Ciro a Maria Paola: senza te non è vita. Il parroco: un incidente, non omicidio

L'addio di Ciro Migliore a Maria Paola. Morta in un incidente dopo essere stata inseguita dal fratello. Secondo gli inquirenti, lui non accettava la relazione della sorella con un ragazzo trans.

Ciro Migliore. Il suo messaggio di addio all'amata Maria Paola
Ciro Migliore. Il suo messaggio di addio all'amata Maria Paola
4' di lettura

“Michele era uscito per convincere la sorella Maria Paola a tornare a casa, ma non l’ha speronata. E’ stato un incidente”. Questa è la versione della famiglia di Maria Paola e Michele Antonio Gaglione, riportata dal parroco del Parco Verde di Caivano don Maurizio Patriciello, per spiegare la morte della ragazza avvenuta fra venerdì e sabato.

La ricostruzione dell’incidente

Per gli inquirenti Michele Antonio Gaglione con lo scooter ha speronato e ha fatto uscire fuori strada il motorino sui cui viaggiavano la sorella e Ciro, il ragazzo trans che si frequentava con Maria Paola. La ragazza è morta sul colpo, Antonio ha iniziato a picchiare Ciro. Ai carabinieri ha detto: non volevo uccidere nessuno, solo dare una lezione a quella che ha infettato mia sorella.

Ciro Migliore e Maria Paola Gaglione
Ciro Migliore e Maria Paola Gaglione

La mamma di Ciro: “E’ stato omicidio”

Don Patriciello ha lanciato un appello da Caivano: «Lo Stato ha deciso a tavolino che questo debba rimanere un ghetto. Quello che accade ne è solo la diretta conseguenza. È inutile, qui non c’è futuro»

La mamma di Ciro, il ragazzo trans che aveva una relazione con Maria Paola, ha attaccato il fratello di lei, Michele Antonio, accusandolo di “Aver commesso deliberatamente un omicidio perché non sopportava che la sorella frequentasse un uomo trans. I figli si accettano così come vengono. Paola riposa in pace”.

Ciro: amore mio, non vivo più

Il messaggio di Ciro Migliore, il ragazzo di Maria Paola, è stato affidato ai social network: “Amore mio, oggi sono esattamente 3 anni di noi, 3 anni. A prenderci e lasciarsi in continuazione, avevo la mia vita come tu avevi la tua, ma non abbiamo mai smesso di amarci. Dopo 3 anni ti stavo vivendo, ma la vita mi ha tolto l’amore mio più grande, la mia piccola”.

«Non posso accettarlo – continua – perché Dio non ha chiamato me? Perché proprio a te amore mio, non riesco più a immaginare la mia vita senza te, non ci riesco. Non riesco più a dormire, penso a te 24 su 24 amore mio, mi manchi, mi manchi tantissimo. Eri l’unica per me, l’unica che mi amava veramente. Non posso accettarlo ancora, non ci riesco. Mi mancano le tue carezze, mi manca quando mi svegliavi la mattina a darmi fastidio. Mi manca tutto di te, non ho mai smesso di amarti dal primo giorno che ti ho vista, Ti amerò sempre piccola mia».

Le reazioni della politica

L’episodio di Caivano ha innescato numerose reazioni, anche dal mondo della politica. Il portavoce nazionale di Sinistra Italia, Nicola Fratorianni, ha detto a AdnKronos: “La tragedia sconvolgente di oggi in Campania con l’assassinio di Maria Paola, colpevole di stare con un ‘infetto’ come ha confessato il fratello omicida, ci dice quanto ci sia bisogno di una legge contro l’omotransfobia“.

“Salvini e Meloni avranno ancora il coraggio – prosegue l’esponente di Leu – di non riconoscere questa emergenza a cui la politica deve dare una risposta, subito? Non si può lasciare nessun spazio ai volenti pieni di ignoranza e pregiudizi da una parte – conclude Fratoianni – e dall’altra a degli ipocriti sepolcri imbiancati”.

Anche il segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti, ha affermato: “A Caivano, in provincia di Napoli, Maria Paola è stata uccisa da suo fratello perché aveva una relazione con un ragazzo trans. Dolore, rabbia, indignazione. Altra drammatica conferma dell’urgenza di approvare la legge del Partito Democratico contro l’omofobia e la transfobia“.

La difesa di Michele Antonio

Su Facebook sono stati pubblicati alcuni post che invitano a non giudicare il ragazzo. Come questo: «Lo stanno descrivendo molte persone che non sanno nulla della vicenda ma credono solo alle dicerie di paese che si scrivono sui social, non avrebbe mai fatto male ad una mosca, figuriamoci a sua sorella per la quale oltre ad essere suo fratello è stato un vero è proprio padre poiché è stato lui a crescerla e ad accudirla sin dall’infanzia. Ora chiedo a tutte le persone che vogliono bene a Michele di condividere questo post e di organizzare una manifestazione affinché si possa avere giustizia».

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