:

Entra nei gruppi offerte di lavoro, bonus, concorsi e news

Ricevi ogni giorno gratis i migliori articoli su offerte di lavoro, bandi, bonus, agevolazioni e attualità. Scegli il gruppo che ti interessa:

  1. Telegram - Gruppo esclusivo

  2. WhatsApp - Gruppo base

Seguici anche su YouTube | Google | Gruppo Facebook | Instagram



Come funzionano i gruppi?
  1. Due volte al giorno (dopo pranzo e dopo cena) ricevi i link con le news più importanti

  2. Niente spam o pubblicità

  3. Puoi uscire in qualsiasi momento: la procedura verrà inviata ogni giorno sul gruppo

  4. Non è possibile inviare messaggi sul gruppo o agli amministratori

  5. Il tuo numero di cellulare sarà utilizzato solo per inviarti notizie