Cipriano: civismo unica strada. E su Festa, Petitto e i 5Stelle…

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Non è ancora in campagna elettorale, e neppure è stata formalizzata la sua candidatura a sindaco. Eppure, Luca Cipriano è di gran lunga il più attivo sulla scena politica avellinese in vista delle imminenti amministrative. Non risparmia critiche a Gianluca Festa, al Pd, risponde a tono alle argomentazioni di Dino Preziosi (“è in stato confusionale”) e alle considerazioni di Livio Petitto. E dedica parole durissime “alla fallimentare esperienza di governo dei 5Stelle”. Ma soprattutto apre al dialogo con tutti, in vista di un progetto comune che affronti con decisione, idee, consapevolezza e competenza le questioni aperte per il futuro di Avellino.

Nel frattempo Cipriano va avanti con le iniziative. Venerdì (alla Chiesa del Carmine) appuntamento dedicato a “quelli che restano”. I giovani che – nonostante tutto – hanno deciso di non partire e sono riusciti a trovare una strada.

“E’ una scelta non casuale – dichiara Cipriano -. Vogliamo lanciare un messaggio a quanti con sacrifici e rinunce restano in città. Un segnale a chi non si arrende, pieno di speranza e positività. Questi dodici ragazzi sono la dimostrazione evidente che si può rimanere e costruire qualcosa di importante”.

Sei da tempo in campagna elettorale con incontri e iniziative…

“Non direi che siamo in campagna elettorale. Quella la stanno facendo altri, penso a Gianluca Festa. C’è invece la voglia di dibattere, discutere, costruire insieme un percorso e un progetto. E per quanto mi riguarda non sono candidato. Al momento ascolto e mi confronto con altri, ma chiariamo: non certo in modo indistinto. L’obiettivo è quello di creare un fronte ampio per salvare la città. Niente corse solitarie, primedonne ed egoismi. Serve uno sforzo congiunto, poi magari si inizia a discutere di candidature”.

Un fronte ampio ricorda quello che ha appoggiato Nello Pizza alle ultime amministrative…

“No, quello era un minestrone, coagulato intorno a una brava persona. C’era dentro tutto, eccetto un progetto. E rappresentava in larga parte l’infelice esperienza del governo uscente. Il nostro obiettivo è profondamente diverso. In questo momento, ripeto, siamo in una fase di ascolto e confronto, verifichiamo se esistano i margini per una “creatura” che abbia una sua precisa identità”.

Non sembra un’impresa semplice…

“Se ci riusciamo bene, se invece prevale uno schema da vecchia politica, beh, vuol dire che correremo da soli ripresentandoci alle elezioni con il progetto civico di Mai più”.

Avellino. Livio Petitto
Livio Petitto (Pd)

Sei aperto al confronto con tutti, ma Livio Petitto ha fatto notare che non è mai stato invitato ad una tua iniziativa…

“A dire il vero ho invitato il suo alter ego, Laura Nargi, anche per ragioni anagrafiche. Prima ha accettato, poi per imprecisati motivi ha detto no. Lo ribadisco: non ho nessuna preclusione, nessuna chiusura”.

Avellino. Gianluca Festa
Gianluca Festa

Il Pd potrebbe presentare una lista senza il simbolo del partito...

“Non entro nel merito dei problemi esponenziali del Pd, anche se ci sono timidi segnali. Mi sono arrivati da Rosetta D’Amelio, Ivo Capone e dallo stesso Di Guglielmo. Sono intenzionati a ringiovanire il partito, far entrare nomi nuovi. Vedremo. Nel frattempo Festa, Petitto e De Caro, potrebbero presentare delle liste contro il Pd. Insomma, siamo di fronte a grandi contraddizioni”.

Avellino. Dino Preziosi
Dino Preziosi

Dino Preziosi ha definito la lista civica di Luca Cipriano: “civismo d’ammucchiata”…

“Ho letto e mi ha stupito. Al punto da pensare che quella frase sia figlia di in uno stato confusionale. Ha anche fatto riferimento agli eventi che abbiamo organizzato, parlandone bene e male. Non comprendo a cosa si riferisca quando parla di civismo d’ammucchiata. La mia civica è la più giovane in campo, è nata in occasione delle ultime amministrative. Ha proposto persone nuove e un nuovo metodo. Preziosi, ricordiamolo, si è candidato e ha perso, prima con De Mita e poi con una civica. Sono quasi dieci anni che si propone. L’ultima volta è stato alla disperata ricerca di alleanze, poi ha trovato quella con Fratelli d’Italia. Mi sembra che la sua analisi non sia stata così puntuale”.

Credi che i partiti avranno un peso in questa tornata elettorale?

“No, la città ha bisogno di civismo. E’ una strada che ha ormai avuto un suo riconoscimento ad Avellino. Nessun partito mi sembra capace di elaborare delle proposte autorevoli per rilanciare la città”.

E il Movimento 5 Stelle?

“I finti nuovi. Credo sia esaurita la loro spinta propulsiva. Sono spaccati, guidati da due, tre miracolati che comandano a bacchetta gli altri e che li hanno condotti verso un inesorabile fallimento”.

Gli altri partiti…

“Il Pd affronta una grave crisi d’identità. De Mita non esiste, è in un partito da zero virgola. Non conta. C’è solo la Lega, a livello nazionale e locale, che ha una solida proposta politica. Sia chiaro, non mi riconosco certo nelle loro posizioni, sono distante mille miglia. Resta comunque l’unico vero partito”.

Cipriano, cosa si augura alla fine di questo “ascolto confronto”…

“Che non ci siano dieci candidati a sindaco e una trentina di liste a supporto. Sgombriamo il campo da chi sulla scia delle amministrative mira solo a un posto in lista per le regionali o le europee, da chi viene da esperienze fallimentari di governo e si presenta come il nuovo. Si dicono paladini della nuova politica, ma con un approccio a dir poco antico”.

Avellino. Ex sindaco Movimento 5Stelle, Vincenzo Ciampi
L’ex sindaco dei 5Stelle, Vincenzo Ciampi

Ritiene che i 5Stelle abbiano perso consensi dopo i travagliati mesi di governo cittadino?

“A livello nazionale non credo, il potere attrae sempre consensi. E hanno occupato militarmente tutti i posti che contano nel Paese. Ad Avellino la situazione è diversa, hanno perso una grande occasione. Si sono dimostrati una banda allo sbaraglio, l’un contro l’altro armati. E in modo palese. Si sono presentati al governo della città con una squadretta ai comandi di Carlo Sibilia. E’ andata come sappiamo. Credo che alle prossime amministrative non ripeteranno lo stesso risultato, resteranno solo i voti dei fedelissimi”.

Ti sei mai pentito di aver appoggiato Ciampi al secondo turno?

“No, perché in quel momento non avrei potuto fare altro. Ho impostato l’intera campagna elettorale contro quel sistema di potere rappresentato da Petitto, De Mita, Foti e Festa, che si era coagulato intorno a Pizza. E voglio precisare per l’ennesima volta un punto: l’appoggio ai 5Stelle è stato “a gratis”. Non abbiamo chiesto niente, non abbiamo barattato poltrone, come invece hanno falsamente sostenuto esponenti del Movimento”.

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