Ciccio e la sua squadra di cacciatori di rifiuti: ne hanno raccolti 16 tonnellate

Puntare sui bambini è fondamentale per Ciccio che in un anno e mezzo con i suoi volontari ha raccolto i rifiuti più disparato: dalle cicche agli pneumatici e alle lattine degli anni novanta.

voglio un mondo pulito
Voglio un mondo pulito: Checco Ronca ci ha spiegato la nascita della sua associazione che mira a ripulire le città dai rifiuti abbandonati dagli incivili.
4' di lettura

In un anno con la sua associazione ha raccolto circa 16 tonnellate di rifiuti. Questa è la storia di Ciccio Ronca, presidente e fondatore di «Voglio un mondo pulito». Ecco la sua storia.

Ho iniziato da solo poi è accaduto tutto

Ciccio, ragazzo di Salerno, ci ha spiegato la nascita della sua associazione: «Ho iniziato con un’azione singola. Il 6 marzo 2019, per la prima volta, sono sceso in spiaggia per pulirla. Ho postato la foto su Facebook e ho invitato altre persone a unirsi a me. Dai commenti mi sono reso conto che molta gente aveva sposato il mio progetto. Così ho creato una pagina social. Vedendo poi dei politici che volevano mangiarci sopra, ho creato l’associazione per evitare che tutto il percorso fatto andasse perso».

Nonostante l’associazione sia stata formata da circa un anno, i volontari di «Voglio un mondo più pulito», hanno raccolto circa sedici tonnellate di rifiuti. La realtà di Ciccio si è ingrandita, arrivando fino a Lanciano e a Carpi. Anche in Campania altre città, come Avellino, hanno sposato il suo progetto.

Le iniziative

I volontari ambientalisti hanno creato diverse iniziative. Si sono dedicati molto alla pulizia delle spiagge che fanno ancora oggi diverse volte alla settimana. Ciccio ha poi proposto a Salerno una campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono dei mozziconi delle sigarette.

«Da fumatore gettavo a terra le cicche – ci ha confessato Ciccio -. Mi sono reso conto che era sbagliato. Non è una questione di cattiveria, è un gesto automatico che fanno molti purtroppo. Ho deciso così, con l’aiuto di due ragazzi, di installare in città dei porta cicche».

Questi contenitori sono fatti con dei barattoli di latta che vengono lavorati e levigati per evitare che le persone si taglino. Vengono poi dipinti con una vernice anti-ruggine e vengono riempiti di un terriccio apposito per spegnere le sigarette. A svuotarli poi ci pensano due volontari dell’associazione.

Raccolti rifiuti di ogni tipo

Ciccio ci ha raccontato i rifiuti che in questo anno di volontariato ha raccolto sulle spiagge e non solo: «Abbiamo trovato cose datate. Sono del 1990 e ho trovato flaconi del 1973, 1985 e 1987. Abbiamo raccolto anche molte lattine degli anni novanta e addirittura pezzi di lapide. C’è di tutto».

I volontari hanno anche trovato spesso pneumatici, rifiuti speciali ed edili. Alcuni li hanno solo potuti segnalare alle autorità comptenti perché i costi per lo smaltimento sono troppo elevati.

Ciccio e i suoi attivisti però hanno immaginato di riutilizzare gli pneumatici grandi abbandonati, regalandoli alle palestre di crossfit. «Quelli più piccoli li abbiamo portati all’isola ecologica. Abbiamo trovato anche molti rifiuti edili e non siamo potuti intervenire».

Politica e rivoluzione green

«A livello politico l’amministrazione locale non ci ha mai preso in considerazione – ci ha detto Ciccio -. Solo chi si doveva candidare ha cercato di “mangiarci sopra“, fatta eccezione per un paio di consiglieri che non hanno voluto visibilità».

«Mi piacerebbe collaborare con le amministrazioni locali, potrebbero darci una grande mano. Dalle istituzioni vorrei che facessero rispettare le leggi. Purtroppo non tutte le persone hanno una sensibilità ambientale e solo se si mette la mano nelle loro tasche iniziano a capire».

Parlando di rivoluzione green dell’Italia e del mondo, Ciccio ha dichiarato: «Ci vuole tempo. Far cambiare abitudini a tutti non è facile. Sono in contatto con una rete che si chiama clean up Italia e raccoglie le varie realtà come la nostra. Ho potuto notare che in ogni regione ci sono molte associazioni come «Voglio un mondo più pulito» ed è un buon punto di partenza».

Per Ciccio la rivoluzione parte da tre azioni: produrre di meno, consumare il giusto e riciclare. La soluzione finale deve essere questa. «Siamo abituati male», ha affermato Ciccio.

«Legge contro la plastica monouso e plastic tax? È pur sempre un inizio. Ci vuole una rieducazione. Già è qualcosa che non se ne produca più. Così si elimina una produzione di plastica inutile. Il bicchiere di plastica che uso per una mezz’ora e poi lo butto, è un vero spreco».

Futuro? Puntare sui più piccoli

«Sono dell’idea che bisogna ripartire dai bambini dando loro la possibilità di crescere con esempi migliori dei nostri – ha detto Ciccio -. Questi disastri ambientali vanno avanti da anni. Noi cerchiamo di collaborare con tutti. Tra le ultime iniziative con una cooperativa che si occupa di integrare i ragazzi down abbiamo pulito la baia di Salerno».

«Non c’è bisogno che diventino tutti attivisti ha concluso Ciccio -. Alla fine la rivoluzione parte anche da casa propria. Consumare il necessario e riciclare il più possibile. Mi piace il concetto di minimalismo. A livello materiale bisogna avere il necessario. Questo piccolo gesto, se lo facciamo in tanti, è positivo. Il mercato si adatta ai consumatori. La rivoluzione parte da casa».

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