Clan Partenio 2, aste giudiziarie: Dda svela nomi e dettagli sul monopolio dei “Tretre”

Avellino, indagine sul Clan Partenio 2. Nei decreti di perquisizione a tre avvocati viene descritto il sistema di controllo delle aste giudiziarie.

Corruzione in atti giudiziari, 14 arresti. Anche un imprenditore irpino
3' di lettura

Il terzo piano del tribunale di Avellino trasformato nel regno di quelli che i magistrati chiamano speculatori senza scrupoli. Aste giudiziarie pilotate per imporre il controllo del Nuovo Clan Partenio sul distretto conciario di Solofra. Un tempo motore produttivo della provincia di Avellino, oggi in grave crisi economica. Tanta povera gente vittima di chi si accaparrava beni immobiliari per pochi spiccioli e intimidiva i concorrenti con metodi tipici delle associazioni camorristiche.

E’ uno spaccato sociale, oltre che giudiziario, quello che emerge dai decreti di perquisizione firmati dai sostituti procuratori della Dda di Napoli Simona Rossi, Henry John Woodcock e Luigi Landolfi. Eseguiti questa mattina 8 novembre dalla guardia di finanza di Napoli e dai carabinieri del comando provinciale di Avellino, diretto dal colonnello Massimo Cagnazzo. L’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia si focalizza sulle modalità con cui l’associazione criminale era riuscita a imporsi nelle aste giudiziarie. Di fianco all’attività dell’ala armata del clan, sgominata dai ventitré arresti nati dopo le indagini del nucleo investigativo dei carabinieri di Avellino, al comando dal capitano Quintino Russo.

I colletti bianchi

Nell’indagine ora sono finiti avvocati che svolgono il ruolo di custodi giudiziari. Attenzione puntata anche su altre persone, legate al settore esecuzioni immobiliari della cancelleria del Tribunale civile di Avellino, che potrebbero aver favorito il presunto gruppo criminale. Per gli inquirenti le famiglie Forte (Livia e Modestino sono indagati) e Aprile (Armando e il figlio Gianluca) avevano il controllo di numerose attività legate alle aste giudiziarie. Un vero “monopolio… quello instaurato dai Tretre”, ribadiscono i Pm nel documento. Spadroneggiavano nei corridoi del tribunale, dirà una vittima, fino ad avere perfino le chiavi dei bagni di servizio. I magistrati aggiungono che questo tipo di controllo non sarebbe stato possibile senza la connivenza di soggetti interni alla pubblica amministrazione.

Le perquisizioni

Questa mattina sono stati perquisiti gli studi di tre avvocati, Luciana Zeccardo, Leonardo Tammaro e Alfredo Cavallo. Indagati, a vario titolo, per estorsione, tentata estorsione e turbata libertà degli incanti, nell’ambito del loro ruolo di custodi giudiziali – nominati quindi dal giudice dell’esecuzione – per alcuni immobili messi all’asta.

Chi era al vertice del sistema conosceva – si legge nel decreto – i dettagli delle esecuzioni, il numero delle persone che aveva depositato in cancelleria la busta con l’offerta e gli assegni circolari, perfino gli orari del deposito. Le perquisizioni sono nate proprio per raccogliere atti e altri documenti che possano aiutare a fare luce sul ruolo avuto dai custodi giudiziari.

La questione politica

Uno spirito di collaborazione che avrebbe attecchito in altri settori della pubblica amministrazione. I sospetti ci sono già, lo rivelano gli omissis nell’elenco degli indagati. Ma è un dato che non stupisce, anche perché in questi giorni gli inquirenti stanno continuando ad ascoltare le vittime. Come il proprietario di un immobile di Solofra, A.L., che dice: “Mi risulta che proprio a Solofra Aprile e la Forte e i loro soci stanno approfittando di tanta povera gente che sta perdendo i beni”

Un’indagine, quella sul versante economico del Clan, che contesta anche il presunto scambio elettorale politico mafioso nel corso delle elezioni comunali del 2018 di Avellino. Sono infatti indagati gli ex consiglieri comunali Damiano Genovese Sabino Morano, coordinatore provinciale della Lega, autosospeso dall’incarico dopo le prime perquisizioni. Morano – in un’intervista rilasciata a TheWam.net – si è detto convinto di poter chiarire la sua posizione. L’inchiesta ora si sta focalizzando su quei professionisti che avrebbero giocato un ruolo determinante per l’attività del presunto gruppo criminale.

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