Cineforum Avellino, Visioni d’autore: i film, i trailer, le recensioni



12' di lettura

Due grandi cineforum ad Avellino, solidi, frequentati. Di grande livello e con un’offerta ricca e prestigiosa per i numerosi amanti del cinema del capoluogo irpino. E non solo.

C’è Visioni, dedicata al cinema d’autore, giunto ormai alla 30esima edizione, organizzato dal Centrodonna in collaborazione con i Quaderni di CinemaSud. E la rassegna dello Zialidiasocialclub, arrivata alla sua quindicesima edizione.

Vi segnaliamo i film proposti, estratti delle recensioni e il trailer di tutte le opere in programma. Partiamo con Visioni (la rassegna dello Zialidiasocialclub sarà proposta su TheWam nei prossimi giorni…)

Visioni, rassegna dedicata da tre decenni al cinema d’autore

Trailer di Blakkklansman

Mercoledì, 13 febbario. Blakkklansman. Regia di Spike Lee

“Gioca ovviamente sull’incredibile “comicità” data dall’assurdità della situazione, e in questo sfrutta alla perfezione il carisma di John David Washington oltre alla risaputa bravura di Adam Driver, per poi colpire dritto al cuore quando rintraccia in “capolavori” come Birth of a Nation di David Wark Griffith i prodromi di un immaginario cinematografico su cui un’intera nazione ha saputo (ri)costruire il proprio razzismo, strisciante e subdolo, quotidiano e politico”.

Valerio Sammarco – Il Cinematografo

The Square (trrailer)

Mercoledì, 20 febbraio. The Square. Regia di Ruben Ostlund

“Sguardo moraleggiante nascosto dietro la ricerca ostentata dell’assurdo, il cinema di Östlund diventa paradossalmente lo specchio di quello che vuole mostrare per denigrarlo. C’è quella crudeltà sarcastica che passa da Roy Andersson e parte del più riuscito anche se non memorabile Toni Erdmann di Maren Ade”.

Simone Emiliani – Sentieri Selvaggi

Il gioco delle coppie (trailer)

Mercoledi 27 febbraio. Double vie. Il gioco delle coppie. Regia di Olivier Assayas

“Assayas, come sempre, affastella livelli per dire, da diversi punti di vista, del nostro tempo. E del narcisismo che lo domina: che cos’è infatti questo ossessivo scrivere se non il comunicare agli altri, dissimulandolo, il culto di se stessi? Se non il modo per formulare un’implicita richiesta di attenzione che ci scalzi da quello che è diventato il baratro più atroce, l’indifferenza altrui? Allora Léonard, lo scrittore, è la maschera che rappresenta questo moderno parlarsi addosso: uno che non sa scrivere d’altro che di sé”.

Luca Pacilio – Gli Spietati

La donna elettrica

Mercoledì sei marzo. La donna elettrica. Regia di Benedikt Erlingsson

La donna elettrica si inserisce di diritto nel filone del cinema ambientalista contemporaneo. È un First Reformed più semplice, confortevole e scanzonato; è un Troppa grazia più movimentato e dinamico. Un messaggio di speranza più che di cinica disillusione. Un manifesto di lotta ironico ma concreto, che non crolla mai in una scontata retorica. Allo stesso tempo, però, non manca di prendere atto della tragica condizione del mondo. Forse molte cose non si potranno cambiare e le strade allagate potranno sembrare problemi senza via d’uscita, ma una donna, o meglio, una madre una soluzione può trovarla.

Alberto Savi – Cineforum

Summer (trailer)

Mercoledì 13 Marzo. Summer. Regia di Kirill Serebrennikov

Bianco e nero prevalente e squarci di colore. Tutto un cinema sul gesto. Ma con una disperazione romantica dove la musica rimbomba come poesia ‘necessaria’ come in Olivier Assayas. Dove ogni momento, ogni fotogramma non è più solo memoria. Ma illusione di poter rivivere un momento, proprio grazie al cinema. Come le visioni/allucinazione di Mike davanti le foto di celebri rockstar. Quasi un flusso. Senza sosta. Proprio per nuotare sott’acqua. Dove l’estate non è più soltanto la stagione del titolo. Ma una condizione di illusione, di sogno. E, al di là di quello che è accadto o inventato, come sottolineato dal narratore, ritorna tutta una stagione decisiva per il rock russo. Dove il mito si rialimenta proprio dai suoi residui.

Simone Emiliani – Sentieri Selvaggi

Un affare di famiglia (trailer)

Mercoledì 20 marzo. Un affare di famiglia, Regia di Hirokazu Kore-Eda

Kore-eda, limpido al limite dello schematismo eppure pulito e dolce, toglie luce e colore al suo film, spoglia le inquadrature, isola i personaggi. Non li punisce, ma paradossalmente li mette di fronte alla libertà più grande: quella di scegliere. Scegliere di dire la verità, scegliere a quale famiglia appartenere, scegliere se perdonare e ricominciare. Non c’è colpa, non c’è pentimento. La legge non stabilisce una morale, come già succedeva nel precedente The Third Murder, in cui di un omicidio non contavano la ricostruzione o addirittura la rappresentazione, ma la sua interpretazione da parte dei personaggi.

leggi anche Il primo re è un film da vedere? La recensione de Il Pungiglione

A stabilire la morale dei comportamenti sono gli uomini e le donne, al di là delle abituali carinerie del racconto bozzettistico o dell’altrettanto usuale spietatezza delle decisioni e delle parole: e qui sta l’umanesimo di fondo di questo regista straordinario, che da sempre lavora sul tema del doppio e dell’assenza, e ogni volta (almeno da Nobody Knows in poi), giocando sulla ripetizione e la differenza, usa i pezzi consueti del suoi puzzle per trovare una soluzione diversa, un nuovo ritratto, una nuova possibilità.

Cineforum – Roberto Manassero

Troppa grazia (trailer)

Mercoledì 27 marzo. Troppa Grazia. Regia di Gianni Zanasi

 Troppa grazia guarda in modo surreale e ironico all’Italia che spera sempre nel miracolo, nel deus ex machina, nel sotterfugio per poter campare e prosperare, in cui l’assenza di risposte o speranze concrete si riversa nel bisogno del soprannaturale, dell’imprevisto: e allora l’apparizione di una Madonna come raramente se ne sono viste, diretta, concreta, anche sanguigna e severa e buffa (perfetta Hadas Yaron, la Sposa promessa nel film di Rama Burshtein e già con Zanasi nel precedente La felicità è un sistema complesso), sono la speranza di un mondo migliore qui, se non esiste l’aldilà.

Emanuele Rauco . Cinematografo

Suspiria (trailer)

Mercoledì 3 aprile. Suspiria. Regia di Luca Guadagnino

Difficile vedere oggi un cineasta italiano così poco italiano. Forse con Bellocchio e Bertolucci, il più internazionale. Con una galleria al femminile che sono continue proiezioni oniriche. I primi piani, l’illusioni (vere e/o presunte di sguardi in macchina) di una circolarità anche su immagini orizzontali che possono diventare proiezione di sogni.

leggi anche Non ci resta che il crimine: la recensione de “Il Pungiglione”

Quasi ancora tracce di un videoclip con le musiche di Thom Yorke, voce solista dei Radiohead. Con una geografia dei luoghi sempre sensoriale, vissuti ancora attraverso gli occhi dei protagonisti come in Call Me By Your Name, segnati dai rumori persistenti della pioggia. E il segno indelebile di ogni inquadratura con un senso della profondità viscontiana (già fantasma nel cinema di Guadagninoin Io sono l’amore), tra il film e il set, con le tracce dei passi di danza come in un backstage.

Simone Emiliani – Sentieri Selvaggi

Ora e sempre riprendiamoci la vita (trailer)

Mercoledì 10 aprile. Ora e sempre riprendiamoci la vita. Regia di Luca Agosti

Ora e sempre riprendiamoci la vita è lo straordinario tentativo di ricostruire quel decennio turbolento in cui un’enorme massa di individui interessati a reclamare migliori condizioni lavorative, emancipazione, rispetto, scendeva senza indugio in piazza, e per raccontarlo affianca alle immagini dei disordini, delle cariche, delle urla dei manifestanti nei cortei di protesta e rivendicazione, i volti di quelli che erano o sarebbero diventati dei leader dell’antagonismo. Un periodo nel quale le lotte dei movimenti studenteschi si saldarono con le battaglie del blocco operaio, un unicum nel panorama internazionale, e la risposta reazionaria presa forma in un tuttora impunito stragismo di stato, con un gran numero di colpevoli, quasi tutti scagionati, ed un’incredibile sequela di depistaggi e testimonianze fasulle.

Antonio D’Onofrio – Sentieri Selvaggi

Le nostre battaglie (trailer)

Mercoledì 17 aprile. Le nostre battaglie. Regia di Guillaume Senez

Il tentativo del regista – al suo secondo film dopo Keeper (2015), vincitore del 33° Torino Film Festival – esula dal descrivere un adattamento del protagonista alle sopravvenute situazioni familiari e lavorative, neanche accenna ad una seria forma di reazione, esclusa un’improvvisata impulsiva, e lo lascia, staccando i punti di riferimento cronologici, dentro un indistinto momento post evento, svelando la sua reale natura. Quella di uomo ormai talmente alienato da scontare un distacco, un’incapacità empatica sino al punto più facile di contatto, piatto a tal punto da non distinguere il malessere dei propri cari ed in generali di chiunque gli stia accanto. L’indifferenza indotta dal loop anestetico industriale scava così a fondo ed in profondità, da trasformarlo in un terreno fertile pieno di solchi pronti da innestare il mantra produttivo contemporaneo, sempre fedele alla cieca intolleranza in ossequio al capitale.

Antonio D’Onofrio – Sentieri Selvaggi

Roma (trailer)

Mercoledì 24 aprile. Roma. Regia di Alfonso Cuaron

Progetto a lungo cullato lontano anni luce dai milionari effetti speciali di Gravity, Roma ci regala un Cuaron straordinariamente inatteso e autobiografico, avendo attinto dalla propria adolescenza per esplorare quella gerarchia sociale messicana in cui classe ed etnia si intrecciavano. Meravigliosa ode al matriarcato, Roma è il commovente ritratto di una famiglia che prova a resistere alle turbolenze interne ed esterne che la travolgono, affidandosi ciecamente alle sue donne. Una nonna, una moglie, una domestica. Il regista messicano osserva la quotidianità di questo nucleo famigliare in cui solo apparentemente non succede niente, concentrando le proprie attenzioni su piccoli e grandi avvenimenti che semplicemente sprigionano la vita, in tutte le sue drammatiche contraddizioni.

Federico Boni – Cineblog

Santiago (trailer)

Mercoledì 1 maggio. Santiago. Regia di Nanni Moretti

Due decenni dopo quelle tracce documentaristiche raccontate in Aprile ma mai esplorate davvero, il regista romano sembra finalmente aver raggiunto la sicurezza (o forse la necessità?) per raccontare le storie degli altri. Chiaramente il suo è un film sull’accoglienza, che soprattutto nell’ultima parte parla chiaramente all’Italia e all’Europa di oggi. Ma è anche un piccolo caro diario sull’ascolto, sul valore umano della ricezione. E in questo la semplicità formale del cinema morettiano diventa preziosa nel delineare eticamente il calore della condivisione. Ne viene fuori una polifonia di voci, caratteri e ricordi che ha il sapore delle confessioni sussurrate, degli echi e dei sentimenti che arrivano da lontano e resistono all’inesorabile incedere del tempo.

Leggi anche Milano odia: quando Tomas Milian recitava strafatto di coca

Del resto Santiago, Italia è un’opera anche intrinsecamente nostalgica (è soprattutto qui che alcuni detrattori potrebbero affondare il colpo), che non solo guarda a un’epoca in cui il socialismo democratico era un’alternativa politica e culturale condivisa, ma sembra ripercorrere i tracciati generazionali di una giovinezza inesorabilmente trascorsa. In fin dei conti tutti in Santiago, Italia dal regista agli intervistati – sembrano riappropriarsi, nel breve spazio di un’intervista o nella determinazione di una convinzione politica, della gioiosa ebbrezza e dell’incoscienza dei vent’anni. L’insolito freeze frame con cui Moretti chiude il film da questo punto di vista è tanto una sottolineatura ideologica accessoria, quanto, forse, il malinconico tentativo di fermare, in qualche modo, l’incedere della vita e del mondo.

Carlo Valeri – Sentieri Selvaggi

Gruppo WhatsApp offerte di lavoro, bonus, concorsi e news

Entra in WhatsApp e ricevi ogni giorno gratis i migliori articoli su offerte di lavoro, bandi, bonus, agevolazioni e attualità. Scegli il gruppo che ti interessa:

  1. Bandi, Bonus e Lavoro

  2. News dall'Italia e dal mondo

Seguici anche su Google | Facebook | Instagram



Come funzionano i gruppi?
  1. Due volte al giorno (dopo pranzo e dopo cena) ricevi i link con le news più importanti

  2. Niente spam o pubblicità

  3. Puoi uscire in qualsiasi momento: la procedura verrà inviata ogni giorno sul gruppo

  4. Non è possibile inviare messaggi sul gruppo o agli amministratori

  5. Il tuo numero di cellulare sarà utilizzato solo per inviarti notizie