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Cimarosa, la Provincia: nessuna chiusura. Polemica col Comune

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Nessun divieto di utilizzo del Conservatorio Cimarosa. L’amministrazione Provinciale rispedisce la nota del Comune al mittente. Anzi, fa di più. Definisce, infatti, “paradossale” tutta la vicenda, ribadendo come a sollecitare gli uffici di Palazzo di Città sulla carenza documentale relativa al Conservatorio sia stata proprio la Provincia. Nella nota di cui vi abbiamo parlato ieri, infatti, gli uffici comunali intimavano a quelli provinciali il divieto di utilizzo del Conservatorio Cimarosa fino a che non fosse stata presentata ai vigili del fuoco la segnalazione certificata di inizio attività ai fini della sicurezza antincendio.

Una questione – quella del Conservatorio – che ha finito per innescare polemiche intorno al presidente e candidato a sindaco, Luca Cipriano. Nonostante la responsabilità della struttura sia di esclusiva competenza Provinciale. Un intervento dei vigili del fuoco aveva riscontrato la carenza documentale a inizio aprile. Eppure, il provvedimento urgente, è arrivato solo ieri. Un fatto che ha portato alla presa di posizione netta di Cipriano che si è scagliato contro quelle che definiva speculazioni politiche. Veleno che arriva a margine di una campagna elettorale segnata da attacchi personali da più fronti.

Nella nota si legge:

La paradossale vicenda del Conservatorio “Cimarosa”, almeno per quanto riguarda l’Amministrazione Provinciale, merita di essere chiarita. Anzitutto, per informare gli studenti, le loro famiglie, il personale docente e non docente del Conservatorio, i vertici di quella Istituzione.

Solo dopo diverse sollecitazioni da parte degli Uffici della Provincia a quelli del Comune è stata notificata alle ore 11.20 a Palazzo Caracciolo, per il tramite di un messo comunale, l’Ordinanza – nota agli organi di informazione e non ai diretti interessati – a firma del responsabile del procedimento, del responsabile del servizio SUE e del dirigente.

L’Ordinanza è datata 22 maggio 2019, registrata il 23 maggio 2019 e notificata il 24 maggio 2019 agli Uffici della Provincia.

Non appena ricevuto il provvedimento, il presidente Domenico Biancardi ha convocato un tavolo tecnico, all’esito del quale si è stabilito di chiedere solo la revoca del provvedimento in autotutela al Comune di Avellino, per le motivazioni tecnico-giuridiche esplicitate nella nota a firma congiunta del presidente e dei dirigenti della Provincia, inviata a mezzo pec al Comune di Avellino (alle ore 13,25) e, per conoscenza, alla Prefettura di Avellino.

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