Clan Partenio 2, caccia alla filiera delle aste giudiziarie. Si scava anche nel passato

Clan Partenio 2, indagine aste giudiziarie. Si scava sugli ultimi mesi e nel passato. Mentre si aggiungono testimoni.

2' di lettura

Ultimi mesi delle aste giudiziarie nel mirino degli inquirenti, ma l’attenzione è puntata anche sugli agli anni passati. Testimoni che si aggiungono a quelli che hanno già parlato. Registrazioni audio che potrebbero arrivare al vaglio di consulenti, raccolte proprio dalle vittime durante colloqui con gli indagati. Procede spedita l’inchiesta sul Nuovo Clan Partenio per ricostruire il sistema che secondo l’accusa muoveva le aste giudiziarie.

Attenzione sugli ultimi mesi

Gli investigatori scavano sulle ultime procedure all’incanto, sui profili intermedi che hanno supervisionato o partecipato alle trattative come legali o consulenti di banca.

Nell’indagine sono finiti alcuni custodi giudiziali. I legali, assistiti dagli avvocati Benedetto Vittorio De Maio e Alberico Villani, si sono detti pronti a chiarire la loro posizione. Ma intanto l’Antimafia vuole accertare se ci siano altri profili sospetti fra chi intratteneva rapporti con gli esecutati (proprietari che rischiavano di perdere il bene) o chi accompagnava le persone interessate ad acquistare gli immobili.

Le denunce

Senza dimenticare i riferimenti a settori bancari menzionati nell’inchiesta. Insomma, se la teoria della Dda è corretta, verrebbe fuori una filiera che seguiva le procedure immobiliari dalla genesi fino all’assegnazione e in alcuni casi anche dopo. Per piazzare gli immobili o rivenderli a chi voleva tornarne in possesso.

Un sistema capace di individuare, grazie a professionisti navigati, le case, i capannoni, i garage più interessanti messi all’asta. E poi muoversi per decidere come operare, di caso in caso: quando c’era bisogno di intimidire gli acquirenti o tenerli d’occhio, quando invece si cercava un accordo economico per far andare deserta le aste. Un rapporto costante e diretto. Negli atti viene menzionata una telefonata fra una custode e un’indagata avvenuta durante una visita per mostrare un immobile all’asta. In quegli atti si menzionano anche degli accordi last minute. Un uomo che stava perdendo l’attività racconta come, il giorno dell’asta, gli fossero stati chiesti dodicimila euro per far desistere un acquirente che aveva già presentato l’offerta.

Si scava nel passato

Gli inquirenti ritengono come un tipo di controllo simile fosse possibile solo grazie a profili interni alla pubblica amministrazione e legati al settore esecuzioni immobiliari del tribunale di Avellino. Un altro aspetto dell’indagine si è focalizza sugli anni passati. Alla ricerca di segnalazioni che potrebbero essere cadute nel vuoto. Indagini arenate o che magari aspettavano altre evoluzioni giudiziarie. E’ verosimile, infatti, che per costruire certi contatti e un sistema così complesso ci siano voluti degli anni. E che relazioni strutturate abbiano lasciato dei contatti. Il profilo economico, con le transazioni sui conti correnti, è al vaglio della finanza di Napoli. Mentre sono stati restituiti alcuni pc, si attende l’esito delle consulenze disposte dalla Procura sulle memorie elettronica. Dati che potrebbero aggravare alcune posizioni. Così come le dichiarazioni di persone, legate alle ultime aste giudiziarie, ascoltate dagli investigatori.

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