Clan Partenio 2, aste giudiziarie: nuove denunce. C'è chi rinuncia ai ricorsi

Nuovo Clan Partenio. Nuovi testimoni. C'è chi rinuncia al ricorso al Riesame.

tribunale riesame


2' di lettura

Nuovi verbali nell’indagine sul Nuovo Clan Partenio relativa alle aste giudiziarie. Procedure che, per la Direzione Distrettuale antimafia di Napoli, sarebbero state truccate, anche con l’utilizzo di intimidazioni. I nuovi verbali, con le denunce, sono stati resi disponibili dalla Procura agli avvocati difensori, dopo che quattro dei ventidue indagati hanno deciso di fare ricorso. E chiedere il dissequestro di beni e conti.

Clan Partenio, aste giudiziarie: chiesti dissequestri

I quattro indagati, difesi dall’avvocato Alberico Villani, questa mattina hanno deciso di rinunciare al Riesame. C’è una questione di incompetenza territoriale, che il legale probabilmente affronterà davanti al gip. Fare ricorso ha consentito però, alla difesa, di far scoprire gli “atti” alla Procura. E fra questi atti ci sarebbero nuove denunce raccolte dopo i primi sequestri.

In quelle carte ci sarebbero riferimenti anche a Montoro e Solofra. A chi ha trovato il coraggio di denunciare. Una zona, la Valle dell’Irno, che era già finita al centro dell’indagine. Quando sono stati indagati tre avvocati, che svolgono il ruolo di custodi giudiziari, i Pm di Napoli avevano scritto come il distretto produttivo solofrano vivesse una grave crisi economica. E questo, come rivelato anche da un’inchiesta di Thewam.net su degli immobili all’asta, ha contribuito alla svalutazione di alcuni edifici. Fra i quali rientrano anche beni finiti al centro di procedure giudiziarie poi finite nell’indagine.

Per l’accusa, infatti, gli indagati dopo aver individuato gli immobili più appetibili, cercavano di accaparrarseli con ogni mezzo. A volte intimidendo gli altri acquirenti interessati, altre facendo accordi prima che si svolgessero le procedure.

L’indagine sugli immobili all’asta

Il legame con il clan, ipotizzato dalla Procura, ruota proprio intorno all’affare aste giudiziarie. Sui quali i vertici del Nuovo Clan Partenio avrebbero imposto delle tangenti, mettendo a disposizione persone che intimidivano altri concorrenti interessati ai beni. A volte persino in tribunale.

Negli scorsi giorni, intanto, un incendio ha danneggiato l’auto di un parente stretto di una delle testimoni ascoltate nelle indagini. Al momento, però, da quanto ha potuto verificare TheWam.net, quel rogo non sarebbe stato causato da un attentato incendiario. Nessuna pista dolosa, insomma. Anche se, come è facile immaginare, è bastata la coincidenza a innescare numerose speculazioni.

L’indagine di cui parliamo, è un inchiesta parallela rispetto al filone principale sul clan, che ha portato a ventitré arresti. E descritto come agiva l’ala militare del gruppo criminale. E gli affari che ruotavano intorno a un radicato giro di usura ed estorsione. Cifre e vittime che abbiamo ricostruito in un dettagliato dossier, che si focalizza su quanto avveniva fra il capoluogo irpino e il ristretto hinterland.

L’altra inchiesta, quella sul motore economico del clan, si è concentrata invece anche su molti professionisti. Al momento sono indagati anche avvocati e consulenti di banca.

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