Cittadinanza italiana, come richiederla: tutte le novità

Come richiedere la cittadinanza italiana: i casi, il tempo necessario, i documenti richiesti, i requisiti e tutte le novità introdotte negli ultimi mesi. Dalla cittadinanza automatica, a quella per matrimonio, unione civile o residenza. Una guida rapida.

4' di lettura

Ci occupiamo in questo articolo della richiesta per ottenere la cittadinanza italiana, e in particolare di quando e come deve essere presentata la domanda, chi può accedere, i tempi d’attesa e la documentazione necessaria.

Dal dicembre del 2020 sono state inserite diverse modifiche che hanno in parte agevolato il conseguimento della cittadinanza italiana. A partire da un aspetto molto significativo: la durata massima del procedimento non può durare più di due anni di attesa (con il decreto Salvini era stata portata a quattro).

La nuova regola vale però solo per chi ha presentato la domanda dopo il 20 dicembre del 2020.

La cittadinanza italiana può essere concessa in modo automatico, per matrimonio o residenza.

Verifichiamo queste tre tipologie.

Cittadinanza italiana automatica

La cittadinanza italiana si può acquisire in modo automatico in questi tre casi:

Nascita (ius sanguinis o diritto di sangue):

quando una persona straniera è nata da almeno un genitore italiano:

Nascita sul territorio italiano (ius soli):

se i genitori sono ignoti o apolidi (persona priva di cittadinanza)

se non trasmettono la propria cittadinanza al figlio

se il minore è stato trovato in una condizione di abbandono sul territorio italiano

Adozione:

se il minorenne è adottato da un cittadino italiano

Cittadinanza italiana su domanda

La cittadinanza italiana può essere acquisita anche su domanda, e in particolare in due casi: per matrimonio o residenza.

Matrimonio

Un cittadino straniero o apolide, sposato (o con unione civile) con un italiano/a può chiedere di acquisire la cittadinanza italiana in questi casi:

Se risiede legalmente in Italia da almeno un anno e i due coniugi hanno avuto o adottato figli o dopo due anni di residenza con il cittadino/a italiano.

Se la residenza è all’estero: dopo 1 anno e mezzo in presenza di figli nati o adottati dai coniugi o dopo 3 anni dalla data del matrimonio.

La cittadinanza italiana ottenuta con il matrimonio è storicamente la più semplice. Come abbiamo visto il punto principale, oltre ad altri requisiti, è la dimostrazione del vincolo matrimoniale. Dal 2016 il diritto è stato esteso anche alle unioni civili, quindi anche alle coppie di fatto e dello stesso sesso.

Residenza

È possibile ottenere dal Ministero dell’Interno il riconoscimento della cittadinanza italiana anche per gli stranieri residenti legalmente in Italia che rispondono ad almeno uno dei seguenti requisiti:

  • Nato in Italia e residente legalmente da almeno 3 anni
  • Figlio o nipote di cittadini italiani per nascita, ma deve risiedere legalmente in Italia da almeno tre anni
  • Maggiorenne adottato da un cittadino italiano: deve risiedere legalmente in Italia da almeno cinque anni dopo l’adozione
  • Le persone che hanno prestato servizio, anche all’estero, per almeno cinque anni alle dipendenze dello Stato italiano. Per questi casi la domanda di cittadinanza italiana va inoltrata al competente Consolato.
  • Cittadino comunitario residente legalmente in Italia da almeno quattro anni
  • Apolide o rifugiato residente legalmente in Italia da almeno cinque anni
  • Residente legalmente in Italia da almeno dieci anni

Tutti i cittadini stranieri che rientrano in uno dei casi che abbiamo elencato sopra sono richiesti anche il requisito del reddito personale o familiare.

I cittadini stranieri possono presentare la domanda di cittadinanza italiana, a precise condizioni, dopo questi periodi di residenza:

  • quattro anni per i comunitari
  • cinque anni per gli apolidi
  • dieci anni per gli stranieri

Come presentare la domanda

Dal 18 gennaio 2021 è in funzione il nuovo portale del Ministero dell’Interno per la presentazione della domanda di cittadinanza italiana. Lì, tramite uno Spid (l’identità digitale che si può richiedere in qualsiasi ufficio postale) si può compilare la domanda.

Ecco cosa serve:

  • documento di riconoscimento
  • atto di nascita e certificato penale formato dalle autorità del Paese di origine
  • certificazione che attesta la conoscenza della lingua italiana (non inferiore al livello B1)
  • ricevuta di pagamento del contributo previsto di 250 euro
  • estremi della marca da bollo telematica

Quando la domanda è stata compilata viene trasmessa alle Prefettura (per i residenti in Italia) o al Consolato (per i residenti all’estero), che poi convocheranno i richiedenti.

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