Teatro Gesualdo, 10 indagati: per il Pm veniva gestito così…

Il sostituto procuratore, Teresa Venezia, ha chiuso le indagini su dieci persone coinvolte nell’inchiesta sul teatro Carlo Gesualdo.

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Il sostituto procuratore presso il tribunale di Avellino, Teresa Venezia, ha chiuso le indagini nei confronti di dieci persone coinvolte nell’inchiesta sul teatro Carlo Gesualdo.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di peculato, abuso d’ufficio e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.

Teatro Carlo Gesualdo

Teatro Gesualdo: indagine sulla gestione

Quello che emerge dagli atti della Procura è una gestione (dal 2013 al 2016), di quello che doveva rappresentare un fiore all’occhiello della città, caratterizzata da assegnazione e proroghe di servizi che non rispettavano i principi di rotazione e trasparenza e dalla sottrazione di denaro dagli incassi senza che gli organi di controllo prendessero provvedimenti.

L’attenzione della Procura, che ha delegato le indagini alla guardia di finanza di Avellino guidata da Gennaro Ottaiano, si è focalizzata su bilanci consuntivi che avrebbero incluso dei false attestazione. Viene contestato un peculato da oltre 109mila euro.

Nell’indagine sono finiti l’allora presidente del teatro e oggi consigliere comunale di Avellino (candidato sindaco alle ultime amministrative), Luca Cipriano, il direttore, Dario Bavaro, gli affidatari del servizio di contabilità (in momenti diversi), Marino Giordano e Mario Ziccardi, gli altri componenti del servizio di amministrazione, Salvatore Gebbia e Carmine Santaniello, il collegio dei revisori dei conti, Ottavio Barretta, Antonio Savino e Antonio Pellegrino, e la responsabile del servizio di biglietteria, Monica Rosapane.

Luca Cipriano – Ex Presidente Teatro Carlo Gesualdo

Teatro Gesualdo: l’accusa di peculato

Il consiglio d’amministrazione, i revisori dei conti e l’addetta alla biglietteria sono accusati di peculato in concorso, materiale e morale, per una cifra di oltre 109mila euro dal 2013 al 2016. Per il Pm il consiglio d’amministrazione e il presidente non sono intervenuti rimuovendo il direttore amministrativo per gravi irregolarità, approvando bilanci dell’istituzione che non fotografavano il quadro reale dei servizi di cassa. Così da compromettere gli interessi del teatro e del Comune di Avellino. E con il presunto omesso controllo del collegio dei revisori dei conti. Un cortocircuito che avrebbe coinvolto la gestione in più ingranaggi.

Inchiesta Gesualdo: venti giorni per essere interrogati

L’abuso di ufficio si riferisce all’aver prorogato discrezionalmente servizi, come quello di sicurezza, biglietteria, accoglienza e gestione di attività di palcoscenico, violando in alcuni casi principi di trasparenza e rotazione. Nella ricostruzione della Procura si fa poi riferimento a note e pareri su dei bilanci consuntivi in cui si riportavano falsamente le somme tenute in cassa.

Ora gli indagati hanno venti giorni per chiedere di essere ascoltati dal pubblico ministero, che poi deciderà se chiedere il processo. Toccherà agli avvocati Gerardo Di Martino, Giuseppe Saccone, Gaetano Aufiero, Carmine Danna, Benedetto Vittorio De Maio, Ferdinando Taccone e Italo Benigni provare a smontare le accuse.

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