Clan Partenio 2, aste Avellino: arresti. I nomi

Clan Partenio 2: arresti e sequestri per oltre quattro milioni di euro. I carabinieri hanno eseguito quattordici misure cautelari fra Avellino, Napoli e Roma.

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Arresti Avellino: questa mattina sono stati raggiunte da misure cautelari quattordici persone ritenute vicine al Nuovo Clan Partenio, l’organizzazione criminale che per la Procura di Avellino agiva fra il capoluogo irpino e l’hinterland. E che era già stato decapitato da ventidue arresti. Quest’operazione, che si riferisce al motore economico del presunto gruppo criminale, è stata ribattezzata “Aste ok” e ha portato alla confisca di beni per oltre quattro milioni di euro. (Aggiornamento, CLICCA QUI E LEGGI TUTTI I NOMI E LE ACCUSE)

Clan Partenio 2. Chieste le condanne per quattro imputati
Clan Partenio 2. Chieste le condanne per quattro imputati

Confisca per quattro milioni di euro

Dalle prime ore dell’alba circa 150 militari dei Comandi Provinciali dei Carabinieri di Avellino e della Guardia di Finanza di Napoli, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo partenopea, stanno eseguendo, tra le province di Avellino e Roma, le misure coercitive. (Qui l’approfondimento sul nuovo clan Partenio)

Arresti Avellino, nuovo Clan Partenio: le accuse

Nella prima ordinanza cautelare e nei sequestri collegati, al Nuovo Clan Partenio, si faceva già riferimento a un gruppo criminale che aveva costruito una vera filiera intorno agli immobili messi in vendita dal tribunale. C’era chi trovava i clienti disperati, chi li minacciava, chi si occupava di individuare le persone a cui rivendere le case (spesso prima dell’asta), chi raggiungeva i familiari da intimidire direttamente in tribunale. (Qui viene spiegato il sistema delle aste giudiziarie)

Una logica quasi compensativa, se si pensa che poi dall’altra parte c’era l’usuraio pronto a fare concedere prestiti. Ora tutta questa mole di accuse approderà probabilmente a processo. Un apparato che poteva contare su professionisti attivi in diversi settori (questa l’accusa): da quello legale a quello economico.

Il sistema teorizzato dall’antimafia

Durante l’indagine l’Antimafia aveva eseguito alcune perquisizioni a carico di professionisti del capoluogo. In quelle carte si faceva riferimento, per la prima volta, a un sistema di aste giudiziarie truccate che avrebbe messo nel mirino alcuni grossi immobili nel distretto conciario di Solofra. (Ne abbiamo parlato, con nomi e dettagli, in questo articolo)

I decreti di perquisizione sono stati firmati dai sostituti procuratori della Dda di Napoli Simona Rossi, Henry John Woodcock e Luigi Landolfi.

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